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Roma, cinghiali sterminati al parco giochi, il pianto di un bambino: «Non ci voglio più andare in quel giardino», lo sfogo diventa virale

STRAGE di VALLE AURELIA: LA DENUNCIA DI UNA MADRE E LE LACRIME DEL BAMBINO IN UN VIDEO CHE STA FACENDO IL GIRO DEL WEB

L’innocenza colpita al cuore. Due volte. La prima attraverso la strage di sei ignari cuccioli e della loro mamma. La seconda per aver lasciato che l’orrendo crimine venisse perpetrato in un’area che nasce e dovrebbe rimanere zona franca. luogo di svago e di pace, un giardino pubblico.

E invece quella pace è stata violata da uomini armati di fucile, da grida scomposte, da insulti scurrili. Una scenario di guerra che ha sconvolto tutti, giovani, anziani, ma soprattutto loro, i bambini.

“Non voglio andare più in quel giardino” commenta tra le lacrime un bimbo di otto anni che frequenta la vicina scuola elementare “In questo posto io prima con i miei amici mi divertivo tanto…ora io sono molto dispiaciuto perché erano animali indifesi , contro persone che avevano armi e potevano ucciderli. Ma non c’era motivo di ucciderli…”

Cerca rifugio, il piccolo, tra le braccia della mamma. Il suo sfogo postato questa mattina sui social dall’onorevole Brambilla, è diventato virale.

“Abbiamo riflettuto a lungo prima di raccontare la verità ai nostri bambini – racconta la signora – e quando sono rientrata ieri notte, ho pensato di dir loro una bugia. Ma loro sono la forza del futuro meritano di sapere dove sono e come vivono, in quale società si troveranno a combattere per i loro diritti e quelli di tutti gli esseri senzienti”

“Prima o poi questo parco riaprirà – aggiunge la mamma – Questo parco per noi rappresentava momenti di gioia e di vita, della vita che riprendeva dopo tante ore di scuola, dei bimbi che si lasciavano andare ai loro giochi innocenti.

“Per me questo parco adesso è solo un simbolo di morte, di violenza e soprattutto di mancanza di compassione, quello che noi dovremmo insegnare ai nostri figli, a provare compassione. E ieri sera ho visto che proprio questo è mancato. la compassione”.
Parole forti, quelle di questa madre, che racconta anche delle aggressioni sopportate pacificamente, senza reagire, da parte di uomini che avrebbero dovuto proteggerla.

“Non voglio nemmeno parlare – stigmatizzza – delle violenze che ho subito da parte di alcuni funzionari delle forze dell’ordine nonostante mi trovassi qui in veste di mamma, avvisata da mio figlio, un bimbo di 8 anni, non sono un’attivista, né un’animalista – ci tiene a sottolineare.

Noi siamo una comunità, una comunità di genitori. I nostri figli devono poter continuare a vivere in questo quartiere, e devono viverlo serenamente. In questo momento non c’è nulla di sereno…c’è solo una profonda tristezza e tantissima rabbia”. 

Intanto la Sindaca Raggi, stando a quanto si apprende, avrebbe chiesto una commissione di inchiesta sull’accaduto.

Rosanna Sabella