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Regione Lazio

SALDI INVERNALI, SI COMINCIA IL 6 GENNAIO

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Anche nel Lazio i saldi inizieranno il 6 gennaio 2011, così come stabilito in altre regioni italiane. Lo ha deciso oggi il Consiglio regionale, approvando con 52 voti a favore, 1 contrario e 4 astensioni, la proposta di legge dell’assessore alle attività produttive, Pietro Di Paolantonio, che modifica l’articolo 48 della legge n. 33 del 1999.\nLa legge n.33, che disciplina tutto il settore del commercio regionale, prevedeva l’apertura dei saldi il primo sabato di gennaio.\nLa proposta iniziale della Giunta, votata in commissione consiliare lo scorso 15 novembre, prevedeva di posticipare la data di inizio saldi al terzo sabato del mese, corrispondente al 15 gennaio, ma lo stesso assessore Di Paolantonio ha presentato l’emendamento che anticipa la data al 6 gennaio, spiegando che “quasi tutte le regioni italiane hanno individuato quella data anche se manca ancora un accordo formale in Conferenza. In attesa di procedere a una riforma completa della legge regionale sul commercio – ha aggiunto l’assessore – abbiamo estrapolato l’articolo 48 al fine di evitare l’apertura dei saldi al primo gennaio. Nello stesso tempo, onde evitare il cosiddetto ‘turismo commerciale’, abbiamo proposto l’emendamento per adeguarci alle altre regioni. Per il futuro restiamo in attesa di un accordo tra tutte le regioni per una data unica che eviti squilibri sui territori e che sia permanente anche per i saldi estivi”.\nAnche il presidente della commissione Pmi, commercio e artigianato, Francesco Saponaro (Lista Polverini), ha votato a favore, spiegando di aver “sottoscritto l’emendamento insieme all’assessore per fissare al 6 gennaio l’apertura dei saldi, ma è una soluzione temporanea, il male minore. La commissione si era espressa per il 15 ma poi per una serie di motivi è stato opportuno cambiare data”. Saponaro ha poi espresso rammarico perché la commissione non è stata sentita nella seconda fase della decisione.\nIvano Peduzzi (Federazione della sinistra) ha annunciato l’astensione del suo gruppo “poiché – ha spiegato – questa proposta di legge incontra solo le esigenze dei commercianti e non tiene conto di quelle dei consumatori. Si tratta di un provvedimento che non mi sembra risolutorio di una questione che è ben più importante”.\nPier Ernesto Irmici (Pdl) ha dichiarato che il provvedimento avrebbe dovuto tenere in maggior conto le esigenze dei piccoli esercenti e che va considerato solo nella sua provvisorietà per quest’anno. Occorre pensare già a una soluzione più ampia da prendere in sede di Conferenza Stato-regioni”.\nVoto favorevole ma con toni polemici è arrivato anche dal gruppo del Pd, con gli interventi in Aula dei consiglieri Mario Mei e Giuseppe Parroncini. “Mi fa piacere che la Giunta sia tornata sui propri passi – ha dichiarato Mei – ma la commissione competente è stata completamente esautorata dal suo ruolo. Avevamo chiesto di aspettare qualche giorno per vedere come si orientavano le altre regioni ma la Giunta ha risposto con una presa di posizione arrogante che ha incrinato i rapporti in commissione. L’attesa di qualche giorno avrebbe evitato alla Giunta questa brutta figura”. Parroncini ha aggiunto: “Il 6 gennaio è una data ragionevole, sulla quale c’è stato il consenso di parecchie regioni, ma avete lasciato i commercianti nell’incertezza per un mese. Bastava ascoltare la nostra proposta in commissione e aspettare qualche giorno”.\nNel corso del dibattito sono intervenuti anche i consiglieri Annamaria Tedeschi (Idv), Francesco Pasquali (Fli), Angelo Miele (Lista Polverini) e Giuseppe Celli (Lista civica per Bonino), unico a votare contro il provvedimento.


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