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Cronaca di Roma

Roma, la storia difficile della donna che ‘vive in una smart’

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Quella della donna che “vive in una smart” a piazza Buenos Aires è una storia difficile, complicata, che però sembra aver trovato il suo lieto fine. Non parliamo di una persona scomparsa, né di una che ha deciso di vivere stabilmente nella propria auto: è invece la storia di una donna, di 51 anni, che si è trovata a vivere un periodo difficile appesantito dai problemi psichiatrici di cui già soffriva. 

Nel corso di questa settimana nel quartiere Coppedè i residenti ed i lavoratori sono entrati in apprensione nei confronti di una donna che vedevano stabilmente nella propria macchina: una smart. I primi giorni l’allarme era scattato tra i lavoratori della zona, che, preoccupati per la sua salute, avevano provato a portarle del cibo e dell’acqua. Offerta che, inizialmente, è stata accolta ma poi rifiutata, mai in maniera sgarbata. Tuttavia la situazione era così particolare che i residenti hanno deciso di allertare la Polizia Locale e chiedere aiuto. 

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La stori della donna che ‘ha vissuto in smart’ a Coppedè 

Il primo intervento da parte del gruppo Parioli della Polizia Locale è avvenuto giovedì mattina. Gli agenti, affiancati dal NAE – Nucleo Assistenza Emarginati – e dai Servizi Sociali sono intervenuti per controllare cosa stesse avvenendo. I primi accertamenti hanno ricostruito – per quanto possibile – la storia di questa donna: una 51enne romana, non di zona, che era in cura per problemi psichiatrici, seguita a livello medico sanitario. L’auto in cui si trovava non era né rubata né sprovvista di assicurazioni o bollo, per tanto gli agenti hanno così allertato il personale medico. Gli operatori sanitari però, risalendo all’identità della donna hanno dichiarato che non era necessario il trasporto in ambulanza poiché la 51enne era comunque in una buona condizione di salute.  Sempre giovedì è stato instaurato un primo dialogo con la donna, che però si è dimostrata restia a comunicare con il personale intervenuto. 

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I giorni seguenti, gli agenti della Polizia Locale, hanno continuato a tenere d’occhio la donna e la sua smart. Nella giornata di venerdì, nonostante i vari controlli delle volanti, la donna non è stata rintracciata: né in auto, né in zona. Si è arrivati così a questa mattina, sabato 15 maggio, quando all’ennesimo controllo gli agenti hanno finalmente rintracciato la donna. Sempre con l’ausilio del personale medico, del NAE e dei Servizi Sociali, sono riusciti ad instaurare un dialogo con la donna e darle l’assistenza necessaria. Dopo qualche ora sul posto la donna è stata così trasportata all’Ospedale Sandro Pertini affinché venisse visitata e proseguisse nel percorso con medici e Servizi Sociali.  La Polizia Locale ha avviato – di pari passo – un supporto nei confronti della donna, le “indagini” per ricostruire la sua storia sono aperte; gli agenti sono riusciti a mettersi in contatto con la sua famiglia per trovare una strategia comune che aiuti la donna. Attualmente lei sta bene, si trova in ospedale e non verrà più lasciata sola. 

 


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