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BILANCIO: SCHIUMARINI CHIARISCE LA POSIZIONE DI F.I.

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A distanza di due giorni dall’approvazione del bilancio, avvenuta anche e soprattutto grazie all’atteggiamento preso dai consiglieri di Forza Italia – tre astenuti ed un assente – la spaccatura tra quest’ultimi ed AN non sembra avere molte possibilità di essere sanata. Per cercare di capire cosa sia veramente successo abbiamo provato a chiedere spiegazioni ad Omero Schiumarini. Ovvio che si tratta di una sola campana, quella di F.I., ma contiamo di ospitare sul nostro giornale quanto prima anche un esponente di A.N. o, meglio ancora, di poter fare un faccia a faccia tra due esponenti dei due partiti.\n\n“Per capire il motivo del nostro gesto – che è chiaramente una presa di posizione – occorre tornare indietro nel tempo di qualche settimana, a quando esisteva ancora il “problema” dei Revisori dei Conti. La Giunta di centrosinistra era in seria difficoltà, e ci stava porgendo su un piatto d’argento la possibilità di fare finalmente un’opposizione dura e compatta. Ed infatti – per un brevissimo lasso di tempo – così è stato”, spiega Schiumarini.\n\nIl centrodestra in quei giorni siede a tavolino e, cosa mai fatta, studia una strategia prima per sfiduciare il Sindaco, tentando di raccogliere le 16 firme necessarie, poi per verificare il bilancio da protagonisti, ovvero cercando di far eleggere come Revisori dei Conti persone da loro indicate, ovviamente tra quelle iscritte all’Albo. E le indicazioni dei nomi vengono fatte da A.N., o meglio dal suo capogruppo Giorgio Puggioni. Il resto della PDL si fida delle persone scelte e, in sede di consiglio – stavolta grazie al “tradimento” di 3 consiglieri del centrosinistra – riesce a far eleggere addirittura 2 Revisori sui 3 previsti. In pratica, la percentuale che solitamente spetta alla Maggioranza. Il “colpo gobbo” spinge De Fusco alle dimissioni. “In maniera ufficiosa, noi del PDL abbiamo incontrato i Revisori nella sala riservata ai consiglieri dell’opposizione nella Casa Comunale, per chiedere di fornirci, prima di andare al voto, un parere tecnico che fosse l’esatta fotografia della reale situazione finanziaria di Pomezia. Non abbiamo quindi chiesto un parere artificioso, ma solo di renderci partecipi della verità. Noi ci sentivamo garantiti da questi professionisti, visto che erano stati indicati da una persona appartenente alla nostra coalizione. Io, che normalmente mi occupo di relazionare sul bilancio, non mi sono preoccupato di “scavare” attraverso quelle che sono le mie limitatissime conoscenze della materia, ma mi sono affidato completamente a loro”. Nel frattempo anche Mesturini rassegna le dimissioni ed il posto di Presidente del Consiglio si rende vacante.\n\n“Queste dimissioni – continua Schiumarini – ci hanno portato a studiare un’altra strategia, che poteva condurci a far eleggere come nuovo Presidente un nostro esponente. Così il Governo De Fusco sarebbe stato messo in ginocchio, perché l’opposizione avrebbe avuto dalla sua non solo due Revisori su tre, ma anche il massimo esponente del Consiglio. Ci mettiamo quindi d’accordo per votare Antonio Maniscalco”. \n\nIl centrodestra sembra quindi finalmente compatto su tutto. Ma, alla vigilia della convocazione del Consiglio Comunale, a Schiumarini arriva, in quanto vice presidente del Consiglio, copia della relazione dei Revisori dei Conti, i quali, all’unanimità e senza nessuna remora, avevano sottoscritto un parere che acquisiva come proprio quanto espresso dai Revisori che li avevano preceduti, scelti per i 2/3 dalla maggioranza. Questo risultato spiazza i consiglieri di F.I., che speravano di avere qualche appiglio per poter controbattere all’azione amministrativa della maggioranza. Di contro, risolleva il morale a De Fusco, che infatti annuncia il ritiro delle dimissioni, forte della consapevolezza che anche l’opposizione voglia che la legislatura finisca solo alla naturale scadenza.\n\nMa a dare la mazzata finale all’unità del centrodestra – che a quanto pare era di cristallo, vista la fragilità – ci pensa il capogruppo di A.N. Puggioni che, il giorno prima del Consiglio più importante dell’anno, comunica che l’accordo sulla votazione per il Presidente non è più valido e che ognuno può votare come gli pare. “Noi di F.I. – racconta Schiumarini – abbiamo invece mantenuto fede a quanto concordato, votando Maniscalco ma, invece dei 15 calcolati inizialmente, il nostro candidato ha ricevuto solo 8 voti, mentre Attilio Bello 16, segno che qualcuno del nostro gruppo, con inconfutabile certezza, ha tradito”. Da qui il panico totale, aggravato dal fatto che qualcuno ha fatto insinuazioni sull’assenza dell’esponente di F.I. Valentini. “Il nostro collega aveva degli impegni improrogabili, ma ci aveva comunque assicurato la sua presenza al momento delle dimissioni, quindi eravamo tranquilli, ma, per evitare speculazioni, noi di F.I. decidiamo di uscire dall’aula per attenderlo. In questo frattempo Puggioni e Salfi ne hanno approfittato per additare il nostro partito come quello che, attraverso l’assenza, permetteva al bilancio di essere ratificato. Ma noi siamo tornati con Valentini, dimostrando l’infondatezza delle accuse”.\n\nEd è proprio Schiumarini che, appena rientrato, prende la parola per relazionare sul bilancio. “Durante la relazione ho riflettuto molto sul parere espresso dai Revisori: se dovevamo fidarci di loro, che erano stati scelti dal nostro gruppo, dovevamo anche accettare quello che avevano scritto. Non far passare il bilancio avrebbe poi significato l’arrivo di un Commissario ad Acta che avrebbe gestito i conti comunali in maniera rigida e che non avrebbe mai potuto tenere conto delle esigenze dei cittadini, vere vittime di tutti questi giochi politici. Da lì è nata la consapevolezza che il danno minore era fidarsi del parere dei Revisori dei Conti scelti da A.N., i quali avevano assicurato che il bilancio era assolutamente trasparente ed affidabile, perché vincolava le uscite alle effettive entrate, cercando di recuperare il pregresso attraverso limitazioni di spesa. Ho anche capito che qualcuno avrebbe preferito che le casse comunali venissero commissariate, ponendo così gli interessi politici davanti a quelli dei cittadini. Decido quindi che la scelta migliore è l’astensione, una posizione chiarissima, al contrario di quella adottata da altri personaggi, che sono entrati ed usciti dall’aula a seconda di quello che sentivano dire da noi, lasciandosi così la possibilità di gettarsi a destra o a sinistra a seconda della convenienza del momento”. Ma per chi non ha votato contro il bilancio c’è la possibilità di restare fuori dalla PDL, così come comunicato dal direttivo provinciale del partito. “Sono pronto a qualsiasi confronto e spiegazione e dico anche che, se scopro che i nemici ce li abbiamo in casa, sarò il primo a pretendere chiarezza, perché non voglio sentirmi ricattato da persone che hanno interessi diversi rispetto a quelli del partito”.\n\nA questo punto aspettiamo una replica da parte di qualcuno…

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