Il “day after” di Pratiko offre uno scenario desolante. Non c’è più nessuno fuori la struttura (come è accaduto ieri per tutta la giornata) eccezion fatta per le forze dell’ordine, ancora impegnate nei rilievi per stabilire la causa del disastro, e per i Vigili del Fuoco rimasti a presidiare lo stabilimento. Chiediamo se possiamo avvicinarci per scattare qualche foto. Ce lo concedono ma possiamo addentrarci solo fino alla soglia degli ingressi, di più non si può. Riusciamo a fotografare gli interni: qualche scheletro dei gazebo, sedie qua e là, cumuli di macerie ovunque. Un vero e proprio sfacelo.
Chiediamo anche alle forze dell’ordine presenti se ci sono novità: “Al momento no“, ci dicono. Si aspettano gli esiti dei rilievi e, in tal senso, ulteriori novità potrebbero esserci nelle prossime ore. Intanto, complice la pioggia, si è notevolmente abbassata la nuvola di fumo che ha dominato il paesaggio di Pomezia per tutta la giornata di ieri, anche se dal lato che si affaccia sulla Via del Mare la “nube nera” è decisamente più visibile. Persiste, al contrario, il fortissimo odore acre nell’aria e ciò desta particolare preoccupazione considerando la natura tossica dei fumi sprigionati.







