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Cronaca

Roma, terremoto giudiziario sullo stadio: si dimette il Presidente Acea Lanzalone, l’ira dei Verdi

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Stadio della Roma, il presidente Acea Lanzalone si dimette. In data odierna l’avvocato Luca Alfredo Lanzalone ha rimesso il mandato di presidente del Consiglio di amministrazione di Acea SpA. Il Consiglio di Amministrazione, nella riunione del 21 giugno 2018, assumerà le opportune determinazioni al riguardo. Lo fa sapere Acea in una nota.

Lanzalone, uomo molto vicino a Beppe Grillo e Davide Casaleggio, è coinvolto nell’indagine che ha portato all’arresto di 9 persone nella vicenda riguardante la costruzione dello stadio della AS Roma. Secondo quanto ricostruito dai pm, Lanzalone avrebbe intascato una tangente da 100mila euro, versata dal costruttore Parnasi “per ottenere favori nel mondo 5 stelle”.

Prima di collaborare con l’amministrazione capitolina sui dossier Stadio e Acea, azienda di cui era stato nominato presidente dalla sindaca Raggi, Lanzalone aveva lavorato per il sindaco pentastellato di Livorno, Filippo Nogarin, per il salvataggio di Aamps, l’azienda locale dei rifiuti (agenzia stampa dire – www.dire.it).

STADIO – BONELLI (VERDI): ACEA BALLA IN BORSA, CHE ASPETTA RAGGI A CONVOCARE ASSEMBLEA SOCI? A RISCHIO I PICCOLI RISPARMIATORI

“E’ incomprensibile è preoccupante l’inerzia del Sindaco di Roma nei confronti della vicenda giudiziaria sulla Stadio di Roma che ha visto l’arresto dell’ormai ex presidente di Acea, Luca Lanzalone. L’Acea è quotata in borsa e il Comune di Roma è il suo principale azionista, la Sindaca Raggi, anzichè revocare immediatamente il presidente, ha aspettato le sue dimissioni. Cosa aspetta ora a chiedere la convocazione immediata dell’assemblea dei soci dell’azienda per nominare il nuovo presidente e portare un poco di serenità al titolo che sta precipitando in Borsa?” Così in una nota il Verde Angelo Bonelli, che conclude:

“Ricordo che sono a rischio i piccoli risparmiatori che hanno investito in Acea. E’ scandaloso il percorso a ritroso di quelli che erano i principi fondanti della candidatura della Raggi che, in campagna elettorale prometteva ‘Controlli più incisivi sugli enti pubblici vigilati, società partecipate ed enti di diritto privato controllati’, valori completamente dimenticati in questi due anni di governo pentastellato a Roma.”


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