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Smart working, cosa cambia dal 31 marzo 2022 al termine dello stato di emergenza: novità e regole

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Smart working cosa cambia dal 31 marzo 2022

Smart working, cosa cambia dal 31 marzo 2022 al termine dello stato di emergenza. Considerando il miglioramento del quadro pandemico in Italia il Governo sembrerebbe intenzionato a non prorogare lo stato di emergenza che cesserà quindi a fine marzo. Tante però le questioni che dovranno essere affrontate nel post Covid, tra queste sicuramente c’è l’aspetto del lavoro. Il lavoro agile, o smart working, è stato infatti uno dei provvedimenti che hanno interessato questi due anni con molti italiani rimasti a lavorare dalla propria abitazione. Ma cosa cambierà dopo il 31 marzo? Facciamo il punto. 

Smart working, cosa cambia dal 31 marzo 2022: serviranno nuove regole

Con la fine dello stato di emergenza decadranno alcune regole disposte ad hoc proprio per fronteggiare la pandemia. Per ciò che riguarda lo smart working non sarà più possibile per le aziende disporlo senza prima aver individuato un accordo individuale tra imprese e dipendenti. 

Il che significa rivedere le norme. Al momento tra le ipotesi vi è quella di arrivare ad un approccio misto che preveda parte delle giornate lavorative in presenza, parte da casa da remoto. Nel pubblico il processo è già stato avviato mentre nelle aziende private c’è ancora molto lavoro da fare. 

Smart working aziende private dopo la fine dello stato di emergenza: ecco cosa succederà

E per il privato? Al momento in vigore c’è un protocollo varato dal Governo a dicembre scorso che, come scrive il Messaggero, prevede la possibilità di ricorrere allo smart working su base volontaria, con un monte ore da rispettare nonché la possibilità di lavorare dal luogo/orario desiderati. Per il resto però sono tanti gli aspetti da considerare per i quali serviranno nuovi accordi tra le aziende e le parti sociali. 

Lo smart working coinvolge infatti tutta una serie di aspetti che dovranno essere chiariti per continuare a sfruttare la misura. In tal senso potrebbero essere concordati specifici luoghi dai quali sarà possibile lavorare o se l’attrezzatura necessaria, dai PC, alla connessione a particolari strumenti di cui dotare i dipendenti, sarà messa a disposizione dall’impresa oppure no. Da considerare anche aspetti non per nulla secondari quali la supervisione del datore del lavoro o la valutazione del lavoro agile, per capire se da casa piuttosto che dall’Ufficio, il lavoratore sia più produttivo o meno. Novità in tal senso dovrebbero dunque arrivare a breve.

 

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