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Bullismo e cyberbullismo nei minori: di chi è la responsabilità?

I minori e le responsabilità

Si parla spesso, direi troppo, di minori che «giocano» a far del male agli altri, che siano i loro stessi coetanei o addirittura verso adulti, come abbiamo purtroppo visto con il caso Manduria. Ma quando accade, la responsabilità di chi è?

Per quanto riguarda l’aspetto educativo sappiamo tutti che è compito dell’adulto trasmettere le regole ai minori in carico, insegnare l’empatia, dare modo attraverso le giuste esperienze e la comunicazione funzionale al cervello di sviluppare l’intelligenza emotiva, componente fondamentale per percepire cosa sta provando chi abbiamo di fronte e farci assumere un adeguato comportamento.

Ma quando si tratta di responsabilità legale, sappiamo cosa succede a seguito delle «bravate» dei nostri giovani?

Ho chiesto all’avvocato Adalgisa Ranucci cosa accade ai genitori dei minori che commettono atti di bullismo.

Lei avvocato occupandosi di diritto di famiglia e dei minori si trova spesso a dover affrontare il fenomeno del bullismo?

«Si purtroppo oggi il fenomeno del bullismo, ma ancor di più quello del cyberbullismo, è in forte aumento. I dati statistici sono allarmanti e quando affronto il problema con gli studenti, ma anche con i genitori o con i miei assistiti mi rendo conto che il fenomeno viene sottovalutato e che c’è poca conoscenza sulle conseguenze a livello giuridico che lo stesso comporta».

Quali sono esattamente i reati che il minore compie attraverso gli atti di bullismo?

«Quando vengono posti in essere atti di bullismo o cyberbullismo, infatti non tutti sanno che si corre il rischio di commettere una serie svariati di reati disciplinati dal codice penale quali ad esempio: art.581 c.p. (Percosse); art.582 c.p. (Lesione personale); art.595 del c.p. (Diffamazione); art.612 bis c.p. (Atti persecutori –Stalking); art.612 c.p. (Minaccia); art.635 c.p. (Danneggiamento a cose); art.629 c.p. (Estorsione) oltre alla violazione di principi costituzionalmente garantiti quali quelli di cui all’art.2 della Costituzione (diritti inviolabili dell’uomo), all’art.28 Cost. (responsabilità degli insegnanti e dello Stato) all’art.30 Cost.  (dovere dei genitori istruire,mantenere ed educare i figli) nonché la violazione di norme previste nel Codice Civile».

Potrebbe dirci quali sono le conseguenze in sede civile in capo a chi esercita la responsabilità genitoriale?

«Iniziamo a definire cosa si intende per responsabilità genitoriale (prima potestà genitoriale). La responsabilità genitoriale è l’obbligo dei genitori di istruire, mantenere ed educare la prole attraverso una costante opera educativa.

Nel caso in cui tali obblighi da parte dei genitori o di chi esercita la responsabilità sui minori vengano in parte o totalmente disattesi, l’ordinamento giuridico ha posto in essere una serie di tutele. Partendo dal dato normativo, ai sensi dell’art.2048 del Codice Civile. Il padre e la madre, o il tutore sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela che abitano con essi. Le persone indicate dai commi precedenti sono liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto”.

I genitori quindi sono responsabili e ne pagano le conseguenze anche legali…

«Da tale norma si desume che la responsabilità civile dei genitori per atti illeciti, quali possono essere gli atti di bullismo, posti in essere dal figlio minorenne capace di intendere e di volere, si riscontra ogni volta che non viene esercita la vigilanza tale da prevenire o impedire comportamenti illeciti.

Si parla infatti di responsabilità per culpa in vigilando e culpa in educando dei genitori per non aver impedito con un idoneo comportamento il fatto dannoso. La giurisprudenza si è pronunciata più volte riferendo che nel caso di atti illeciti compiuti dal figlio minore, come ripeto possono essere gli atti di bullismo, ci troviamo difronte ad un inadempimento da parte di chi esercita la responsabilità genitoriale dei doveri di educazione e di formazione della personalità del minore, in termini tali da impedirne l’equilibrato sviluppo psico-emotivo, la capacità di dominare gli istinti, il rispetto degli altri e tutto ciò in cui si estrinseca la maturità personale».

E nel caso di genitori separati?

“La responsabilità dei genitori può ricorrere anche nell’ipotesi in cui un genitore non coabiti con il figlio se viene dimostrata la carenza di educazione e, nel caso in cui i genitori siano separati, la responsabilità ricade su entrambi.

I genitori per poter sottrarsi da responsabilità da atto illecito dovranno dimostrare di aver impartito al figlio una buona educazione e di aver esercitato su di lui una vigilanza adeguata, il tutto in conformità alle condizioni sociali, familiari, all’età, al carattere e all’indole del minore. 

Nel caso in cui i genitori non riescano a dare tale prova liberatoria saranno tenuti a risarcire i danni patrimoniali e non patrimoniali (danno biologico, morale ed esistenziale) nei confronti del soggetto leso”.

Avvocato, da quanto detto mi pare chiaro che i genitori rischiano anche troppo per questi «giochi» dei figli…

«Si, qualora dovessero essere accertati atti di bullismo occorre rivolgersi ad un legale, sia nel caso in cui il minore sia vittima per ottenere tutela, sia nel caso in cui il minore abbia commesso il fatto illecito, poiché il Tribunale per i Minorenni in questa ultima ipotesi potrebbe disporre anche un accertamento delle capacità educative e di controllo dei genitori sul minore ed aprire un procedimento di limitazione della responsabilità genitoriale con affidamento del figlio ai Servizi Sociali».

In collaborazione con: Studio Legale AR – Avv. Adalgisa Ranucci. Via Ancona 20, Roma.

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Dott.ssa Sabrina Rodogno