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Cronaca

Chiusura campo rom Castel Romano: le famiglie dei nomadi a Santa Palomba? Ecco cosa sta succedendo

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Uno “pseudo campo rom”, con il ‘trasferimento’ degli abitanti del “Villaggio della Solidarietà” di Castel Romano su via Pontina, nella zona di Santa Palomba, ancora una volta al confine tra Roma e Pomezia, stavolta però nel complesso residenziale di Via del Papiri, all’interno di case che per le quali il Comune paga l’affitto a un costruttore e che assegna di volta in volta agli aventi diritto. Ma – almeno da quanto viene riportato da testimonianze dirette – non sempre sono i reali aventi diritto a riuscire ad avere la casa: spesso e volentieri, infatti, gli appartamenti vengono occupati abusivamente. Basta attendere l’attimo giusto – a volte anche andare a fare la spesa e restare fuori troppo a lungo può essere un rischio, in questo senso – e ci si ritrova con la serratura cambiata. Da qualche giorno si vede un furgoncino, con a bordo dei rom, che fa avanti e indietro proprio nel complesso di Santa Palomba e i primi appartamenti sono già stati presi d’assalto. Sulla vicenda si è espresso Pasquale Calzetta, presidente dell’Associazione “Sportello del Cittadino”.

“I ‘quasi amici’ Raggi e Zingaretti sembra abbiamo trovato un sostanziale accordo per chiudere il Campo Nomadi di Castel Romano o almeno parte di esso. Sono partiti i primi avvisi di sfratto, che indicano la data del 10 settembre 2020 il termine ultimo di permanenza all’interno del Campo per 28 famiglie. I nomadi “cacciati” da Castel Romano potranno anche accedere al contributo affitto, ovvero soldi per pagare il canone di un appartamento. Senza entrare nella facile polemica di dire ‘Prima gli Italiani’, tutta questa tardiva e inefficace operazione presenta una serie di problematiche che stanno via via emergendo: il Comune di Roma non ha gli immobili per i nomadi di Castel Romano, anche perché ci sono centinaia di famiglie già in lista di attesa da anni e non oso pensare cosa penserebbero queste persone se si vedessero scavalcati in graduatoria dai residenti del campo sulla Via Pontina.

Soprattutto questi nomadi non hanno alcuna intenzione di farsi ingabbiare in civili abitazioni dove sarebbero controllati non solo dalle forze dell’ordine, ma soprattutto dai cittadini loro condomini. Ricordo che una analoga operazione fu tentata anni fa a Spinaceto dall’allora Sindaco Rutelli con dei risultati devastanti di cui questo territorio porta ancora i segni”.

Ma cosa sta succedendo, nel silenzio assordante sia dell’amministrazione di Roma Capitale che del Municipio?

“I Nomadi di Castel Romano sfrattati – continua Calzetta – si stanno spargendo via via nel vasto territorio di Roma sud ed in particolare all’interno del complesso residenziale di Via del Papiri a Santa Palomba, immobile di proprietà privata, dato in affitto al Comune di Roma da quasi 20 anni e adibito ad accogliere le famiglie in emergenza abitativa o provenienti da residence.

La situazione quindi a Via dei Papiri, quartiere denominato Borgo Sorano, già di per sé problematica senza questi nuovi arrivi, sta diventando esplosiva, ci sono continue occupazioni e addirittura le famiglie regolarmente assegnatarie di appartamenti sono oggetto di invasioni da parte degli ex residenti di Castel romano. Ovvero ci sono stati casi di persone uscite per fare una commissione e tornate a casa, hanno trovato il proprio appartamento occupato e serratura cambiata”.

Una giungla dove non esiste più il diritto ma solo la legge del più forte

“Eppure in passato in questo quartiere di Borgo Sorano c’era un distaccamento della polizia municipale per verificare occupazioni e abusi, erano attivi due progetti di sostegno all’educazione dei bambini dai 4 agli 8 anni e dei ragazzi dai 9 ai 14 anni, la situazione era molto migliorata con incoraggianti risultati di integrazione, ma ora i vigili sono spariti e i progetti di sostegno alla crescita delle nuove generazioni non sono stati più rifinanziati dal municipio,  si è ripiombati nel baratro.

Chi amministra dovrebbe sapere che prendere delle decisioni a ‘capocchia’, senza monitorare gli effetti che queste possono portare al territorio e alle persone che lo abitano è sinonimo di incapacità e può produrre gravi danni come in questo caso. Pertanto l’Associazione “Sportello del Cittadino” ha inviato al Sindaco di Roma e al Presidente del Municipio IX una nota, denunciando quanto sta accadendo e invitando le amministrazioni locali ad intervenire nel più breve tempo possibile, spero prima dalla scadenza del loro mandato”.

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