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Cronaca di Roma

Bufera al VI Municipio, Compagnone: ‘Bisogna evitare quello che è successo con Mafia Capitale’

VI Municipio, il centrodestra chiede le dimissioni di Laura Arnetoli dalla presidenza della Controllo e Garanzia. Le accuse sono gravissime: “Turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio”

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VI Municipio

È bufera totale alle Torri.
Dopo il nostro articolo, nel quale abbiamo iniziato a rivelare alcuni lati poco trasparenti dell’amministrazione al VI Municipio, le reazioni non si sono fatte attendere. In primis con un comunicato congiunto Lega – FDI, che sa tanto di ritorsione, con il quale si chiedono le dimissioni della Presidente della Commissione Controllo e Garanzia Laura Arnetoli, la quale si era esposta raccontandoci i retroscena della cacciata dell’ex Assessore alla Cultura Rita Pomponio, e chiedendosi se l’amministrazione stesse agendo nella legalità.

CENTRODESTRA MINACCIA DI DISERTARE LA COMMISSIONE “FINCHÈ NON VERRÀ FATTA PIENA LUCE

Laura ArnetoliLe controaccuse della maggioranza sono fortissime: “A seguito degli ultimi eventi”, si legge nel comunicato, “risulta chiaro che Laura Arnetoli ha abusato del proprio ruolo convocando una commissione con una procedura di gara ancora in corso e ha invitato in commissione anche una rappresentante di un’associazione che al momento era in competizione nella gara. Le paventate ipotesi di commissione irregolare, turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio ci allarmano e i consiglieri membri di maggioranza della Commissione chiedono le dimissioni immediate della Presidente per le gravi violazioni e abusi commessi annunciando fin d’ora che non risponderanno più alle convocazioni della commissione fino a quando non verrà fatta piena luce”.  Dichiarazioni gravi, considerando anche le poco velate contestazioni pubbliche di reati veri e propri.

M5S: “PER LA MAGGIORANZA ARNETOLI COLPEVOLE DI FARE BENE IL SUO LAVORO. È ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA

 La risposta al vetriolo del Movimento Cinque Stelle non si è fatta attendere: “I gruppi di maggioranza del Municipio VI attaccano la Presidente della Commissione Controllo e Garanzia perché sta facendo bene il suo lavoro”, sottolineando che: “La Commissione Controllo e Garanzia chiamata anche Trasparenza, è fondamentale per il corretto funzionamento democratico delle istituzioni tant’è che è tutelata e garantita dal T.U.E.L. e dallo Statuto di Roma Capitale. La Destra municipale non ammette contraddittorio e controllo sul suo operato e non ne capiamo il motivo. Un chiarissimo attacco alla vita democratica del Municipio Roma VI delle Torri”. Una ulteriore replica è arrivata nelle ultime ore dai pentastellati che chiedono così una sponda ad altri gruppi d’opposizione: “Opposizione cercasi anche di seconda, terza o quarta mano. Esiste ancora qualche consigliere d’opposizione che intende dare segni della propria esistenza? Il governo di Destra del Municipio attacca l’unico presidio istituzionale della minoranza che si identifica nella Commissione Speciale Controllo e Garanzia e l’opposizione, al di fuori del M5S, è in un silenzio imbarazzante”.

PER IL PARTITO DEMOCRATIO “ARNETOLI NON VA MESSA IN DISCUSSIONE”. FABRIZIO COMPAGNONE: RIPORTARE POLITICA AL CENTRO ED EVITARE DI ENTRARE NEL VORTICE DI CIÒ CHE È SUCCESSO CON MAFIA CAPITALE

CompagnoneL’appoggio è tempestivamente arrivato, con i posizionamenti del PD e della Lista Calenda. “Nessuna turbativa d’asta, al massimo Laura Arnetoli può aver fatto qualche errore per mancanza di esperienza”, ci dice il capogruppo PD Fabrizio Compagnone, aggiungendo che: “Assolutamente Arnetoli non va cacciata, la legittimità del suo ruolo non deve essere messa in discussione. Rispetto alla commissione citata dalla maggioranza, tutti erano informati della convocazione, e in ogni caso, ammettendo per assurdo che ciò dicono sia vero, andrebbero considerate anche le responsabilità del Presidente del Consiglio Antonio Villino. Quindi dovrebbero scrivere a lui in quanto non avrebbe garantito la regolarità della riunione”. La riflessione di Compagnone non fa una piega, e tiene a fare presente un elemento: “C’è un atteggiamento autoreferenziale e accentratore rispetto all’attività amministrativa e politica, che poi è ciò che ha portato alla sfiducia a Pomponio. Bisogna assolutamente riportare la politica al centro ed evitare di entrare nel vortice di ciò che è successo con Mafia Capitale dove ogni giorno c’era un’inquisizione e interventi dei magistrati. Bisogna uscire da questa logica e riportare l’azione polita nel suo campo d’appartenenza”.

MASTRANGELI, LISTA CALENDA: “ACCUSE DEL CENTRODESTRA INFONDATE. SOLO RIPICCHE

Valter mastrangeli Concisa anche la Lista Calenda, con Valter Mastrangeli che, contattato da noi de Il Corriere della Città, spiega: “L’accusa di turbativa d’asta è solo una ripicca nei confronti della Arnetoli. Non c’è stato niente di tutto ciò. Ha commesso forse un errore dettato dalla distrazione, ma non c’era alcuna volontà di commettere illeciti”. Anche Mastrangeli è in linea con Compagnone sul fatto che Franco starebbe accumulando troppe deleghe, suffragando le accuse che lo configurano come un ‘uomo solo al comando’: “Così non va bene, ci vuole soprattutto un Assessore all’Ambiente che si occupi almeno di questa competenza a tempo pieno”.

Abbiamo provato a contattare sia elementi della giunta che della maggioranza, al fine di avere il punto di vista del centrodestra rispetto a questa faccenda, e per porre ulteriori domande su nuove criticità che ci risultano (e racconteremo a breve), ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Nodi da sciogliere, oltre ai retroscena già raccontati, riguardano il bando dell’Estate Romana e i collaboratori diretti del Presidente.

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