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Sopravvivere allo stress da matrimonio

Il matrimonio

L’unione sancita davanti a Dio, all’ufficiale di stato civile o a chiunque abbia il potere giuridico di legare due persone per la vita – almeno queste sono le migliori intenzioni – scatena tutta una serie di dinamiche familiari, amicali e sociali che possono addirittura cambiare l’assetto delle certezze di un’intera esistenza.

Un momento di grosso cambiamento personale che in qualche modo riesce a toccare ogni elemento umano che ci orbita intorno, fa scatenare vecchi fantasmi in chi è già passato per la stessa esperienza e in chi invece non l’ha ancora vissuta, ma vorrebbe e… non può.

Una tempesta di discussioni, ripicche, rancori, invidie nascoste, frustrazioni personali e tanto altro che mettono a dura prova la coppia che desidera solo vivere una giornata di gioia per inaugurare un nuovo capitolo del suo percorso.

Oggi è di questo che voglio raccontarvi, camminando sul doppio binario dell’interpretazione psicologica e delle emozioni personali.

La data: primo round

E’ partito tutto dall’annuncio della data: occhi spalancati, bocche senza parole, stupore, gioia, interdizione.

Il panico.

E’ bene sapere che nessuno si aspetta mai una notizia del genere, sì perché il meccanismo paradossale è proprio questo “quando vi sposate?/oddio vi sposate?” è la contraddizione umana universale dei parenti, amici, colleghi, conoscenti e dirimpettai vari.

Nooo, cambiate la data!” “Fatelo in estate, c’è il sole!” “Uh che bello, meglio l’autunno che fa fresco” “Ma non sarebbe meglio a Settembre?” “Su dai, fatelo prima dell’estate perché poi finiscono i soldi in vacanza!”.

Vi dico da subito che dietro queste frasi si nascondono le esigenze personali di ognuno, a loro non interessa nulla della data, vi stanno solo dando le loro “disponibilità” quasi fosse un mettersi d’accordo sui turni lavorativi durante le feste di Natale.

Se non assecondate nessuno, nelle settimane a seguire saranno tutti a rischio di morte imminente, licenziamenti catastrofici, nuovi incarichi lavorativi oltre oceano, figli a scuola, mariti assenti, crolli finanziari, incidenti, malesseri interiori, struggimenti emotivi, guerre stellari e Diabolik che svaligia le loro case.

Consiglio: fate una prima scrematura degli invitati, mettendo delle linee lunghe e nere su chi ronza più fastidiosamente.

Il luogo: secondo round

Sognate un posto meraviglioso per il rito e per il ricevimento, un luogo suggestivo che vi riporti alle sensazioni di apertura, colori freschi per un nuovo inizio, profumi intensi… ma un crack improvviso vi fa svegliare dal sogno ad occhi aperti.

Oddio dove si trova questo posto?” “Io non posso farcela, troppo lontano!” “Ma vi rendete conto che mettete a disagio chi non ha soldi?” “Posso essere li in 36 secondi arrivando da 700 km di distanza!” “Non mi piace il mare…” “ Possiamo mangiare bistecche sul mare?” “Ah dormire li? No, non mi piace l’architettura del posto”.

Il luogo da noi scelto in realtà è conosciuto: tutti i partecipanti ci sono stati almeno una volta nella vita – tranne lo sposo – dunque, non ho ben capito tutto lo sconvolgimento.

In questo passaggio tenete ben a mente che ci saranno litigi furiosi che voi dovrete mediare per chi e dove vogliono sedersi al tavolo durante il banchetto: da buona psicologa ho dovuto sciogliere nodi di battibecchi riesumati dalle sacre scritture.

Consiglio: ad un certo punto dite loro che li lascerete liberi come i cavalli sciolti nelle praterie, vi assicuro che per la paura di ritrovarsi ad un tavolo con sconosciuti vi pregheranno di decidere per loro.

Probabilità e imprevisti

Se siete scaramantici non temete: tutto ciò che può succedere di negativo e imprevisto accadrà immancabilmente nell’ultima settimana, per di più concentrandosi nei giorni immediatamente precedenti la cerimonia e nel giorno stesso. E’ inutile che consultiate gli astri: sono già tutti posizionati in vostro sfavore. Nella migliore delle ipotesi vi sembrerà di rivivere I Promessi Sposi di Manzoni: mancherà solo la peste. Il fotografo e il noleggiatore dell’automobile convinti che il matrimonio sarebbe stato il mese successivo, bomboniere semi appassite, abito pronto la sera prima, le corse per i regali a testimoni, il tutto mentre Noè ci aspetta nella sua Arca da non troppo lontano; continuiamo allegramente con sostituzioni fatte al volo e ruote bucate sulla strada per il rito.

Consiglio: usare l’ironia, la risata isterica sortisce un effetto terapeutico e fissa i ricordi nei cassetti comici.

Il durante e il dopo: ultimo round

Altra cosa importantissima da sapere: ci sarà chi farà critiche sulla carta igienica nel bagno del ristorante, nella quantità di cibo troppo/troppo poco, sul fotografo invadente e il drone irritante, la scollatura della sposa, il calzino dello sposo e così via.

Alcuni di quelli che credevate essere amici spariranno immediatamente dopo la consegna dell’invito – come se fosse una cambiale – o subito dopo il matrimonio per timore di dover fare il regalo: perché qualcuno crede che voi pagherete tutto con i soldi degli invitati.

Altri ancora non daranno nessun cenno di adesione ma invieranno un WhatsApp con gli auguri strappalacrime la sera prima o la sera stessa: momenti giusti e azzeccati, laddove siamo lucidi e con la voglia di messaggiare.

Consiglio: non rispondete alle critiche e ai messaggi, al massimo inviate uno smile il giorno dopo.

Conclusione

Il matrimonio dura veramente poche ore e voi non riuscirete dall’emozione ad immagazzinare tutti i dettagli, molte cose vi saranno raccontate dopo.

I preparativi serviranno a farvi capire chi volete con voi quel giorno, tutti gli altri lasciateli a casa: saranno tranquilli loro e soprattutto voi.

Il vero consiglio che mi sento di dare come donna, come psicologa e come moglie è quello di tenere gli occhi fissi sul vostro giorno, tenendovi la mano sempre e cercando le soluzioni insieme.

Leggerezza e ironia sono le chiavi che tengono fuori dalla vostra porta la pesantezza dei rumori di fondo.

E’ l’occasione giusta per seminare e rinascere”.

 

Se volete raccontarmi le vostre storie per sciogliere insieme qualche nodo disfunzionale, scrivete all’indirizzo:

psicologia@ilcorrieredellacitta.it

Vi aspetto.

Dott.ssa Sabrina Rodogno

PsicoStress