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L’esplosione pericolosa delle fake news su coronavirus e 5G

Da quando è iniziata l’emergenza coronavirus, le fake news hanno cominciato a diffondersi in rete con una rapidità disarmante. Il News Guard, un organismo di controllo sul giornalismo nel web, ha finora individuato centinaia di siti con informazioni false o fuorvianti sul virus Covid-19. Ovviamente, se consideriamo i post, i messaggi e i video condivisi sui social media, si parla di numeri incalcolabili e in continua ascesa. Basti pensare che solo nel mese di marzo sono stati registrati 40 milioni di post sui Facebook con contenuti falsi e fuorvianti inerenti a questo tema. 

Esistono in rete diverse tipologie di complotti: si va dai negazionisti, ovvero coloro che sostengono che il virus non si propaghi ma che sarebbe prodotto dalle nostre stesse cellule come forma di protezione dai veleni, a coloro che sono convinti che il virus venga veicolato dalle nuove reti di comunicazione 5G. C’è addirittura chi sostiene che le radiofrequenze della rete 5G possano essere cancerogene. L’Istituto superiore di sanità ha subito smentito questa fake news affermando che non esiste nessun legame fra la rete 5G e i tumori. L’Icnrip (International Commission on non‐ionizing radiation protection) ha inoltre affermato di non aver raccolto alcuna prova che suggerisca il fatto che l’uso di tecnologie 5G rappresenti un rischio per la salute umana.

Queste teorie complottiste hanno conseguenze molto reali. I complottisti contro la tecnologia 5G, nel weekend di Pasqua, si sono radunati in alcuni Paesi europei e hanno dato fuoco alle antenne 5G. Non solo. Sono stati presi di mira anche i tecnici delle compagnie telefoniche con minacce e insulti di vario genere. Questi episodi si sono verificati in Belgio, Francia e Gran Bretagna. Alexandre Alaphilippe, il capo della DisinfoLab, ong di Bruxelles che si dedica a combattere la disinformazione, ha commentato così la vicenda: “La maggior parte delle teorie cospirazioniste resta online, stavolta invece sta avendo un impatto reale sul mondo”. 

Questa distruzione è anche successo in Italia: all’inizio di questo mese, qualcuno ha dato fuoco a un’antenna in provincia di Messina. L’antenna, del gestore WindTre, non era infatti un’antenna 5G, ma un normale ripetitore 2G/3G/4G. Dopo l’atto vandalico, due paesi erano lasciati senza telefono e internet—qualcosa particolarmente difficile durante questo periodo di quarantena, quando molte persone lavorano da casa ed utilizzano Internet per rimanere in contatto con amici o famiglia.

Il 5G oltre a non aver nessun tipo di controindicazione, porterà benefici all’intera popolazione. Quella rete dovrebbe coprire tutto il territorio italiano entro il 2022 ed utilizza una banda senza fili a frequenza decisamente più alta del 4G e che permetterà ai dati di viaggiare in modo molto più rapido. Lo scopo di questa innovativa tecnologia è quella di rispondere a delle specifiche esigenze quali: la riduzione della latenza rispetto al network 4G, l’ottimizzazione della distribuzione del segnale in tutto il territorio, e la gestione contemporanea di migliaia di connessioni simultanee.

La rete 5G darà la possibilità a tutti i dispositivi collegati in rete di aumentare considerevolmente la velocità del passaggio dei dati—e potrebbe anche aiutare durante le emergenze sanitarie. Durante la fase iniziale di un’epidemia su scala nazionale (come nel caso del Coronavirus) gli Stati mettono in atto una serie di misure di contenimento per limitare la diffusione del patogeno (es. limitazione degli spostamenti). Attualmente, qualora un individuo inizi a manifestare sintomi sospetti, esso deve rivolgersi in al personale medico e presentarsi sul luogo per svolgere i dovuti accertamenti.

Con la rete 5G sarebbe possibile monitorare i parametri vitali del paziente dalla sua stessa residenza e trasmettere i dati in tempo reale alle strutture sanitarie competenti. Il paziente potrebbe inoltre interagire con i medici in streaming attraverso immagini di altissima qualità. La rete 5G favorirebbe quindi la riduzione dell’intasamento delle strutture di accoglienza che, in situazioni emergenziali (come quella odierna) si trovano sovraccariche.

Infine, la condivisione dei dati attraverso sistemi Cloud consentirebbe di aggiornare in tempo reale la mappa del contagio e rappresenterebbe un validissimo strumento per monitorare la diffusione dell’epidemia. 

Questa è la tragica ironia delle teorie complottiste che collegano coronavirus e la rete 5G. Non solo la rete veloce non ha un effetto sulla diffusione della malattia da coronavirus, ma potrebbe aiutare a gestire una simile crisi di salute pubblica.