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Cronaca

Roma Nettuno, dura lettera dei pendolari: «Sulla linea escalation di disservizi»

Comitato Pendolari FR8a Carrozza – “Per la ferrovia Roma – Nettuno una escalation di disservizi”  

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Roma-Nettuno, lettera dei pendolari per segnalare i gravi disservizi sulla linea.  “Sembrava appena superato il problema della decurtazione delle carrozze sulla nostra  linea, ma da novembre abbiamo registrato una sequenza di interruzioni del pubblico servizio che ha impedito ai pendolari, lavoratori e studenti, di arrivare a lavoro/scuola o tornare a casa. Quasi tutti  riconducibili a “tallonamenti” dei passaggi a livello (PL)”.  

In gergo tecnico, spiegano i pendolari, “il tallonamento è la separazione dell’asta dal braccio di sostegno della cassa di manovra, con tranciatura del cavo elettrico del circuito di controllo da remoto dell’asta, che determina la perdita del  “Controllo di PL Chiuso”, causando la “Via Impedita” per i treni”. Mentre il passaggio a livello è definito come il  punto di intersezione a raso fra la strada e i binari della rete ferroviaria.  

“Sul sito di FS – prosegue la lettera – troviamo il “Programma di soppressione dei PL di RFI, che ha l’obiettivo di eliminare i passaggi  a livello su tutta la rete RFI, oltre a realizzare tutte le nuove linee evitando interferenze con la rete  stradale, e che sta portando avanti sulle linee esistenti un imponente programma di realizzazione di  opere sostitutive: cavalcavia o sottovia”.  

“La domanda sorge spontanea: quando? No, perché tra l’enunciazione e l’attuazione dei buoni propositi, mentre circolano su gomma pericolosi irresponsabili, noi rimaniamo fermi e perdiamo il lavoro e  permessi”. Questo un riepilogo degli ultimi accadimenti:   

  • 18 ott: Passaggio a Livello tra Aprilia e Campo di Carne tallonato  
  • 11 nov: A Villa Claudia il passaggio a livello non si chiudeva. Il traffico è stato bloccato dai passeggeri per far  passare il treno.  
  • 15 nov: PL tallonato a Campo di Carne.  
  • 22 nov: inconveniente tecnico sulla linea AV ad Afragola e, con un effetto domino inspiegabile, la nostra  linea accumula ritardi fino a 20 minuti.  
  • 25 nov: Problemi agli impianti tra Padiglione e Campo di Carne, treni soppressi e in ritardo.  30 nov: ore 5:00 PL tallonato a Campo di Carne.  
  • 30 nov: ore 17 autotreno travolge la sbarra del PL altezza via della Meccanica, tra Aprilia e Campo di Carne.  Treni cancellati, limitati, ritardati. I pendolari arrivati la mattina in grave ritardo a lavoro/scuola, la sera non  riescono a rientrare.  
  • 1 dic: dal primo treno del mattino delle 4:50, si registrano ritardi fino a 90 minuti per un non meglio  precisato “inconveniente tecnico” sulla linea tra Campoleone e Casilina. La situazione si normalizza intorno  alle 8:00.  

“Il problema è strutturale, gestionale, ma fondamentalmente politico: non si sta prendendo alcuna misura  per garantire un servizio efficiente, sicuro, continuo. In altre zone del Lazio da tanti anni sono stati eliminati  i PL e se ci sono riusciti dentro la città di Viterbo, figuriamoci in campagna. E vogliamo ricordare sempre,  come un mantra, che fu lo stesso ex AD di FS, ing. Moretti, a dichiarare che la linea di Nettuno doveva essere esercita ad altissima frequenza. Questo perché sapeva le reali necessità del bacino di utenza, che,  invece, chi governa, dopo le promesse elettorali, continua a fingere di non conoscere. Qui, tutti conoscono  le soluzioni, ma nessuno le adotta, una sciatteria tipicamente laziale. A questo aggiungiamoci che aver  investito così tanti soldi negli scorsi anni sull’alta velocità (fruita dal 10% della popolazione viaggiante) e  nulla sulle linee regionali (che invece servono il 90% dei viaggiatori…) è stato un errore gravissimo per il  nostro paese!  

“I pendolari, che non sono pagati per studiare soluzioni ai problemi della mobilità, pensano che, in attesa  della eliminazione dei PL (e in attesa di un vagheggiato raddoppio), come estrema ratio, per la pubblica  incolumità e per evitare le frequenti interruzioni di servizio (già inadeguato) a danno della collettività dei  lavoratori e studenti, in assenza di sottovia o cavalcavia, i passaggi a livello andrebbero tutti chiusi! D’altro canto, il nostro territorio è avvezzo a ciò: per incapacità di RFI, siamo stati 4 anni senza possibilità di  attraversare la ferrovia a Casello 45”. 

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