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Prestiti personali e documenti necessari: vediamoci chiaro

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Prestiti personali

Quante volte ci è capitato di fronteggiare una spesa improvvisa e di voler ricorrere a un prestito personale? Le domande che in quei momenti si affollano nella nostra mente sono tante, e pare sempre di non sapere mai da che parte iniziare. Cominciamo subito col dire che ci sono piattaforme web che ci aiutano a scegliere il finanziamento che fa per noi in pochi semplici passi: si tratta di servizi di facile consultazione e che mettono a confronto più enti creditizi, fornendoci una serie di feedback interessanti che rendono la nostra scelta più agevole. Un esempio? LoanScouter.

Uno dei temi più interessanti quando si parla di prestiti riguarda, però, proprio i documenti necessari per la richiesta. Per alcuni risultano una vera e propria chimera ma non è affatto così. Scopriamoli insieme.

Abbiamo, innanzitutto, dei documenti di natura fiscale che servono a identificare il soggetto e a confermare la sua condizione professionale. Sono il documento d’identità o la patente di guida, oltre al codice fiscale, per i cittadini italiani; la carta d’identità e il certificato di residenza contestuale per i cittadini membri dell’Unione Europea, oltre al codice fiscale; il documento di soggiorno, la carta d’identità e il codice fiscale per i cittadini extracomunitari.

Per quanto concerne la documentazione economica serviranno: l’ultima busta paga per i lavoratori dipendenti; l’ultimo cedolino per i pensionati; e per i liberi professionisti, i freelance, i lavoratori, insomma, a partita iva, l’ultima dichiarazione dei redditi.

Come abbiamo appena visto, si tratta di cose molto semplici da recuperare.

Cessione del quinto: quali documenti servono

Ci sono poi dei prestiti particolari, in cui i normali documenti che abbiamo approfondito ora potrebbero non bastare. È il caso della cessione del quinto. Senza dilungarci troppo, la cessione del quinto è un tipo di finanziamento che viene concesso a lavoratori a tempo indeterminato e pensionati. In questo caso, però, il debito è estinto grazie a delle trattenute mensili che vengono prelevate direttamente dallo stipendio o dalla pensione.

Perché si chiama cessione del quinto? È molto semplice: le rate che vengono prelevate sono pari a un quinto del reddito o della pensione del soggetto in questione.

Generalmente, è richiesto il certificato di lavoro per i lavoratori dipendenti, certificato che dovrà contenere, ovviamente, tutta quella serie di informazioni che sono relative all’attività professionale svolta, come stipendio, anzianità, TFR etc. Per i pensionati, invece, è richiesta la Dichiarazione della quota cedibile che può essere calcolata da un ente di previdenza.

Prestito personale, cosa sapere in più: qualche informazione utile

Detto questo, possiamo sicuramente ribadire qualcosa di molto importante: quando si richiede un prestito bisogna essere consapevoli dell’impatto che la cosa avrà sugli impegni e sulle spese future, anche perché, come si dice sempre, si deve essere pronti ad ogni evenienza. Può accadere infatti che durante il periodo del finanziamento ci possano essere eventi come la nascita di un figlio, spese improvvise come quelle che riguardano il guasto dell’auto, delle riparazioni in casa e via dicendo. Ricordiamo quindi di confrontare le offerte e di valutarne sia la bontà sia i rischi.

 

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