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Molise: antiche tradizioni e prodotti tipici

Ancor oggi in Molise vengono mantenute in vita antiche usanze e tradizioni: tramandate nel tempo e diverse da paese a paese

Il Molise, pur non essendo una meta turistica gettonata, è una Regione che ha molto da offrire per le bellezze paesaggistiche che spaziano dalle spiagge di Petacciato ai monti di Campitello Matese passando per borghi suggestivi quali Termoli e Venafro, ma anche e soprattutto per le antiche tradizioni. Vogliamo segnalarvi quelle più significative, seguendo un percorso cronologico, che comprende l’intero arco dell’anno. Andiamo dunque a vedere i principali eventi in Molise che si ripetono periodicamente.

  • Il Carnevale in Molise

Tutti i giorni dopo il 17 gennaio, quando ha inizio il Carnevale, fino alla domenica successiva il Mercoledì delle Ceneri, a Cercepiccola, si può assistere al Gioco della Pezzotta. I partecipanti, rigorosamente di sesso maschile, si dividono in due squadre, ciascuna delle quali fa rotolare una forma di formaggio pecorino, legata ad uno spago, lungo un percorso prestabilito; vince quella che riesce ad arrivare per prima al traguardo. 

Il Carnevale in Molise è molto sentito. Sfilate di carri allegorici, spesso a tema fiabesco o di satira politica o televisiva, si svolgono un po’ ovunque (a Termoli, Montenero di Bisaccia, Portocannone, Montefalcone del Sannio, Matrice, Ripalimosani e Colletorto) e sono accompagnate da musiche e balli; a Larino i carri sono alti addirittura sei metri. 

A Tufara l’inizio del Carnevale é salutato dalla esibizione di un asino rivestito di stracci, condotto da persone camuffate da pagliacci: questi, con sapienti battute, tra il serio e il faceto, divertono la gente. Il Martedì Grasso, invece, si rinnova la tradizione della “Mascherata del diavolo”: il Diavolo, trattenuto in vita con catene dai Folletti, i suoi guardiani, gira per le strade del paese, saltella, cade a terra, si rotola, si rialza, corre, cercando di sedurre chi incontra per iniziarlo ai sui misteri.

A San Martino in Pensilis il 30 aprile di ogni anno torna l’appuntamento con La carrese, una gara di velocità tra due o più carri trainati da coppie di buoi. Il 1° maggio in Molise non si celebra soltanto la giornata dei lavoratori. In tanti paesi é tempo di Maggiolata, un rituale propiziatorio che rende omaggio e celebra l’arrivo della primavera mentre ad Acquaviva Collecroce, in provincia di Campobasso, si svolge la propiziatoria Fešta do Maja. Legata ad una tradizione slava, essendo la località a minoranza linguistica croata, consiste nel portare in giro lungo le vie del paese un fantoccio a forma di cono alto circa due metri. 

Ogni estate a Campobasso si tiene la grande festa del Corpus Domini, all’interno della quale sfilano i preziosi Misteri, impalcature di ferro e legno portate in spalla, che reggono angeli e personaggi biblici in carne ed ossa. Il 26 luglio a Jelsi si celebra la Festa del grano, nata, nel 1805 in seguito al terremoto del 26 luglio di quell’anno, per ringraziare Sant’Anna per aver difeso e protetto il paese. Nell’ultimo weekend di luglio, a Scapoli si tiene il Festival internazionale della zampogna, che richiama artisti dalla vicina Ciociaria ma anche da parti del mondo più lontane. L’ultima domenica del mese di agosto a Frosolone torna la spettacolare la Corsa degli asini. A inizio settembre a Riccia da quasi novant’anni si svolge la Sagra dell’Uva, caratterizzata da una sfilata di carri addobbati, che è preceduta da un corteo di gruppi folk e sbandieratori.

  • Le tradizioni natalizie in Molise

Tante le tradizioni natalizie. Su tutte spicca la Ndocciata, che si svolge l’8 e il 24 dicembre ad Agnone, in provincia di Isernia, dove al tramonto centinaia di portatori di tutte le età accendono le ‘ndoccee, realizzate con legno di abete e fasci di ginestre secche, e si incamminano verso il centro del paese disegnando una lingua di fuoco. 

Ogni anno da Roma e al Lazio si organizzano gite per visitare la città sannitica, nota per la produzione di campane, e per assistere a questo evento molto suggestivo. Una emozione intensa che anche Papa Giovanni Paolo II, in occasione dell’anniversario del suo cinquantesimo anno di sacerdozio, ha voluto far vivere ai romani ed ai pellegrini di tutto il mondo accogliendo la Ndocciata in piazza San Pietro nel 1996.  Sempre la sera della Vigilia di Natale, a Oratino, in provincia di Campobasso, si tiene la ‘Faglia, che differisce dalla Ndocciata in quanto, anzichè numerose fiaccole, viene realizzato un unico grande cero fatto di canne secche ed alto quasi tredici metri che viene trasportato a spalla davanti alla Chiesa e incendiato.

Il Molise è anche terra ricca tradizioni culinarie: i sapori sono decisi, gli ingredienti genuini e le preparazioni semplici. Il prodotto che meglio rappresenta la produzione agroalimentare della regione è l’olio di oliva, coltivato nelle città di Larino, Colletorto e Casacalenda. Altri prodotti tipici sono il farro, utilizzato per cucinare la zuppa, dove viene abbinato a pomodoro, cotenna di maiale, guanciale, prezzemolo, aglio, cipolla e pecorino e i fagioli di Riccia, cotti nella pignata, una pentola messa vicino al fuoco del camino, e mangiati in insalata, accompagnati con la centofoglie (coltivata particolarmente a Venafro), il sedano e le patate. La tradizione pastorale rivive nella “pezzata”, carne di agnello fatta a pezzi e cucinata a fuoco lento in paioli di rame stagnato, con acqua, olio, sale ed erbe aromatiche. 

A Termoli si consiglia di assaggiare il “Brodetto”, una zuppa di pesce con pomodoro, olio, aglio, prezzemolo e peperone, che da piatto povero dei pescatori è diventato uno tra i più ricercati. Ad Agnone la Zuppa alla santè, originariamente un piatto natalizio preparato con zuppa a base di brodo di gallina, con crostini di pane e polpettine di carne e formaggio; a San Martino in Pensilis la Pampanella, fatta con la carne di maiale opportunamente speziata con aglio e peperoncino. 

Da segnalare anche il caciocavallo di Agnone, formaggio dalla crosta dura e dal colore paglierino, il rinomato caprino di Montefalcone del Sannio, la ventricina di Montenero di Bisaccia, salame di maiale piccante essiccato; la pizza a minestra, fatta con verdura e farina di granturco; il tartufo bianco pregiato, tipico delle zone più interne delle province di Isernia e Campobasso, in particolare intorno a Carovilli, S. Pietro Avellana. Nello scorso novembre la gastronomia molisana ha sconfinato: a Roma è stata infatti, inaugurata, la prima fiera permanente di prodotti molisani di qualità.