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Pomezia, Pratica di Mare: ecco la lottizzazione da approvare con la scusa dello sviluppo

PRATICA DI MARE, ECCO “ALBA LAVINIUM”: LA LOTTIZZAZIONE DA APPROVARE CON LA SCUSA DELLO SVILUPPO

pomezia

Nei giorni scorsi, il gruppo consiliare “Essere Pomezia” del consigliere Fabio Fucci ha presentato una proposta di delibera da sottoporre al Consiglio Comunale di Pomezia finalizzata a far ripartire l’iter di approvazione del piano urbanistico di Pomezia “fermo al palo da circa un anno”. In un comunicato stampa, il consigliere ricorda che durante il suo mandato da sindaco era stata avviata la revisione del piano regolatore, costruito intorno ad 11 elementi strategici che qualora attuati garantiranno – a detta del consigliere – lo sviluppo di Pomezia per i prossimi 50 anni.

E qua viene il bello. Il consigliere Fucci cita tra gli 11 elementi strategici, il potenziamento dell’area di smistamento merci di Santa Palomba – insomma ancora consumo di suolo nell’area dove invece il MiBAC ha apposto due anni fa il vincolo paesaggistico? – e la realizzazione del parco archeologico Lavinium. Approfondiamo quest’ultimo punto strategico. Il consigliere Fucci ha infatti omesso di ricordare che per realizzare un qualsiasi parco archeologico nel Lazio, non è minimamente necessaria la revisione del piano regolatore comunale: la legge regionale infatti prescrive che i parchi archeologici e culturali siano istituiti mediante apposite convenzioni tra la Regione, le amministrazioni e le associazioni culturali interessate.

Il caso Alba Lavinium

Non è quindi che dietro alle buone intenzioni legate al parco archeologico di Lavinium, si celi in realtà la volontà di realizzare la lottizzazione “Alba Lavinium”? Già, poiché secondo il documento preliminare del piano urbanistico, voluto dalla passata amministrazione di Pomezia, questa lottizzazione da 100 mila metri cubi – da realizzare su lotti oggi agricoli della Famiglia Borghese, tra i Colli di Enea e i 16 Pini – sarebbe anch’essa una delle 11 azioni di sviluppo strategico! Il motivo? Perché il Comune diventerebbe proprietario dei terreni limitrofi alle villette (è l’area in giallo nell’immagine in basso a destra che, si noti bene, NON COMPRENDE GLI SCAVI archeologici dell’antica città di Lavinium).

“Mistero della fede”. Come si vede dall’immagine tratta dal documento urbanistico, questo riporta già le sagome degli edifici della lottizzazione, che però non dovrebbero essere riportate su un piano urbanistico generale. Chi ha dato, quindi, queste sagome al progettista del piano? E dove sarebbe l’utilità di attuare questa azione strategica? Far diventare l’amministrazione comunale proprietaria di nuovi lotti da manutenere? Fumo negli occhi politico insomma. Si parla di salvaguardia e di sviluppo del territorio, ma in ballo c’è una nuova lottizzazione e nuovo consumo di suolo. Va ricordato inoltre che un grave danno allo sviluppo di Pomezia è stato compiuto proprio dalla giunta Fucci che permise all’epoca la chiusura di Pratica di Mare, nonostante l’uso pubblico che insiste sulle strade del borgo medievale.
Il fiore all’occhiello del nostro territorio, noto in tutto il mondo, non è più fruibile da ormai tre anni. Chi pensa allo sviluppo di Pomezia, riparte anzitutto dalla riapertura del borgo di Pratica di Mare, che Associazione Latium Vetus perseguirà sempre.