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Ardea, Savarese: Agiamo su Lido delle Salzare per risolvere questione licenza annullata

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“Grazie a un decreto del 2001 abbiamo deciso di agire sul complesso ‘Lido delle Salzare’, offrendo ai legittimi proprietari delle tre palazzine che non insistono sull’area vincolata, di regolarizzare la loro proprietà attraverso il pagamento della sanzione che verrà loro presto comminata. Abbiamo dato incarico agli uffici di stimare il valore venale di ogni singolo appartamento tenendo conto non solo degli attuali prezzi di mercato ma anche dello stato in cui gli immobili si trovano. Questo consentirà agli aventi diritto di riacquisire in pieno e definitivamente la loro casa ad un prezzo sicuramente affrontabile”. E’ quanto dichiara in una nota il sindaco di Ardea Mario Savarese in riferimento a una recente delibera di giunta sul Lido delle Salzare. “Sono particolarmente soddisfatto di questo risultato, raggiunto grazie e soprattutto al lavoro degli uffici comunali, che in questo modo hanno fornito una via d’uscita ed un concreto aiuto a molte persone che, addirittura, stavano rischiando di perdere l’unica loro abitazione”, ha aggiunto.
 
Il complesso residenziale “Lido le Salzare” fu realizzato a seguito di una regolare concessione edilizia. Solo più tardi ci si rese conto che l’area in cui era nato il complesso era assoggettata a un vincolo archeologico che ne implicava l’assoluta inedificabilità.
 
In considerazione di questo fatto nel 1997 fu annullata la licenza a costruire e a seguito di ciò venne ordinata la demolizione delle opere ed il ripristino dei luoghi. L’ordinanza emessa di acquisizione a patrimonio riguarda esclusivamente quella porzione di terreno che insiste sull’area protetta ossia le prime quattro palazzine; Tre sono state abbattute mentre la quarta sarà resa totalmente inagibile a breve in attesa di demolizione totale.
 
Un decreto presidenziale del 2001 che tra l’altro affronta queste tematiche dice che in caso di annullamento del permesso a costruire – il caso di Ardea – qualora non sia possibile per una motivata valutazione procedere alla restituzione in ripristino, il responsabile dell’ufficio comunale competente applica una sanzione pecuniaria pari al valore venale delle opere abusivamente eseguite. La corresponsione della sanzione irrogata produce i medesimi effetti del permesso a costruire in sanatoria.
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