Home News Sfida tv Renzi-Di Maio: quando la rete diventa un boomerang…

Sfida tv Renzi-Di Maio: quando la rete diventa un boomerang…

Non è piaciuta alla base del Movimento Cinque Stelle la decisione di Luigi Di Maio di annullare il confronto televisivo con Matteo Renzi. Medium vecchio e lento, rispetto ai più dinamici social network, la televisione ha pur sempre il pregio di offrire un quadro oggettivo. Un leader di fronte all’altro, compresi programmi, orientamenti e prospettive per il futuro. Ma e’ soprattutto il dietrofront che turba la base. “Se hai lanciato la sfida, poi ti devi presentare“, pensano i grillini. “Ottima mossa, quella del confronto saltato. Ovviamente sono ironico”, spiega ad esempio Luca Defendi sulla pagina facebook di Di Maio. E aggiunge: “C’è del talento innato a fare due passi avanti e tre indietro ogni santa volta. La giustificazione è anche senza senso: il candidato del Pd lo decide il Pd e fino a prova contraria è Renzi. Chiunque abbia avuto questa idea è un imbecille di prima categoria”. Piergiuseppe Uberti invita Di Maio a dimettersi: “Hai fatto già abbastanza figure di palta. Coniglio fuggente! E pensare che lo potevi sotterrare”. Lo riporta l’Agenzia di stampa dire (www.dire.it).

 

Matteo Renzi: “Mi spiace per i miei figli pensare che gli italiani rischino di essere guidati da un leader che è senza coraggio”

Matteo Renzi ha affidato a Facebook un lungo messaggio per commentare la notizia. “Luigi Di Maio mi ha sfidato a un confronto televisivo. Ha scelto la data, dopo il 5 novembre. Ha scelto la rete TV, La7. Ha scelto il conduttore, Floris. Ha fatto tutto lui.
Io ho semplicemente accettato perché Di Maio è il leader del Movimento 5 stelle che in tutti i sondaggi se la batte con il Pd per il primo posto nel proporzionale. E siccome due milioni di italiani mi hanno chiesto sei mesi fa di guidare il Pd, ho pensato fosse un gesto di rispetto accettare un confronto pubblico e trasparente davanti agli italiani. Mi sembra un modo giusto e onesto di far politica. Oggi Di Maio scappa. Da giorni sapevamo che stavano litigando al loro interno dopo i precipitosi tweet dell’onorevole campano. Che avevano paura. Ma non credevamo che arrivassero al punto di fuggire così. Mi spiace. Da padre prima che da politico. Di Maio potrebbe essere il nuovo presidente del consiglio, se vinceranno loro. Mi spiace per i miei figli pensare che gli italiani rischino di essere guidati da un leader che è senza coraggio. Che ha paura di confrontarsi. Che inventa scuse ridicole. Chi è il leader del Pd lo decidono le primarie, cioè la democrazia interna. Non lo decidono le correnti, non lo decide il software di un’azienda privata, non lo decide Di Maio. Lo decide un popolo meraviglioso che viene ogni giorno insultato sul web da profili falsi e odiatori veri. La loro fuga nasce dalla paura, tutto qui. Avevo preso l’impegno con Giovanni Floris di partecipare a questa trasmissione. Io ci sarò, lo stesso. E risponderemo su tutto, dalla Sicilia alle tasse, dai vaccini alle banche, dall’economia alla politica estera. So di giocare in trasferta. Ma un leader che vuole governare l’Italia deve far fronte a enormi sfide: terrorismo internazionale, sicurezza globale, disoccupazione, lotta alla corruzione. Se un leader che vuole governare l’Italia con queste sfide ha paura di uno studio televisivo, semplicemente non è un leader. A domani, alle 21.30, su La7: se Di Maio ha un sussulto di dignità lo aspettiamo in studio. Altrimenti faremo con i giornalisti”.