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Pomezia, il figlio di 4 anni soffre di autismo grave ma non riesce a fissare la visita all’INPS: «Dieci mesi in attesa risposta, senza 104 mio figlio non può andare a scuola»

Una domanda inoltrata nel febbraio scorso e ancora priva di risposta. Certo, in mezzo c’è stato il lockdown e l’emergenza Covid-19, ma ciò non basta e non deve giustificare l’enorme ritardo nella gestione di una pratica così delicata, che sta ledendo peraltro il diritto all’istruzione e alla socializzazione di un bambino di nemmeno 4 anni.

La storia che vi raccontiamo arriva da Pomezia: Antonella Lenci ha avanzato richiesta per il riconoscimento dell’invalidità del figlio e la relativa applicazione della legge 104; ad oggi però non ha ancora ricevuto risposta da parte dell’Inps di Pomezia

Il ritardo

La mamma ha presentato domanda precisamente lo scorso 21/02/2020 per l’invalidità e la 104 del figlio, che all’epoca aveva appena compiuto 3 anni e adesso si è rivolta alla nostra Redazione per lanciare un appello: «Chiedo all’Inps di essere contattata urgentemente per avere notizie in merito, non possiamo attendere ancora», ci racconta.

«Mio figlio non può andare a scuola»

Il problema, purtroppo, sta avendo ripercussioni anche sul fronte scolastico. «Mio figlio, Gabriel, non può andare alla scuola materna proprio a causa della mancanza della 104 in quanto il Miur, in assenza del riconoscimento della legge, non eroga l’assistenza di cui necessiterebbe», aggiunge.

«Purtroppo non basta la documentazione dell’Uonpi (Unità operativa di neuropsichiatria infantile) e del medico specialista dell Asl». Serve insomma che anche l’INPS completi la pratica. «Sto sollecitando da mesi la visita (come dimostrano le numerose mail di cui abbiamo preso visione, ndr), perché nessuno mi ascolta?».

La disperazione della mamma di Pomezia

Signora Antonella, può raccontarci la sua storia dall’inizio?

«Mi ero accorta che qualcosa non andava in Gabriel: mio figlio non parlava, non comunicava, non faceva gesti. La prima diagnosi del Bambino Gesù, a seguito della visita dal Neuropsichiatra infantile, purtroppo ha confermato che mio figlio è affetto da autismo. Dopodiché mi è stata fissata una nuova visita presso l’UONPI locale della Asl di Pomezia. E’ stato così diagnosticato lo “spettro autistico grave” e mi è stata rilasciata la relativa documentazione».

Poi cosa è successo?

«Tramite l’UCLAI (Ass. che offre Consulenza e Assistenza Amministrativa in materia di invalidità civile) abbiamo inoltrato subito richiesta e tutti i documenti all’INPS ma qui la pratica si è bloccata. Questo succedeva il 21 febbraio scorso».

Durante il lockdown avete ricevuto qualche tipo di assistenza?

«La Asl mi ha dato la possibilità di fare delle terapie, fino a giugno solo online, poi di persona ad Aprilia, sempre attraverso il circuito delle Asl».

Della pratica all’INPS nessuna notizia nel frattempo?

«No. Sono tornata presso l’UCLAI e abbiamo formalizzato a luglio una diffida considerando il già notevole ritardo accumulato. Un atto caduto nel vuoto però, così come le tante telefonate al call center dell’Inps dove ricevevo sempre la stessa risposta, ovvero ‘è tutto sospeso causa Covid’. Ma se questo lo potevo “accettare” durante il lockdown, dopo la riapertura del 4 maggio tale scusa non reggeva più. A settembre ‘finalmente’ è stato inoltrato un sollecito mediante il call center dell’INPS: l’unica informazione che tuttavia sono riuscita ad ottenere è stato l’indirizzo del medico legale dove Gabriel dovrà fare la visita. Di una data però neanche l’ombra».

E arriviamo ad oggi…

«Sì, siamo al 2 dicembre e io non ho ancora l’appuntamento. Il 21 dicembre saranno passati 10 mesi, quando la legge ne prevede al massimo tre per i minori. E’ inaccettabile soprattutto perché in altre parti di Italia le visite stanno andando avanti. Qui a Pomezia invece mi hanno solo detto di rivolgermi al Medico Legale, con sede competente all’Eur, per prendere l’appuntamento, perché loro non possono fare altro; io al medico ho inviato diverse mail, ma anche qui nessuna risposta. Non solo. In base alla Legge 76 art. 29 del 16 luglio 2020 le visite dovrebbero essere rilasciate considerando solo la documentazione presentata in fase di domanda – dunque senza la visita – ed in maniera celere. Purtroppo però anche su questo fronte nessun riscontro». 

E con la scuola?

«Uno dei problemi maggiori è proprio questo. Senza la certificazione dell’INPS la scuola non mi concede l’assistenza. In pratica, anche se il Medico ha messo nero su bianco che Gabriel necessita di assistenza continua, senza la 104 la Scuola non può erogare nulla, se non il sostegno di 7 ore a settimana, in pratica un’ora e mezza al giorno, di certo non sufficienti per le necessità di un bambino con i problemi di Gabriel          v. Mio figlio ha però estremo bisogno di socializzare e dell’inserimento a scuola, deve stare con altri bambini, come mi è stato ribadito recentemente nuovamente dall’UONPI qui a Pomezia».

Qual è il tuo appello?

«Desideriamo quello che è giusto, che mio figlio abbia i diritti degli altri bambini. Noi ci sentiamo privati di tutto questo. Chiediamo che ci venga data la documentazione che ci serve, anche per il lavoro di mio marito che senza la 104 non può prendersi i permessi per accompagnare Gabriel alle terapie. Le mie condizioni di salute sono peggiorate ultimamente e sono anche entrata in un forte stato di depressione; da sola non ce la faccio. Pensare di rivolgersi per le terapie privatamente, con solo mio marito che lavora, è inoltre impossibile perché hanno dei costi elevatissimi: parliamo di 12 mila euro l’anno, cifre improponibili per noi, che abbiamo un reddito annuo di circa 24 mila euro. Insomma, abbiamo bisogno che la nostra pratica si sblocchi».