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TRASPARENZA AMMINISTRATIVA: DOV’E’ FINITA?

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DOPO LE PROMESSE FATTE IN CAMPAGNA ELETTORALE, COSA E’ COMBIATO NELLA GESTIONE DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI? SE LO CHIEDE RENZO MERCANTI, RAPPRESENTANTE DEL MOVIMENTO 5 STELLE, DI CUI PUBBLICHIAMO INTEGRALMENTE LA LETTERA INDIRIZZATA ALLA STAMPA

“Sono trascorsi 9 mesi, e l’Amministrazione del Comune di Pomezia ritarda nel  rispettare la Legge 18 giugno 2009 n. 69 Art. 32, “Eliminazione degli sprechi relativi al mantenimento di documenti in forma cartacea”.

Vuol dire che dal 01 gennaio 2011 l’ unica pubblicazione efficace di documenti con valore legale è solamente con l’Albo Pretorio online. Di conseguenza le pubblicazioni effettuate in forma cartacea non hanno effetto di pubblicità legale.

Questo è stabilito dal decreto mille proroghe, in base al comma 5 (come modificato dall’art. 2 del D.L. 30/12/2009 n.194 – cd. Decreto Mille proroghe – convertito, con modificazioni, dalla L. 26/2/2010 n. 25 comma 5) dello stesso art. 32.

Purtroppo, chissà perché, ad oggi,  sul Sito internet istituzionale del Comune di Pomezia (www.comune.pomezia.rm.it), nella sezione “Albo online e archivio atti”, è possibile visionare solo alcuni atti prodotti dall’Ente.

Ad esempio non sono disponibili le delibere di Consiglio dell’anno in corso e mancano molte ordinanze e determine dei Dirigenti e del Sindaco.

Questa “nuova” Amministrazione, che ha fatto della trasparenza un suo cavallo di battaglia, confermandone poi le intenzioni eleggendo Presidente della Commissione medesima un “amministratore esperto”  quale Vincenzo Mauro, non ne vuole sapere di rispettare  questa norma.

Ma perché rendere pubblici i documenti e soprattutto le determine Dirigenziali? Perché sono documenti di valore legale e, in quanto tali, “visto che è ritenuta valida ai fini legali la pubblicazione dei documenti solo sul sito web del Comune e non avrà valore legale il documento cartaceo”, se l’Amministrazione non pubblicherà tali documenti, non potrà darne conoscenza legale, anche ai fini dell’impugnazione.

Infatti il termine di impugnazione della determina dirigenziale decorre dal momento della effettiva conoscenza: la conseguenza non è di poco conto.

E’ dentro le determine che resta traccia degli sprechi, dei concorsi truccati, delle finte gare per gli incarichi……

L’Amministrazione deve mettere il cittadino nelle condizioni di conoscere e quindi di controllare direttamente gli atti della Pubblica Amministrazione.

Detta così, sembra una frase fatta, ma, riflettendoci un attimo, la pubblicità della cattiva amministrazione è forse l’unico deterrente in grado di contenere o condizionare la classe politica.

E’ leggendo quegli Atti che si vedono i concorsi pubblici truccati, gli inviti a gare di ditte compiacenti che alla fine non si presentano, lasciando così valida la sola ed unica offerta del predestinato a vincere la “selezione” pubblica, l’attribuzione dell’incarico inutile a quel consulente perché parente o amico dell’assessore o iscritto a quel partito politico, l’iter di assunzione nell’ente pubblico del giovane politico senza lavoro che viene messo vita natural durante a carico dei contribuenti per consentirgli di fare politica a tempo pieno senza doversi preoccupare di guadagnare lo stipendio come fanno tutti i poveri cristi.

E’ dentro le determine che si vede il pelo sullo stomaco di dirigenti disposti a tutto, anche a sfumare la soglia della legalità, pur di compiacere il volere del loro assessore di riferimento, chi per quieto vivere, chi perché sotto il ricatto di non essere riconfermati nel loro ruolo….

Ritengo di primaria importanza, per il bene di questo Comune e dei suoi cittadini, che la trasparenza degli atti amministrativi riporti una sana e corretta amministrazione della città”.

RenzoMercanti

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