Home News Politica ESPULSIONI DAL PDL, LA REPLICA DI RUFFINI

ESPULSIONI DAL PDL, LA REPLICA DI RUFFINI

Il Coordinamento della Città di Pomezia del Popolo della Libertà prende atto del documento redatto e sottoscritto in data 24/01 dagli on.li Piso, Pallone, Lollobrigida e Sartori, quali rappresentanti dei coordinamenti regionale e provinciale, in occasione dell’incontro con una nostra delegazione. Il Coordinamento locale sottolinea l’importanza di tale documento che, attraverso l’invito a costituire il Gruppo Consiliare del PdL, individua i possibili rappresentanti del nostro Movimento in seno al Consiglio comunale esclusivamente nei consiglieri Puggioni, Errico, Maniscalco, Celori, Cruciani e Valentini. Il documento in oggetto, indirizzato ai sopracitati consiglieri, al Coordinatore Serafini ed al Vice-Coordinatore Mauro, è scaturito dall’esame della situazione politica di Pomezia, dove alcuni soggetti che in passato avevano rappresentato in vari modi il centro-destra, oggi con i loro comportamenti gettano volutamente discredito ed incertezza sull’immagine del PdL locale, a evidente vantaggio dello schieramento di centro-sinistra al quale ormai appartengono come dimostrato dalle nomine di un assessore e di un presidente di commissione consiliare avvenute a loro vantaggio. Con questo atto di chiarezza, le attività di definizione del programma e di aggregazione della coalizione, che porteranno di nuovo il centro-destra alla guida della Città di Pomezia, continueranno con ancora maggiore energia e determinazione”.\n\nCon questo documento, siglato ieri sera dal coordinamento del PDL pometino, si sancisce l’uscita – o meglio se ne vieta l’entrata – dal partito di Omero Schiumarini e Paolo Ruffini. Ma come l’hanno presa gli interessati, che a quanto pare non sono stati avvisati di quanto succedeva nelle riunioni dei giorni scorsi?\n\n“Senza voler essere minimamente volgare, faccio le “pernacchie” a queste persone che pretendono di essere “i puri che epurano”, quando invece dimenticano che loro stessi hanno fatto sì che De Fusco vincesse alle passate elezioni perché lo hanno votato. Andando poi nel dettaglio dell’attività svolta in questi 5 anni, noi siamo stati quelli più seri, perché abbiamo votato a favore solo di quegli atti amministrativi che ritenevamo giusti per la città, non abbiamo fatti giochi e giochini”, dichiara Paolo Ruffini, che poi fa un paragone tra la politica nazionale e quella locale. “Il Premier Berlusconi ha soprannominato “i responsabili del Paese” coloro che, passando dalla sinistra alla destra, hanno permesso al Governo di andare avanti, perché l’interesse del Paese era più forte dei colori politici. Noi di Forza Italia, al contrario, veniamo tacciati di irresponsabilità perché, quando ormai si era a fine consiliatura, non abbiamo permesso il commissariamento di Pomezia. Far cadere la Giunta a Luglio avrebbe significato non elezioni subito, ma l’arrivo di un Commissario Prefettizio, con conseguente paralisi amministrativa. Senza contare che il commissariamento avrebbe decretato il dissesto finanziario, perché non avrebbe certo provveduto a fare atti finalizzati al recupero di denaro pubblico, e la perdita dei posti di lavoro per tutti quei dipendenti a tempo determinato a cui ora è stato rinnovato il contratto”. Lei parla di recupero di denaro pubblico: tutti ornai sanno che quello su cui l’amministrazione punta maggiormente è l’urbanistica, con i conseguenti pagamenti da parte degli imprenditori degli oneri urbanistici. Quindi lei è d’accordo? “L’urbanistica fatta con criterio, con i servizi che anticipano le case, è la benvenuta. Strano anzi che gli imprenditori, stanchi dei continui rinvii e dei malgoverni che hanno caratterizzato il passato, non abbiano deciso di andare ad investire i loro capitali altrove”. Cosa farà adesso Paolo Ruffini? Accetterà senza discutere quanto deciso da altri o presenterà una sorta di ricorso? “Ma ricorso a chi? A questi politicanti che se la cantano e se la suonano, che non guardano agli interessi comuni della città ma solo ai propri e, al limite, a quelli del proprio partito. A me di loro non interessa niente: andrò avanti per la mia strada, con la coscienza a posto, conscio di non perdere la stima chi mi conosce. Farò la lista civica, spiegando ai cittadini le motivazioni, perché è ai cittadini che devo rendere conto, non a chi sta a Roma e tenta di dettare legge nel nostro paese”. Con chi si schiererà la sua lista? “Vedremo. A questo punto non valuto i colori, ma le teste. La politica cammina sulle gambe degli uomini e sopra le gambe ci dovrebbe essere una testa che ragiona ed è su questo che mi baserò, perché sono veramente schifato da questi modi di fare politica. Dopo 5 anni di lavoro votato al partito vengo trattato in maniera ignobile, come se fossi io il responsabile di quelle che sono le colpe altrui. Avrei preferito che mi chiedessero di farmi da parte per far posto a qualcun altro: l’avrei fatto senza problemi. Ma così… Sappiano comunque che non sarò il caprio espiatorio di nessuno”.