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Roma Capitale, dipendenti in rivolta: ancora non scalano le graduatorie per diventare funzionari

L’Amministrazione di Roma Capitale ancora nel fuoco delle polemiche, dove in queste ore si sta rifacendo strada la protesta di tanti dipendenti che vorrebbero essere riconosciuti “funzionari dopo aver ottenuto il risultati di “idonei” nel regolare concorso di posizionamento.

Una situazione che attanaglia i dipendenti capitolini ormai da diversi anni, invorticando nella spinosa situazione anche l’attuale Giunta di Virginia Raggi

Attualmente sono tantissimi i dipendenti che aspirano alla carica di “dirigenti dopo essere risultati idonei nel famoso “concorsone” effettuato, venendo però bloccati ogni qualvolta dall’Amministrazione pubblica capitolina con le scusanti più fantasiose.

Una condizione che palesa in tutti i suoi aspetti le superficialità dell’attuale macchina burocratica romana, incapace attualmente di dare seguito alla giurisprudenza in materia e soprattutto di riconoscere l’inquadramento di funzionari ai propri dipendenti meritevoli.

Eppure ora sarebbe necessario l’innesto di forze fresche all’interno dell’Amministrazione capitolina, considerato come questo Ente soffra di forti carenze di organico e attualmente debba fare i conti con lo stato di Quota 100 per alcuni dipendenti. 

Anche l’attuale Giunta pentastellata nel Comune di Roma Capitale si trova spiazzata nella situazione, nonostante nelle ultime elezioni amministrative della Città Eterna avesse promesso di risolvere la condizione di questa fascia di lavoratori pubblici e provvedere alla soluzione di questo gigantesco problema burocratico.

Sull’argomento si è espressa l’associazione Progressioni Verticali, istituita da diversi dipendenti purtroppo vittime di questo amaro problema: “Progressioni verticali: ultimo atto? Chissà se, dopo 9 anni di attese e rimpalli di tutti i colori, i dipendenti capitolini potranno finalmente esultare o se dovranno ricorrere al giudizio di un tribunale per vedere riconosciuto un loro diritto! La legge 145/2018 non lascia dubbi interpretativi: tutte, ma proprio tutte, le graduatorie approvate nel 2010 sono valide fino al 30 settembre 2019! Eppure, secondo la giunta Raggi, non è così: il direttore del dipartimento di Risorse Umane, Angelo Ottavianelli, ritiene che la FP debba esprimere un parere.. (ma c’è una legge, proposta e firmata proprio dal ministro della Funzione Pubblica!) ritiene anche che serva un atto politico forte, una delibera di Giunta_ (ma è il normale iter amministrativo che prevede una delibera di Giunta per procedere, come ci fu per l’approvazione della graduatoria in questione…)”.

Prosegue la realtà dei dipendenti: “L’Assessore al Personale, Antonio De Santis, si è detto contrario all’adozione della legge… in questo momento. Che vuol dire? È entrata in vigore il 1’ gennaio di quest’anno, avrebbe potuto adottarla in questi 8 mesi! Viene da pensare che “ non sia il momento adatto” perché aveva altri programmi? Del tipo, un nuovo concorso per aumentare i consensi o, peggio, per sistemarsi e sistemare gli amici, oggi consulenti esterni di questa Giunta? È lecito pensarlo, dal momento che, prima di andare via l’allora sindaco Alemanno siglò un accordo con le OO.SS., che prevedeva in sede concorsuale, un “titolo preferenziale”, l’esperienza lavorativa maturata all’interno del Comune di Roma. Privilegi e facilitazioni per tutti, tranne che per i già dipendenti capitolini che, ingenuamente, hanno sostenuto un concorso pubblico a tutti gli effetti, ma che si è concluso di fatto con il passaggio di categoria solo per i vincitori, eludendo regolamento e bando che invece prevedeva scorrimento e validità delle graduatorie!”.

Prosegue Progressioni Verticali: “Da quel momento si sono susseguite tesi e scuse, a dire poco ridicole, per evitarne l’utilizzo, prima fra tutte l’applicazione retroattiva della legge Brunetta. Poi circolari della FP, mancato riconoscimento del concorso, tutte assurdità delle quali la più umiliante è stata quella che non riguardava i vincitori! Se il concorso è valido, vale per tutti, se non lo è, non vale nemmeno per i vincitori! Tutto ciò con il benestare di CIGL, CISL e UIL. Ma tant’è, oggi dopo 9 anni, l’amministrazione ha l’opportunità di sanare la questione SECONDO LEGGE è, questa Giunta avrebbe l’occasione di tradurre in fatti le tante parole spese in campagna elettorale a favore della valorizzazione dei dipendenti capitolini, troppe volte scherniti e demonizzati, anche grazie al comportamento scorretto di qualche pecora nera, ma i veri responsabili del funzionamento e dell’efficienza della macchina amministrativa. Dipendenti che, nonostante le vessazioni anche da parte degli amministratori che si sono avvicendati alla guida del Comune, hanno continuato a svolgere con coscienza e responsabilità il loro lavoro e che, in questa Giunta avevano riposto la loro fiducia proprio in virtù del tanto sbandierato “cambio del vento”.

Conclude l’associazione dei dipendenti: “Non sarà facile “spiegare” ai cittadini il motivo per cui la Giunta Raggi, ha preferito spendere denaro pubblico (Ragioneria Generale ha calcolato che un nuovo concorso costerebbe all’amministrazione 5 volte di più dello scorrimento degli idonei!) per bandire un nuovo concorso per le stesse figure professionali di cui oggi ha disponibilità immediata. Senza contare che, facendo scorrere le graduatorie per funzionari, si renderebbero disponibili posti da istruttore e nulla vieterebbe alla Giunta Raggi di bandire un nuovo concorso proprio per istruttori. E sarebbe la cosa migliore perché entrare in un’amministrazione con un grado già di responsabilità, magari al primo incarico, senza avere la benché minima idea di come funzioni la macchina amministrativa, non è auspicabile né per l’ente, né per i cittadini, e men che meno per i dipendenti che si trovano, loro malgrado a dover istruire i neo assunti che, forti del loro grado superiore, in molti casi sono spocchiosi, arroganti e presuntuosi. Così oltre al danno anche la beffa! Altro che umiliazione! E allora coraggio Sindaca, segua l’esempio di altre amministrazioni italiane! Si tratta di un piccolo, peraltro sforzo sostenuto dalla legge, e realizzerà almeno una parte del suo programma!”.