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Cronaca

Pomezia, alla scoperta dell’HUB vaccinale (ma non solo) di Pratica di Mare: ecco il nostro reportage sulla base dell’Aeronautica (FOTO)

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HUB vaccinale pratica di mare

Il grande aeroporto militare di Pratica di Mare è diventato dal 31 gennaio scorso il sito nazionale di stoccaggio per i vaccini contro il Covid-19. Quel giorno erano state consegnate infatti le prime dosi di vaccini provenienti dagli stabilimenti del Belgio: si trattava di un lotto composto da 66.000 fiale che furono poi subito ridistribuite su tutto il territorio nazionale.

Da allora altre migliaia di dosi sono continuate ad arrivare e sempre con l’obiettivo di raggiungere poi le destinazioni finali e dunque la popolazione. All’interno della base è stato allestito, in termini tecnici, un hub intermodale militare di ampie dimensioni che viene utilizzato per la distribuzione dei vaccini in grado di accogliere vettori aerei e elicotteri. Da lì i vaccini vengono quindi distribuiti a cura delle Forze Armate in tutta Italia.

A distanza di due mesi abbiamo allora deciso di portarvi con noi, attraverso un dettagliato reportage, a visitare la base, seppur da “remoto” per raccontarvi come avviene tutto il processo che abbiamo visto poco fa. Non solo. Pratica di Mare, oltre al ruolo chiave che gli è stato assegnato in questo momento storico così delicato, è molto di più: la base ha infatti al suo interno tutta una serie di reparti molto importanti sia dal punto di vista strategico, sia logistico, sia per ciò che riguarda i servizi –alcuni sono delle vere e proprio eccellenze –resi al Paese.

Da Il Corriere della Città – APRILE 2021

Vaccini ma non solo: tutto quello che si può vedere a Pratica di Mare

Rimanendo sempre in ottica sanitaria la base di Pomezia è un importante punto di riferimento per il trasporto di pazienti particolarmente infettivi (cd. biocontenimento, ndr). Nell’ultimo anno, inutile a dirsi, molte risorse sono state impegnate anche qui per trasferire malati Covid con l’impiego di un’equipe medica specializzata. A febbraio 2020, non a caso, il volo per rimpatriare gli italiani rimasti bloccati nella cittadina di Wuhan, da dove è partita la pandemia, decollò proprio da Pratica di Mare.

Un altro importante servizio in cui sono impegnate le forze armate è quello del trasporto di urgenza attraverso i mezzi dell’aeronautica di pazienti in gravi condizioni i quali necessitano il trasporto verso strutture sanitarie specializzate nel minor tempo possibile. Ma andiamo avanti. Pratica di Mare è famosa anche per il suo reparto di volo sperimentale – che come vedremo ha subito delle modifiche recentemente ma senza per questo perdere la sua importanza – il servizio meteo nazionale o, ancora, per il centro Informazioni Geotopografiche Aeronautiche. “Buon viaggio” allora!

Vaccini anti Covid, dentro l’Hub Nazionale di Pratica di Mare

Ad accompagnarci nel nostro viaggio è stato il Generale di Divisione Aerea Mauro Lunardi, Comandante della Divisione Aerea di Sperimentazione Aeronautica e Spaziale (D.A.S.A.S.) di Pratica di Mare.

Come è cambiata l’organizzazione interna e, di conseguenza, le attività svolte all’interno della base di Pratica di Mare dopo lo scoppio della pandemia?

«L’aeroporto militare di Pratica di Mare è stato in prima linea nella gestione dell’emergenza epidemiologica sin dalle primissime fasi, dai voli per il rimpatrio dei connazionali dalle località maggiormente colpite dal virus, ai trasporti in alto biocontenimento di pazienti contagiati, dalla Certificazione Tecnico Operativa degli aeromobili utilizzati in tali missioni di volo (affinché fosse possibile imbarcare barelle di diverse tipologie sia su velivoli da trasporto per esigenze di lungo raggio, sia su elicotteri per voli che richiedono distanze più contenute), al trasporto di equipe mediche e di materiale sanitario, dalla sperimentazione e produzione di maschere facciali da snorkeling trasformate in dispositivi di protezione medica, alle più recenti attività legate all’operazione EOS di stoccaggio e distribuzione dei vaccini Covid-19, attività, quest’ultima, che vede l’aeroporto romano dell’Aeronautica designato quale unico hub nazionale. Non solo l’organizzazione interna dell’aeroporto ma quella dell’Aeronautica stessa è cambiata per dare supporto alle molteplici mansioni messe in campo per il contrasto alla pandemia, ed è grazie al continuo addestramento, ai mezzi ed equipaggiamenti tecnologicamente avanzati ed alla profonda specializzazione del personale che è stato possibile affrontare le difficoltà imposte da questo periodo così complicato. Una fra tante i voli in bio-contenimento per i quali i nostri operatori si sono sempre addestrati, anche quando l’ipotesi di una pandemia globale sembrava essere solo un assurdo scenario. Mi preme anche sottolineare che tutte le attività legate alla mission della Forza Armata, in primis la difesa dello spazio aereo nazionale, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, sono state portate avanti senza interruzioni, garantendo ininterrottamente la sicurezza dei nostri cieli e la difesa degli interessi nazionali vitali, in Italia e all’estero».

La base è stata scelta come HUB per la distribuzione dei vaccini in Italia: perché proprio Pratica di Mare? Qual è il suo ruolo nella battaglia contro il Covid-19 da un anno a questa parte?

«Qualche mese fa, su richiesta del Commissario Straordinario per l’emergenza e del Ministro della Salute Roberto Speranza, il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha reso disponibile l’aeroporto di Pratica di Mare quale hub nazionale di stoccaggio per la campagna di vaccinazione anti-COVID19. Localizzandosi al centro della nostra Nazione, l’aeroporto ha una posizione geograficamente strategica per la successiva distribuzione dei vaccini su tutto il territorio. Inoltre, la sua estensione (con 830 ettari è uno fra i più vasti aeroporti militari d’Europa) garantisce l’adeguata cornice di sicurezza necessaria e comunque intrinseca di un’istallazione militare. Si tratta dunque di un hub intermodale militare, in grado di accogliere vettori aerei ed elicotteri, oltre ad essere baricentrico per la connettività stradale».

Come avviene l’arrivo e il successivo trasporto dei lotti vaccinali? Come viene garantita la catena del freddo?

«I vaccini di Astra Zeneca e di Moderna vengono consegnati direttamente dalle case farmaceutiche tramite corriere presso l’hangar di Pratica di Mare, appositamente adattato dal Servizio Infrastrutture e dal Comando Aeroporto di Pratica di Mare per assolvere la funzione di ricezione e conservazione dei vaccini. La struttura, allo scopo di garantire gli standard richiesti, è stata ricondizionata grazie all’intervento dei Reparti Genio dell’Aeronautica Militare, coadiuvati dal Comando Aeroporto di Pratica di Mare, che ne hanno curato, oltre alle diverse opere edili di adeguamento, anche la distribuzione delle rete elettrica con la realizzazione di un’apposita centrale elettrica fornita di gruppi di continuità, e la realizzazione della componente impiantistica necessaria per l’alimentazione di tutte le apparecchiature presenti per la custodia e gestione dei vaccini. Qui sono disponibili shelter frigo di ampie dimensioni forniti dalla Struttura Commissariale idonei ad assicurare l’immagazzinamento e la conservazione degli stock consegnati. In una fase immediatamente successiva, un team interforze guidato dal Comando Operativo di vertice Interforze (COI), in funzione del piano di distribuzione fornito dalla Struttura Commissariale, procede allo spacchettamento e immediato riconfezionamento dei vaccini per essere poi spediti sia con mezzi ruotati o tramite vettore aereo in funzione della distanza da percorrere. Durante tutto il processo, una speciale attenzione deve essere rivolta al mantenimento della necessaria catena del freddo, oltre che agli aspetti di custodia e sicurezza, particolarmente importanti e garantiti da una installazione militare».

HUB vaccinale a Pratica di Mare: operazioni di arrivo/partenza e conservazione temporanea dei lotti

Sappiamo che la base dispone di un’unità speciale medica, un’equipe esperta nel trattamento di pazienti particolarmente infettivi (cd. Biocontenimento). Qual è il suo ruolo e come viene impiegata nei trasporti sanitari nazionali e internazionali?

«Fino a poco più di anno fa non erano in molti a conoscere questa importante capacità operativa, eppure l’Aeronautica Militare svolge questa attività strategica, certificata a livello mondiale, da oltre 15 anni. Infatti dobbiamo risalire al 24 gennaio del 2006 per trovare il primo intervento effettuato con un velivolo C-130J, a favore di un paziente affetto da una grave forma di tubercolosi polmonare resistente a ogni trattamento farmacologico. La lungimiranza di dotarsi di una capacità operativa, frutto di apparecchiature con caratteristiche specifiche tecnologicamente avanzate e personale specializzato, si è dimostrata assolutamente vincente. Lo hanno dimostrato le oltre dieci missioni operative di trasporto di pazienti altamente contagiosi, prima dello scoppio del Covid-19. Dopo il primo caso nel gennaio 2006, sono stati trasportati altri pazienti, sempre affetti da malattie altamente contagiose, tra cui, nel 2014, il primo caso di contagio da virus ebola del medico italiano di Emergency Fabrizio Pulvirenti, trasferito in Italia dalla Sierra Leone dove stava operando. Questa attività viene svolta dall’unità d’isolamento aereo impiegabile per una evacuazione sanitaria in biocontenimento, che fa riferimento all’Infermeria Principale di Pratica di Mare, ed è costituita da un numero di specialisti che può variare in ragione del tipo di velivolo impiegato e del tipo e livello di intervento richiesto. Con lo scoppio della pandemia questa unità che già esisteva con capacità limitate, è stata potenziata in modo significativo. Si pensi che solo nel 2020, a partire da febbraio, sono state effettuate complessivamente 87 missioni, con circa 448 persone evacuate. Aggiungo con orgoglio che lo scorso dicembre 2020, alla luce dell’emergenza sanitaria, il velivolo KC-767A del 14°Stormo di Pratica di Mare ha utilizzato per la prima volta una nuova configurazione di carico che ha permesso l’impiego simultaneo di 10 barelle di biocontenimento “Aircraft Transit Isolator” (ATI). Si è trattato di un traguardo estremamente importante in quanto ha consentito all’Aeronautica Militare di aumentare le proprie capacità, fino a pochi mesi fa limitate al trasporto di un massimo di 2 barelle ATI contemporaneamente. Un risultato raggiunto grazie al lavoro di squadra e alla collaborazione tra il personale del 14° Stormo, dell’Infermeria Principale di Pratica di Mare e del Centro Sperimentale Volo (oggi Divisione Aerea di Sperimentazione Aeronautica e Spaziale – DASAS) che hanno messo a disposizione le proprie professionalità e competenze. In particolare, il Reparto Sperimentale di Volo (RSV), tra le molteplici attività svolte a favore dell’emergenza Covid-19, si è occupato di raccogliere le evidenze tecniche a supporto delle Certificazioni Tecniche Operative (CTO) per il trasporto delle 10 barelle ATI. E’ proprio il successo delle operazioni condotte in questi 15 anni, unita alla quasi totale esclusività della dotazione italiana nel panorama internazionale, che ha reso l’Aeronautica Militare leader nel settore del trasporto aereo in alto biocontenimento. Possiamo considerare questo tipo di trasporto come una capacità militare, disponibile ad uso e finalità civili. Essa è stata sviluppata infatti in coordinamento con i Ministeri della Salute, degli Interni e degli Affari Esteri, nonché con la Protezione Civile, responsabili del trasporto di terra dei pazienti e della gestione delle operazioni di emergenza sanitaria in ambito nazionale. Il Servizio Sanitario del Comando Logistico dell’Aeronautica Militare opera poi in stretta sinergia con gli ospedali di riferimento sul territorio nazionale, ad elevata competenza specialistica: l’Istituto di Ricerca e Cura per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma e l’Ospedale “Luigi Sacco” di Milano”».

Trasporto di pazienti particolarmente infettivi (biocontenimento) e l’unità medica specializzata di Pratica di Mare

Generale, lo scorso anno, a febbraio, proprio da Pratica di Mare partì il volo per rimpatriare gli italiani rimasti bloccati a Wuhan. E’ ancora vivido il ricordo di quell’operazione?

«Si lo è. Il velivolo KC-767A del 14° Stormo, messo a disposizione del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI), decollò da Pratica di Mare il 2 febbraio 2020 e riportò in Italia i connazionali che si trovavano a Wuhan, in Cina, a causa dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus. Il velivolo, con a bordo 56 italiani di cui sei bambini, e l’equipaggio costituito da 4 piloti, 6 operatori di bordo ed un team sanitario composto da 4 militari e 2 civili, atterrò sull’aeroporto di Pratica di Mare dopo circa 12 ore di volo dalla Cina. Grazie alla sua autonomia di volo, che può essere estesa anche grazie al rifornimento in volo, il KC-767A fu in grado di coprire l’intera distanza senza scali intermedi, mitigando il rischio associato a quei Paesi che, in un periodo di assoluta incertezza per tutto il mondo, ostacolavano l’atterraggio di un velivolo con personale “potenzialmente infetto” a bordo. Ci fu un lavoro di squadra intenso tra il Comando Aeroporto di Pratica di Mare, il 3° Stormo di Villafranca (VR) ed il Servizio Sanitario dell’Aeronautica Militare, che fornì la necessaria cornice di sicurezza per l’accoglienza dei passeggeri e del personale militare a bordo. Infatti, tutti i passeggeri, incluso il personale militare furono sottoposti ad un iniziale screening da parte del team medico militare specializzato. Questo fu possibile grazie all’allestimento di una zona campale predisposta dall’unità di difesa chimica, batteriologica, radiologica e nucleare di Forza Armata. Anche in questa occasione gli specialisti del 3° Stormo garantirono immediatamente il supporto necessario sia per la realizzazione del campo logistico, composto da tende pneumatiche dedicate al triage, sia per il posizionamento della tensostruttura modulare in dotazione all’Infermeria Principale di Pratica di Mare per l’attività di biocontenimento. Mi preme qui evidenziare che la realizzazione e la gestione della linea per la decontaminazione biologica del personale e per l’assistenza ai malati e quella per la decontaminazione biologica interna alle infrastrutture campali, agli automezzi e ai velivoli, rappresenta una delle eccellenze dell’Aeronautica Militare».

Il volo che riportò gli italiani rimasti bloccati in Cina dopo lo scoppio della pandemia

Pratica di Mare è rinomata anche per il suo Reparto Sperimentale di Volo: dall’8 marzo è stata costituita la Divisione Aerea di Sperimentazione Aeronautica e Spaziale (D.A.S.A.S.) nella quale, se non andiamo errati, è confluito il Comando Aeroporto. Ecco, cosa cambierà rispetto al passato? Qual è il ruolo di questa nuova Divisione? Pratica di Mare sarà ancora un’eccellenza sotto questo punto di vista?

«Quello che dice è corretto; lo scorso 8 marzo, presso l’aeroporto militare “Mario de Bernardi” di Pratica di Mare, è stata costituita la Divisione Aerea di Sperimentazione Aeronautica e Spaziale (DASAS), un nuovo Comando, alle dirette dipendenze del Comandante Logistico dell’Aeronautica, che ha inglobato la struttura e le competenze dei preesistenti Centro Sperimentale di Volo e Comando Aeroporto. La DASAS è nata per affrontare con metodologie interdisciplinari (tecnico-operative, ingegneristiche e mediche del settore aeronautico, chimico-fisico e sanitario) e in sinergia con le eccellenze aeronautiche nazionali e internazionali, le attività di studio, sperimentazione, collaudo, valutazione tecnico-operativa e supporto alla ricerca dei nuovi sistemi d’arma aeronautici, anche a beneficio di altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato. La Divisione Aerea, inoltre, assicura il supporto tecnico-logistico, amministrativo e operativo ai 22 Enti e Reparti sia dell’Aeronautica Militare sia di altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato presenti sul sedime aeroportuale, garantendo i servizi necessari per il sicuro ed efficace svolgimento delle attività da parte degli otto reparti di volo, nonché la gestione delle operazioni connesse alla ricezione, imbarco e sbarco di uomini, materiali e mezzi di tutta la Difesa in partenza ed in rientro dalle missioni internazionali fuori area, tramite l’Air Terminal Operations Center. Infine non va trascurato che l’aeroporto romano è l’unico Point of Entry sanitario nazionale per tutta la Difesa».

Pratica di Mare e il servizio meteorologico nazionale: che ruolo svolge in questo caso la base?

«Il Servizio Meteo dell’Aeronautica Militare, oltre a fornire il supporto meteo a tutto il comparto Difesa, rappresenta il Paese in diverse Organizzazioni Internazionali per lo sviluppo dei modelli di previsione, della meteorologia satellitare e dello Space Weather, ed esprime il Rappresentante Permanente dell’Italia presso l’OMM (Organizzazione Meteorologica Mondiale). Operando da quasi 100 anni per la collettività tramite una rete di 138 stazioni di osservazione, l’Aeronautica Militare assicura ogni giorno, ogni ora, le emissioni di bollettini fondamentali non solo per la sicurezza del volo, ma anche per moltissime altre attività. Tra l’altro, dall’inizio del mese di febbraio, tramite il Centro Nazionale per la Meteorologia e Climatologia Aeronautica (CNMCA), le previsioni meteo dell’Aeronautica Militare sono disponibili anche sui canali social della Forza Armata con la rubrica Meteo #WeekEnd, ampliando così l’offerta del Servizio Meteorologico dell’AM, assetto fondamentale per l’assistenza al volo militare e civile ma da sempre anche fornitore privilegiato delle previsioni del tempo per il grande pubblico. Si tratta di un ulteriore servizio a disposizione del pubblico, che si aggiunge al portale dedicato www.meteoam.it, nel solco di una tradizione ormai quasi centenaria portata avanti dall’Aeronautica Militare nell’ambito della meteorologia. A Pratica di Mare è presente anche il Centro Operativo per la Meteorologia (COMet) che è l’articolazione operativa del servizio meteorologico dell’Aeronautica Militare che fornisce il supporto ad enti e reparti della Difesa e ad altre Amministrazioni dello Stato (sulla base di accordi o convenzioni), nonché alla NATO, all’Unione Europea ed ai singoli partner internazionali».

E’ sempre presente il Centro Informazioni Geotopografiche Aeronautiche?

«Le confermo che il C.I.G.A. è ancora presente sul sedime di Pratica di Mare. È un Reparto di eccellenza pienamente integrato nel dispositivo difensivo nazionale ed internazionale, che opera per supportare efficacemente l’attività dei propri utenti sia in Patria che nei teatri fuori dai confini nazionali, allo scopo di migliorarne costantemente le capacità operative. In particolare, si occupa di assicurare il supporto alle operazioni aeree attraverso la produzione, l’elaborazione e la disseminazione delle informazioni geotopografiche aeronautiche sia in forma cartacea che digitale, nonché dei dati immagine provenienti dai sensori di ricognizione, sorveglianza ed acquisizione della Forza Armata quali satelliti e aeromobili a pilotaggio remoto, promuovendo, nel contempo, lo sviluppo tecnico-scientifico e tecnico-operativo nel relativo settore».

 


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