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Blitz antidroga a Tor Bella Monaca, operazione ‘Ferro di Cavallo’: in manette 20 pusher. Ecco i dettagli dell’operazione

Prosegue il contrasto alle piazze di Spaccio di Via Dell’Archeologia nel quartiere di Tor Bella Monaca. Dopo l’operazione “Ferro di Cavallo” di fine Ottobre, che ha visto lo smantellamento di una associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, alle prime luci dell’alba di oggi, al termine di serrate e complesse indagini, i Carabinieri del Gruppo di Frascati hanno dato esecuzione a una ulteriore ordinanza di custodia cautelare (di cui 15 in carcere e 5 ai domiciliari), emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 20 soggetti (tutti italiani e di cui tre donne), appartenenti a un’organizzazione criminale dedita al traffico illecito di sostanza stupefacente del tipo cocaina, radicata nella città di Roma con base operativa e logistica nel quartiere di Tor Bella Monaca.

Le indagini, sotto le direttive della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno consentito di accertare l’esistenza di un consolidato sodalizio criminale dedito all’illecita commercializzazione di sostanza stupefacente del tipo cocaina ed operante tra le palazzine popolari di via Dell’Archeologia cv.64, diretto, comandato e finanziato da N.V., la cui peculiarità constava nell’organizzazione delle attività di spaccio secondo un vero e proprio modello aziendale che si caratterizzava per:

–     la ripartizione di turni, mansioni e compiti dei sodali (i turni di lavoro erano suddivisi su tre fasce orarie, in ognuna delle quali vi era sempre almeno un pusher, ed una o più vedette, che avevano sia il compito di indirizzare i clienti verso il pusher che stava nascosto tra gli androni per non farsi notare, e sia quello di avvisarlo in caso di eventuale arrivo delle forze dell’ordine, nonché il sodale incaricato della consegna al pusher addetto allo spaccio, degli involucri di cocaina destinati alla vendita a terzi, una volta terminato il precedente rifornimento, nonché di raccogliere il provento dell’illecita attività di spaccio, generalmente ad ogni inizio e fine turno, ma spesso anche durante il turno di lavoro);

–     la determinazione di compensi e remunerazioni proporzionali al rischio assunto nella prestazione lavorativa (stipendi più alti per i pusher rispetto a quelli per le vedette in ragione del minor rischio di essere arrestati);

–     l’imposizione di decurtazioni salariali, tese a sanzionare eventuali errori commessi, per i più gravi dei quali era previsto il licenziamento immediato.

L’illecita attività garantiva a N.V., che si avvaleva di diretti fiduciari e della di lui compagna convivente per la parte contabile, introiti pari a circa 200.000 euro mensili, guadagni che gli hanno consentito, nel tempo, di affermarsi quale uno dei criminali più in vista dell’intero quartiere, anche grazie alla conduzione di uno stile di vita assolutamente lussuoso e ad alcuni episodi di cui il medesimo si è reso protagonista che hanno destato “risonanza” nell’intera borgata.

La sua proclività a delinquere, l’assoluta e sprezzante incuranza per ogni forma di regola è certificata nell’episodio documentato dagli inquirenti in occasione del suo compleanno. Infatti, nonostante ristretto al regime degli arresti domiciliari con divieto assoluto di comunicare con persone diverse da quelle che con lui coabitavano, organizzò una festa in grande stile con la partecipazione di un cantante neomelodico invitato quale “special guest”, avendo cura, quale dimostrazione di forza, di pubblicare sul social network “Facebook”, le foto del suo compleanno, incurante del fatto che le stesse comprovassero la sua evasione dagli arresti domiciliari e del fatto che fosse stato fotografato in compagnia di pregiudicati. A seguito della grave violazione commessa, l’autorità giudiziaria disponeva a carico del N.V., il ripristino della custodia cautelare in carcere.

Anche la scelta della base operativa del sodalizio non è casuale, infatti la scala “L” del cv.64 di via Dell’Archeologia è punto strategico ed ottimale per la proliferazione di tale illecita attività, in quanto affacciandosi direttamente sulla strada principale, è facilmente raggiungibile dagli acquirenti che, per raggiungere lo stabile, possono agevolmente parcheggiare le rispettive autovetture sulla pubblica via o nei numerosi parcheggi presenti nella parte antistante la palazzina popolare o avvalersi dei tanti autobus di linea che ivi transitano.

Altresì la posizione, quasi a metà della predetta via, consente di avere un buon monitoraggio degli spazi e, per le vedette, di dar avviso ai detentori dello stupefacente dell’arrivo delle Forze dell’Ordine sia che le stesse arrivino dal ponte di via Anderloni sia che provengano dalla parte opposta.

La palazzina popolare è composta da n. 38 appartamenti di proprietà del Comune di Roma, nelle quali trovano dimora altrettante famiglie. Ciò nonostante il palazzo sembra essere diventato una roccaforte del sodalizio così come riferito dallo stesso capo dell’organizzazione, N.V., il quale in occasione di un colloquio in carcere intercettato, riferiva alla compagna: “Tanto lo sanno che il 64 è mio”.

Quella odierna è solo l’ultima delle importanti e recenti attività investigative condotte dai Carabinieri e dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia nel quartiere di Tor Bella Monaca, finalizzate alla disarticolazione di consolidati sodalizi criminali che, per anni, hanno gestito il traffico di sostanze stupefacenti nel quartiere, rendendolo terreno fertile, proficuo e tristemente noto per lo spaccio tra le palazzine popolari. Tali operazioni testimoniano la costante attenzione degli inquirenti sul fenomeno in atto e la capacità investigativa di monitorare, anche nelle fasi successive ad importanti indagini, le evoluzioni dei sodalizi criminali e di individuare, immediatamente, i nuovi vertici, al fine di stroncarne “sul nascere” qualsiasi tentativo di riorganizzazione.

Tra i clienti vi erano, sia uomini che donne, di diverse estrazioni sociali e età (dai 18 ai 55 anni) e non si esclude anche alcuni minorenni.

Nel corso delle indagini:

–      sono stati altresì documentati :

  • oltre 350 episodi giornalieri di spaccio di stupefacente del tipo cocaina (tra i clienti vi erano, sia uomini che donne, di diverse estrazioni sociali e età);
  • un volume di affari dell’organizzazione pari a circa 15.000,00 € giornalieri, con punte di 20.000,00 € nel fine settimana per il solo turno notturno;

–     si è proceduto :

  • all’arresto in flagranza di reato di n.32 persone, resisi responsabili della violazione della legge sugli stupefacenti;
  • al rinvenimento e sequestro di 350 grammi circa di sostanza stupefacente del tipo cocaina e di 9.000,00 € in contanti, provento dell’illecita attività di spaccio;
  • al sequestro di materiale idoneo al taglio e al confezionamento dello stupefacente;
  • al deferimento in stato di libertà di ulteriori 5 soggetti, per le violazioni di cui agli artt.74,73 d.p.r. 309/1990 c.p.;
  • a segnalare alla Prefettura di Roma, quali assuntori, 30 acquirenti.

 

L’operazione ha interessato circa cento Carabinieri coadiuvati da unità cinofile, da un elicottero dell’Arma e da personale dell’8° Reggimento Carabinieri “Lazio”.