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PDL POMETINO: QUALE COORDINAMENTO?

Alla notizia che a Pomezia si era creato un coordinamento del PDL pronto ad “avviare tutte le iniziative necessarie alla sua organizzazione nel territorio e alla preparazione delle elezioni\n\namministrative del prossimo anno” Massimiliano Cruciani, candidato a sindaco del centrodestra alle elezioni del 2006 ed ora consigliere di F.I., si è stupito non poco. Quando poi ha letto quali fossero i membri di tale coordinamento e sopratutto chi fosse il vice coordinatore non voleva credere ai suoi occhi.\n\n“Innanzi tutto vorrei capire una cosa fondamentale: come si può creare un coordinamento quando il “coordinatore” è in realtà “abusivo”? La nomina di Rodolfo Serafini, infatti, non è ancora stata ratificata dal Coordinamento regionale, quindi non è valida ai fini dello statuto del partito. L’accostamento di personaggi discutibili, poi, non mi sembra renda onore al partito. La nomina di vice coordinatore data a Vincenzo Mauro, che è stato attore e regista della tangentopoli pometina, non può essere da me condivisa. Non vorrei sbagliare, ma non mi risulta neanche che tutte queste persone siano iscritte al partito. Tornando a Serafini, era stato indicato dal gruppo di Forza Italia e da una parte di AN, ossia da quelle persone che ora ha deliberatamente ignorato, tradendo così la fiducia che era stata riposta in lui. Non capisco quale progetto e quali interessi ci siano dietro questo coordinamento, che tutto rappresenta meno che la PDL”.\n\nAnche il capogruppo di F.I. Paolo Ruffini è assolutamente contrario a quanto dichiarato attraverso il comunicato inviato ieri da Serafini. “Si tratta di un coordinamento non riconosciuto e non condivisibile, innanzi tutto perché non avallato né dal segretario né dal direttivo del PDL, gli unici organi legittimamente riconosciuti ed eletti. Non so da quale mente contorta possa essere uscito questo progetto. Visto come ha agito, credo che questa persona morda la mano di chi l’ha nutrito. Noi non riconosciamo né il direttivo, che non vogliamo commentare nel dettaglio, né il metodo con il quale è scaturito, un metodo “fascista”, assolutamente non democratico, che non condivideremo mai. Se, al contrario, la segreteria provinciale avallerà questa decisione, io prenderò distanza personale e politica da questo modo di agire, con tutte le conseguenze del caso”.