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Ostia-Pomezia, 4 anni di condanna per il vicequestore che usava l’auto di servizio per donne e sale giochi

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Quattro anni di reclusione. E’ questa la pena a cui, al termine del processo abbreviato, è stato condannato ieri dal gup Massimo Di Lauro l’ex vicequestore del Commissariato di Ostia e responsabile dei servizi di sicurezza a Pomezia e Torvajanica, Antonio Franco, accusato di peculato, falso e truffa.

Lo scorso 4 agosto, in realtà, l’uomo era già stato condannato agli arresti domiciliari per una vicenda di corruzione: sbrigava pratiche amministrative per conto di Mauro Carfagna, titolare di quattro sale giochi (una delle quali era frequentata da Ottavio Spada) e avvisò lo stesso in anticipo di imminenti controlli della Polizia in cambio del pagamento del canone mensile di un appartamento (circa 4.000 euro). Ora arriva il colpo di grazia.

Altro che “furbetto del cartellino”. L’accusa di peculato fa riferimento all’utilizzo dell’auto di servizio per svariati fini personali: dall’incontro con una donna alla visita delle sue amate sale giochi. In alcune occasioni Franco dichiarava addirittura di essere al lavoro mentre si recava ad un ristorante.

L’auto, una Smart, gli era stata assegnata a fini investigativi, ma secondo il pubblico ministero Mario Palazzi non veniva utilizzata quasi mai per tale fine.

Oltre a ciò l’uomo avrebbe attestato, insieme allo svolgimento di ore ordinarie, una serie di straordinari da retribuire. Questi gli avrebbero fruttato circa 1.866 euro di stipendio non dovuto.

Uso improprio di una automobile a lui assegnata per motivi di servizio” e aver “indotto in errore il ministero dell’Interno rappresentando la sua presenza sul luogo di lavoro con lo svolgimento di ore ordinarie e straordinarie lavorate“: l’ex vicequestore, già sospeso, sembra essere definitivamente fuori dalle forze dell’ordine.

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