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Bollette troppo alte, la pasticceria chiude: ‘Altrimenti dovevamo alzare i prezzi’. Era il ritrovo del quartiere

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Dolciamaro

La pasticceria Dolciamaro ha chiuso definitivamente i battenti nel giorno di San Silvestro. Era nome noto e frequentato da tutti nel quartiere. Alle ore 17.00 di quel giorno, l’ultima torta lasciava la pasticceria. Era per una bambina che avrebbe festeggiato il suo compleanno di due anni. Qualche mese prima aveva cessato anche l’attività del bar Trieste, pochi metri più in là. ”Ho approfittato di quota 103 (62 anni e 41 di contributi) – ha spiegato Mauro Mazzaschi, il pasticcere del Dolciamaro -. Il continuo aumento dei costi, sia delle materie prime che dell’energia, ci avrebbe costretto ad aumentare i prezzi, cosa che avevamo preferito evitare in questi ultimi mesi. Non puoi riversare sempre tutto sul consumatore, o alla lunga sarà come segare il ramo su cui sei seduto”.

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La storica attività chiude dopo 17 anni

In tanti a Sacile, ora, sono incupiti dalla notizia. E per tutti, la pasticceria era ”Dolceamaro”, qualcuno addirittura era convinto che Amaro fosse il cognome del titolare. Ma Daniela, la moglie di Mauro, ha spiegato che ”era un nome che ci piaceva, il dolce delle creme e quella punta d’amaro del cioccolato naturale”. Un’attività che nel corso di ben 17 anni aveva dispensato dolci, leccornie, golosità a tutto il quartiere. E anche buoni consigli su come preparare i dolci fatti in casa. Ma ora, è tutto finito: ”Sono tempi strani – commenta Mauro ai microfoni del Messaggero. ”Abbiamo messo in vendita l’attività, chiudiamo con tanti affezionati clienti, ma fatichiamo a trovare acquirenti”.

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”Bollette troppo alte, costi triplicati”

In tanti, nel corso di questi ultimi giorni, sono passati in pasticceria per un saluto o un ultimo acquisto. Mauro Mazzaschi, il titolare, originario di Salsomaggiore, trasferitosi a Sacile per amore della sua Daniela, è una divinità nel suo campo: ha vinto numerosi premi nel corso di una lunga carriera iniziata al Miramonti di Cortina d’Ampezzo. Tra i tanti trofei, ricordiamo anche due medaglie di bronzo alle Olimpiadi di cucina del ’92, con la squadra del Fvg. Nel corso della sua carriera ha lavorato a lungo tra Pordenone e Brugnera, prima di aprire la sua pasticceria in viale Trieste a Sacile. Ma i costi sono diventati insostenibili: ”La corrente è triplicata in meno di un anno, i costi fissi rischiano di far diventare la pasticceria un bene di lusso, la Tv propone dolci super spettacolari che però necessitano di ore ed ore di lavoro, mentre il cliente entra e conta di farsi fare una torta a più piani pagandola qualche carta da 10 euro” – ha commentato.

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