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Il sindaco di Pomezia: ‘Sito del Comune sotto attacco hacker’. Chiesto riscatto di 8 mila euro

Sito del Comune di Pomezia preso di mira dagli hacker. E’ quanto ha riferito direttamente il sindaco Fabio Fucci a Il Messeggero, dove viene riportato che sconosciuti hanno reso inaccessibile la rete intranet riservata ai dipendenti. Chi ha effettuato l’attacco ha poi chiesto un “riscatto” di ottomila euro per riportare le cose come all’origine.
Ma l’accaduto è stato minimizzato dal Primo Cittadino. “L situazione è sotto controllo, sta lavorando per ripristinare il sistema interno e tornare alla normalità. Per i cittadini non cambia nulla, possono accedere senza problemi al portale istituzionale del Comune come hanno sempre fatto”, ha dichiarato attraverso le pagine del quotidiano, rendendo noto che il Comune non intende cedere al ricatto e non verrà pagato alcun riscatto.
Nessuna tesi complottistica su quanto avvenuto, che per Fucci sarebbe un semplice tentativo di estorsione attraverso uno dei tanti hackeraggi che avvengono purtroppo molti di frequente ai danni di aziende pubbliche o private.

Anche se le informazioni contenute sul sito del Comune sono accessibili dall’esterno, qualche problema l’attacco informatico lo ha provocato, come ammette il sindaco.
“Da giovedì scorso, quando in Comune se ne sono accorti, i cittadini non possono accedere all’anagrafe online, unico servizio “esterno” bloccato – ha dichiarato a Il Messaggero – Ad avere vita difficile sono invece i dipendenti che utilizzano intranet dove è stato criptato il server Windows sul quale erano custoditi alcuni dati dei singoli lavoratori”.
Dati però che non sarebbero quelli sensibili, conservati su piattaforma Linux (l’altra è Windows) e non hackerata. I dipendenti non riescono ad accere alle cartelle condivise e i documenti word e pdf non si riescono ad aprire, come se fossero stati criptati. Per consentire nuovamente l’accesso, l’hacker vuole i soldi del riscatto, pagati in bitcoin (i soldi virtuali che girano sul web, non tracciabili e quindi sicuri per l’hacker che non potrebbe essere identificato attraverso questo denaro), che però il Comune non sborserà.
Forse l’esperienza di Fucci come informatico, il suo lavoro prima di diventare sindaco, potrebbe tornare utile in questa vicenda.