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Coronavirus, il ministro Sileri: ‘Vaccino? Se in futuro l’adesione sarà bassa, potrà diventare obbligatorio’

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Ardea, Sileri per una medicina più territoriale

Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri (M5S) è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Il vaccino anti-Covid

“Andiamo per gradi. Al momento l’obbligo non serve e non servirebbe nemmeno parlarne oggi perché le dosi ad oggi disponibili sono una quota parte di un totale che ancora non è arrivato, perché le varie aziende produttrici non hanno avuto l’ok dall’Ema. Le dosi che abbiamo oggi a disposizione consentono una vaccinazione progressiva senza la necessità di un obbliga. Vedremo tra qualche mese, quando avremo a disposizione una maggiore quantità di vaccini. A quel punto si dovrà monitorare quante persone faranno il vaccino e se il numero delle persone dovesse essere estremamente basso, è chiaro che una qualche forma di obbligatorietà potrebbe essere necessaria. Ma non è un argomento di oggi”.

L’organizzazione e la distribuzione

“Non possiamo permetterci errori, dobbiamo farci trovare pronti. Se arrivano 400mila dosi a settimana, quelle dosi dovranno essere consumate nella stessa settimana. Personale sanitario in grado di vaccinare la popolazione c’è. In manovra abbiamo inserito una norma per far partecipare le farmacie alle, ci sono anche gli odontoiatri che chiedono di essere parte attiva della vaccinazione, pensate dunque quale possa essere la presenza ramificata sul territorio per garantire la vaccinazione. Si tratta di raggiungere ovunque la popolazione, facendo capire che il SSN è ovunque e tutti sono pronti a contribuire a questa battaglia che è la vera svolta. Il vaccino è la soluzione migliore che abbiamo oggi per coloro che non si sono ammalati, per coloro che si sono ammalati la soluzione ad esempio è quella degli anticorpi monoclonali, per cui mi sto battendo. Non illudiamoci, serviranno molti mesi per riprenderci completamente la nostra vita, sicuramente passerà tutta la metà del 2021, forse anche l’autunno. La stagionalità del virus può esistere, noi l’abbiamo provata. E’ chiaro che arrivati a giugno avremo due cose a nostro favore: se verranno consegnati tutti i vaccini e noi saremo bravi a vaccinare, arriveremo alla fine del secondo trimestre con diversi milioni di italiani vaccinati. Poi vi sarà una parte di popolazione italiana che avrà già avuto il virus e una parte di immunità rimane. Per il resto, se l’adesione alla vaccinazione dovesse essere bassa, qualcosa dovrà essere fatta”.

Il ritorno a scuola in presenza e la terza ondata del virus

“Dobbiamo continuare a monitorare, credo che vi sarà una risalita dei casi a partire dalla seconda settimana di gennaio, dobbiamo essere pronti a fare dei passi indietro nel caso il virus rialzasse la testa. La scuola è un ambiente sicuro, va reso sicuro anche tutto ciò che circonda la scuola. Una cosa è certa, non dobbiamo correre da questo punto di vista, l’unica cosa per cui dobbiamo correre è il vaccino quando arriverà”.

L’acquisto del vaccino da parte della Germania

“Non credo che la Germania abbia fatto qualcosa di sbagliato. Vi è un accordo europeo che ha stabilito un quantum totale di dosi per tutta l’Europa. Non ho in mano il contratto che è stato firmato, ma immagino che, una volta vendute le dosi concordate, le ditte che lo producono possano procedere ad altri contratti. Dunque onore alla Germania che ha fatto una politica del genere. Se lo avesse fatto l’Italia sarei stato contento, penso che dovremmo farlo anche noi”.

 

 

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