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Roma, Finanziere di stanza a Palazzo Chigi si oppone al controllo, calci e morsi ai poliziotti: «Non sapete chi sono io»

Non ha gradito il controllo da parte dei colleghi ed ha reagito in modo violento. Protagonista della vicenda un Finanziere impiegato a Palazzo Chigi a Roma, fermato nei pressi del Grande Raccordo Anulare alla guida della sua auto. Alla richiesta di esibire i documenti però, l’uomo avrebbe sbottato: «Sono un collega, vi basta questo. Volete che vi faccia trasferire?». Insomma: il mai passato di moda ‘non sapete chi sono io’.

Finanziere aggredisce i Poliziotti

Ma la situazione, come riporta oggi Il Messaggero, è precipitata nel giro di pochi minuti. Gli agenti di Polizia non hanno infatti desistito e hanno voluto comunque effettuare il controllo. Il Finanziere avrebbe quindi mostrato solo il tesserino prima di passare ai fatti: pugni, calci e perfino morsi ai poliziotti. Alla fine, inevitabilmente, l’uomo è stato ammanettato e riportato alla calma. 

Ieri la convalida dell’arresto

In aula ieri l’arresto del Finanziere è stato convalidato. L’uomo però avrebbe respinto tutte le accuse sostenendo di essere stato maltrattato, provocato e apostrofato come “controllore di scontrini, altro che collega”. Una versione che non coincide con quella fornita dagli agenti della Polizia di Stato i quali, a loro volta, come riporta ancora il quotidiano romano, avrebbero sostenuto di essere stati minacciati con frasi del tipo “la vostra carriera è finita, sono figlio di un alto Dirigente” e perfino con minacce di morte. 

«Sono affetto da bipolarismo», avrebbe infine ammesso il Finanziere che “avrebbe taciuto però al Corpo”. «Seguo comunque delle cure. Ho reagito così perché mi sono sentito vittima di un’ingiustizia, sotto pressione». Ad ogni modo, dopo il parapiglia e una notte in cella, l’uomo è stato liberato (anche se chiaramente le denunce a suo carico resteranno). Nella sentenza, attesa nei prossimi giorni, emergerà eventualmente quanto e in che misura, il suo disturbo psicologico, tenuto nascosto fino ad ora, abbia inciso o meno vsull’accaduto.