Home News Cronaca Roma, il 24 settembre il processo per mafia agli appartenenti al clan...

Roma, il 24 settembre il processo per mafia agli appartenenti al clan Spada: Noi Associazione Antimafia presente alla sentenza

Il 24 settembre nell’Aula bunker di Rebibbia a Roma il giudice pronuncerà la sentenza contro i 24 appartenenti al clan Spada, che verranno giudicati per attività mafiosa nel territorio del Litorale Romano e nella Città Eterna. 

Un’occasione per portare giustizia dopo tanti torti che hanno toccato anche la cittadinanza locale, con molte storie riportate spesso anche dalla giornalista de La Repubblica Federica Angeli.

Un evento a cui non mancherà la realtà di “NOI Associazione Antimafia”, che in diverse attività culturali ha seguito le indagini riguardanti gli affiliati del clan Spada e soprattutto ha portato fin dagli albori un forte sostegno all’operato editoriale e d’indagine della reporter Federica Angeli.

Ecco come hanno esordito stamattina con un loro post sulla pagina Facebook dell’Associazione.

24 SETTEMBRE: PERCHÉ DOBBIAMO ESSERCICari amici, soci, cittadini di Ostia,mi rivolgo a voi con questa lettera per…

Gepostet von NOI Associazione AntiMafia am Dienstag, 17. September 2019

L’associazione attraverso le parole del proprio presidente Massimiliano Vender ha dichiarato con un comunicato pubblico: “Cari amici, soci, cittadini di Ostia,
mi rivolgo a voi con questa lettera per condividere una riflessione e lanciarvi un invito. Il prossimo 24 settembre un giudice pronuncerà la sentenza, e sapremo se i 24 appartenenti al clan Spada a processo per mafia saranno condannati, così come sostenuto dai PM con la richiesta di tre ergastoli e complessivi 208 anni di reclusione. Si tratta dell’atto conclusivo di una lotta contro la criminalità iniziata, in perfetta solitudine, da Federica Angeli, unica voce a definirla “mafia” e per questo isolata e derisa da chi riteneva che la criminalità romana non potesse avere l’accento romano. Oggi i fatti le danno ragione“.

Ha proseguito la realtà di NOI Associazione Antimafia: “Molte cose sono cambiate: Federica non è più sola, e molta gente a Ostia ha preso coraggio e alzato la testa. Stiamo andando nella giusta direzione, e tuttavia ancora non abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. Per battere davvero la mafia non bastano le sentenze: è necessario costruire una comunità che veda nei valori della legalità gli unici possibili, e trovi proprio in questo gli strumenti per fare quadrato attorno alle vittime, e resistere a ogni tentativo della mafia di insinuarsi nel tessuto sociale. La cronaca di Federica Angeli, dalle aule del processo, ci restituisce però l’idea di una comunità molto lontana da questo modello: vittime che non denunciano, parti lese che non chiedono i danni, Istituzioni che non si costituiscono parte civile, aule di tribunale che non ospitano cittadini che chiedono giustizia, ma parenti di malavitosi che insultano chi la mafia la vuole combattere. Dobbiamo ribaltare questa situazione: per questo motivo la nostra associazione sarà presente alla lettura della sentenza martedì 24 settembre nell’aula bunker di Rebibba dalle 9.30. Io personalmente sarò presente, e invito tutti voi a partecipare a questo nostro diritto di cittadini, di assistere al compiersi della Giustizia, e testimoniare così, con la nostra presenza, che quella comunità di cui parlavo esiste, che quella comunità siamo NOI. È il momento di dimostrarlo”.

Ha concluso Massimiliano Vender nelle sue dichiarazioni: “Non esistono battaglie che si vincono rimanendo seduti in poltrona. Se Federica 6 anni fa si fosse girata dall’altra parte, oggi tutta questa gente sarebbe per strada a spadroneggiare, magari a intimidire qualcuno di voi, o un vostro caro. È stato il suo senso civico a impedirlo. E, se non fosse stata la sola a farlo, forse oggi non pagherebbe il prezzo di una vita sotto scorta. Ecco perché dobbiamo esserci, tutti, il 24 settembre. Sarà non solo una nuova vittoria del NOI ma una vittoria per il nostro territorio e per i nostri figli, e abbiamo il dovere di firmarla tutti insieme. Non possiamo tirarci indietro!“.