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Cronaca

Razzo cinese in caduta libera fotografato a Roma: ecco dove potrebbe cadere e quando

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Razzo cinese a Roma

Il secondo stadio del razzo cinese in caduta (forse) anche sull’Italia è ben visibile ed è stato immortalato questa mattina all’alba nel cielo di Roma dall’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope. 

Razzo cinese fotografato a Roma

“L’ho visto facilmente a occhio nudo ed era chiaramente lampeggiante” – ha detto l’astrofisico. Come si legge sul The Virtual Telescope Project, “La nostra ipotesi dall’immagine è che il corpo lampeggia ogni 2,5 secondi circa. Il razzo si è spostato da in alto a destra verso il basso. Queste immagini sono state ottenute da Roma, dove vivo. Purtroppo a Ceccano – 100 km a sud – il cielo era nuvoloso e non abbiamo potuto immortalarlo e condividerlo in diretta“. 

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Razzo cinese e la caduta sull’Italia

Il razzo Lunga Marcia 5B potrebbe “precipitare” anche in Italia? E’ questo quello che si domandano in tanti. Secondo la Protezione Civile l’allerta c’è in 9 regioni, quelle “potenzialmente interessate”: Lazio, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Al momento, come si legge nella nota della Protezione Civile, la previsione di rientro sulla terra del razzo è fissata per le ore 02.24 del 9 maggio, con una finestra temporale di incertezza di più o meno 6 ore. “All’interno di questo arco temporale sono tre le traiettorie che potrebbero coinvolgere l’Italia che, in totale, interessano porzioni di 9 regioni del centro sud, ovvero Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Le previsioni di rientro – si legge nel comunicato – saranno soggette a continui aggiornamenti perché legate al comportamento del vettore spaziale stesso e agli effetti che la densità atmosferica imprime agli oggetti in caduta, nonché a quelli legati all’attività solare”. 

LEGGI QUI TUTTI I CONSIGLI DELLA PROTEZIONE CIVILE

La Protezione Civile ha rassicurato i cittadini perché “è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti“, ma ha consigliato di “stare lontani dalle finestre e porte vetrate”. 


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