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ARDEA, ENNESIMA “SORPRESA” PDL

Il PDL non finisce di stupire. Dopo le precisazioni di sabato fatte dal candidato sindaco Fulvio Bardi, che criticava il modus operandi di chi ha seguito e sostenuto Luca di Fiori, ieri pomeriggio, nonostante fosse domenica (delle Palme, per giunta,) sono arrivati ad Ardea i vertici provinciali e regionali del partito, Francesco Lollobrigida, Alfredo Antoniozzi e Adriano Palozzi, per cercare di “ricomporre” il centrodestra e far “combaciare” il simbolo del PDL con il cartello formato da Lista Eufemi, Udc, La Destra, Cristiano Riformisti, Una Donna e Moderati Italia. I responsabili romani hanno avuto un colloquio con Luca Di Fiori, al quale hanno chiesto di coprire il ruolo di candidato sindaco direttamente per il PDL. Ma la risposta, corale con i rappresentanti dei vari simboli che compongono il cartello che sostiene Di Fiori, è stata negativa. Il “no” ha spinto Paolozzi, prima ancora di completare la proposta, che vedeva, nei piani del PDL, far assegnare a Bardi la poltrona di vicesindaco in caso di vittoria del centrodestra. Proposta rifiutata in modo categorico da tutti i responsabili delle liste di appoggio a Di Fiori, che hanno minacciato di uscire dal cartello qualora l’accordo fosse accettato dal candidato sindaco, con l’UDC che sarebbe confluita in un cartello non definito, anche se si presume quello di Abate, e La Destra che avrebbe corso da sola, con candidato a sindaco il segretario cittadino Simone Centore. Il tutto non è certo avvenuto in maniera “indolore”, con persone che gridavano (e non in modo metaforico…) allo scandalo non tanto per la proposta, quanto per la mancanza di coerenza dimostrata dai rappresentanti del PDL. “Non scenderemo a compromessi”, avrebbero invece detto i rappresentanti del cartello Di Fiori, mantenendo fede a quanto pubblicizzato nella conferenza stampa di inizio campagna elettorale. Tanto per la cronaca, ieri ad Ardea era presente anche il candidato sindaco del cartello che detiene il simbolo del PDL, per chiedere di entrare nella coalizione di Di Fiori. Certo che la dignità ad Ardea è proprio un optional.

Luigi Centore