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POMEZIA O RAVENNA? RUFFINI FORNISCE LA SUA SPIEGAZIONE SUL “MISTERO” DELLA BOZZA DI STATUTO

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Pomezia non è Ravenna, neanche nella bozza di Statuto. La precisazione arriva dal presidente del consiglio comunale, Paolo Ruffini, che oggi ha diramato un comunicato stampa per spiegare la propria versione dei fatti. “In vista di una imminente convocazione della Commissione Statuto, per un eccesso di zelo, si è ritenuto utile rinviare una bozza di lavoro già consegnata ai Capigruppo Consiliari nella seduta del 19/10/2011 – si legge nel documento – Purtroppo constatiamo che tale versione non coincide con quella precedentemente consegnata. Questa affermazione è riscontrabile dal verbale della Commissione. Pertanto i destinatari di tale comunicazione già erano in possesso del testo corretto prima dell’invio della e-mail. Tale bozza, inoltre, trattasi di uno strumento preparatorio, in quanto l’iter di modifica dello stesso si trova ancora in una fase preliminare. Tenendo presenti queste premesse, è possibile definire il clamore suscitato dalla vicenda decisamente eccessivo!”. Ruffini coglie l’occasione per prender sale con l’esponente del M5S Fabio Fucci, che ha diffuso copia dell’e-mail ricevuta. “D’altra parte il consigliere del Movimento 5 Stelle da diverso tempo non riusciva a lucrare tutto quello spazio sugli organi di informazione – ha dichiarato Ruffini – Pertanto, ben consapevole che la versione inviata elettronicamente non era quella corretta, avendo lui stesso ricevuto la copia nella seduta della Commissione del 19/10/2011, o per incapacità a produrre proposte, o per opportunità personale, non ha comunque resistito a cercare ed ottenere visibilità a buon mercato macchiandosi di un comportamento non propriamente etico. Da convinto sostenitore della libertà di stampa mi stupisco che sterili e distruttive polemiche trovino maggior favore di progetti e iniziative concrete. Le istituzioni dovrebbero essere patrimonio di tutti e ciascuno è chiamato a difenderle senza che questa possa confondersi con la lotta politica che legittimamente ogni soggetto conduce. Probabilmente la difesa delle istituzioni non è per tutti una priorità e un ambito da preservare dalla lotta politica. Non appena tornerà a riunirsi la Commissione misureremo le capacità dei gruppi consiliari e dei singoli consiglieri, questa volta su proposte concrete e realizzabili. Un terreno non certo congeniale a tutti”.

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