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Bimba di 18 mesi morta di stenti a Milano. I pm: ‘Donna pericolosa, capace di ogni atrocità’

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Anziano solo e malato morto in casa da venti giorni. Intervento polizia mortuaria

Non smette di scuotere, sconvolgere quanto successo alla piccola Diana Pifferi, morta di stenti a soli 18 mesi. Considerata un peso, un ostacolo, la madre — Alessia Pifferi — ha pensato bene di lasciare la piccola da sola in casa per la bellezza di sei, lunghissimi giorni. Quanto accaduto poi è tristemente noto a tutti. 

Ora però le indagini degli investigatori continuano ed anzi sono solo all’inizio per cercare di fare chiarezza e comprendere le ragioni — semmai ce ne possano essere —  di un così efferato gesto. 

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Lascia bimba di 18 mesi in casa da sola per sei giorni: i fatti 

I fatti sono avvenuti lo scorso mercoledì a Milano, in via Parea. Siamo nelle vicinanze di Ponte Lambro e l’aeroporto di Linate. Quel fatale mercoledì Alessia Pifferi era partita con due trolley colmi di vestiti, abbigliamento sufficiente  per almeno una settimana. Proprio questo il lasso di tempo in cui sua figlia è rimasta chiusa nel bilocale di via Parea, con trenta gradi in casa e nel culla solo un biberon.

Il compagno

Quando il compagno della donna è stato avvisato dalla stessa della morte di Diana, l’uomo non poteva crederci. Era infatti convinto che la piccola stesse al mare con la sorella di lei. A quel punto la donna disse al compagno che Diana era rimasta a casa da sola. Non era la prima volta che succedeva, anche altri weekend erano trascorsi secondo la stessa, impensabile modalità. 

La nascita e i precedenti

La piccola Diana era nata il 29 gennaio del 2021, nel bagno della casa di Leffe, grazie all’intervento del 118. La sua nascita aveva portato la coppia ad allontanarsi, rottura poi ricucita nella primavera di quest’anno. Agli inquirenti la donna ha raccontato d aver lasciato da sola la piccola per la prima volta nel mese di maggio e ‘solo per poche ore’, ma il sospetto è che tutto sia iniziato ben prima. 

Il possibile movente

Per questo al vaglio degli inquirenti ci sono ora i messaggi contenuti nelle chat del telefonino della donna che non perdeva occasione per organizzare appuntamenti con diversi uomini. Proprio qui, come riporta il Corriere della Sera, starebbe il movente dell’omicidio volontario pluriaggravato contestato dalla Procura: ‘Persona priva di scrupoli e capace di commettere qualunque  atrocità per i propri bisogni personal legati alla necessità di intrattenere a qualunque costo relazioni sentimentali con uomini’. 

Interrogate madre e sorella 

Interrogate dalla Polizia anche la madre e la sorella della Pifferi. Loro erano a conoscenza delle relazioni che la donna intratteneva con altri uomini e la madre ha poi raccontato agli investigatori che erano un po’ di mes che vedeva la figlia ‘piuttosto insofferente’ e ‘nervosa’. 

Esami tossicologici sul biberon 

Nei sei giorni lontano dalla Piccola la donna sarebbe stata sempre a Leffe con il compagno, tranne lunedì quando ha accompagnato quest’ultimo a Milano per un incontro di lavoro. Secondo gli inquirenti, la piccola è morta di fame e disidratazione. Ma avanza un ulteriore sospetto: la presunta presenza nel latte di benzodiazepine. Disposti dal Pubblico Ministero gli esami tossicologici sul biberon. 

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