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Cronaca di Roma

Buoni spesa e buoni carburante dalla Regione Lazio: attenzione, è una truffa!

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La nuova truffa dell'sms che si spaccia per l'INPS

Arrivano i buoni spesa e i buoni carburante dalla Regione Lazio, ma è solo una truffa. Sono in molti, ultimamente, ad aver ricevuto un sms dalla Regione Lazio contenente la seguente frase: “Gentile utente, e uscito il decreto per il buono benzina! Ottienilo ora” con un link allegato. Sembrerebbe così facile cliccare sul link per poi ricevere un buono spesa o un buono carburante ma è una truffa che continua da mesi. In questo periodo così critico per i cittadini italiani visti i costi attuali del carburante, del pane e delle bollette, chiunque potrebbe cadere nel tranello sognando un qualche sconto per i beni di prima necessità.

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Buoni spesa e buoni carburante: il messaggio pericoloso

Il messaggio beffardo che sta circolando ultimamente in maniera sempre più assidua, è preimpostato: “Gentile utente, è uscito il decreto per il buono benzina! Ottienilo ora: link“. Firmato Regione Lazio. Oppure può arrivare con la seguente dicitura: “Gentile utente, non hai ricevuto il buono spesa, per te il buono carburate!”. Quando ci fu il primo lockdown, la trappola riguardava un finto buono spesa. Ora, invece, in seguito all’aumento del costo dei carburanti, la truffa non avviene più sui buoni spesa ma sul buono carburante. I messaggi illusori arrivano, apparentemente, dal numero utilizzato dalla Regione Lazio per comunicare ai cittadini riguardo appuntamenti, referti e prenotazioni. È per questo che attira di più l’attenzione: quante volte arrivano messaggi che, immediatamente, vengono intercettati come fake? Tantissime perché magari il mittente è sconosciuto ma, nel caso in questione, il messaggio sembra arrivare dalla Regione Lazio ed essere quindi un canale di informazioni sicure.

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Phishing: cos’è? Cosa si rischia?

Cliccando sul link presente nel messaggio si cade in una vera e propria truffa. Il rischio è quello di cedere online codici riservati personali o di accesso ai conti in banca. Si parla di phishing ossia la cybertruffa che prima arrivava per e-mail mentre ora per sms. Il phishing è un tipo di truffa effettuata su Internet con la quale un malintenzionato inganna il destinatario del messaggio o dell’e-mail convincendolo a fornire informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso, fingendosi un ente affidabile in una comunicazione digitale. Il messaggio solo apparentemente è proveniente da istituti finanziari o da siti web che richiedono l’accesso previa registrazione. Il  messaggio invita a fornire i propri riservati dati di accesso al servizio. Solitamente nel messaggio, per rassicurare l’utente, è indicato un link che rimanda solo apparentemente al sito web dell’istituto di credito o del servizio a cui si è registrati. In realtà il sito a cui ci si collega è stato allestito in maniera identica a quello originale. Qualora l’utente inserisca i propri dati riservati, questi saranno nelle mani di eventuali criminali. Con la stessa finalità di sottrarre i dati, un pericolo più subdolo arriva dall’utilizzo dei virus informatici. Le modalità di infezione sono diverse. La più diffusa è il classico allegato al messaggio di posta elettronica; oltre i file con estensione, i virus si diffondono celati da false fatture, contravvenzioni, avvisi di consegna pacchi. Nel caso si tratti di un “financial malware” o di un “trojan banking”, il virus si attiverà per rubare dati finanziari. Altri tipi di virus si attivano quando sulla tastiera vengono inseriti “userid e password”,  c.d. “keylogging”, in questo caso i criminali sono in possesso delle chiavi di accesso ai vostri account di posta elettronica o di e-commerce.

Fratelli d’Italia denuncia: “Dati a rischio”

Aumentano le segnalazioni e la paura degli utenti. Per questo l’opposizione chiede misure di sicurezza per proteggere tutti da nuove truffe in arrivo. Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Fabrizio Ghera, denuncia affermando: “Parecchi mesi dopo il primo hackeraggio subito stanno arrivando sms che in cambio di un click offrono buoni benzina: il messaggio è fuorviante perché è firmato Regione Lazio. Nonostante le ripetute rassicurazioni di Zingaretti sul potenziamento della sicurezza digitale, i dati di utenti e imprese potrebbero essere di nuovo a rischio”.

La risposta della Regione Lazio 

La Regione Lazio, in quanto principale vittima di questa truffa, ha già sporto denuncia alla polizia postale e assicura di non avere nulla a che fare con i messaggi truffa. La Regione infatti spiega che gli sms non partono dai sistemi regionali e invita tutti gli utenti a non cliccare sul link. Dichiara, inoltre, “Attraverso il sistema phishing viene simulato l’invio da parte del portale della Regione Lazio, ma si tratta di una truffa. La Regione ricorda a tutti i cittadini che qualsiasi iniziativa avviene attraverso comunicazioni e canali ufficiali della Regione”.

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