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Civitavecchia, torna l’incubo del carbone: il pericolo è la salute dei cittadini

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Civitavecchia, l'incubo del carbone

Civitavecchia. Ora che sono terminate le scorte di carbone russo – le quali per lungo tempo hanno alimentato i motori della centrale – bisogna cambiare lidi per l’approvvigionamento. E in parte lo si è già fatto: adesso il combustibile arriva dal Sudafrica e dall’Indonesia, raggiunge il porto di Civitavecchia via nave e da lì viene trasportato e stoccato nei depositi di Torre Valdaliga Nord.

Tornerà il carbone a Civitavecchia: la centrale Enel riaccende i motori

Proprio quella centrale in proprietà Enel, che avrebbe dovuto chiudere i battenti per una riqualificazione definitiva, ora riapre. Il motivo è la guerra in Ucraina, la crisi energetica e la mancanza di scorte da Est, che ha riportato in auge la centrale perché potrebbe essere uno degli strumenti in grado di avvicinare l’Italia al sogno di una autosufficienza energetica.

La firma del decreto

Dunque, in attesa della firma del decreto da parte del Presidente Mario Draghi, per mezzo del quale si dovrebbe ufficializzare la ripartenza delle centrali a carbone e definire così la massima operatività di Civitavecchia su questo fronte, la grande centrale che affaccia sulle ”coste lavinie” si prepara ad accendere i motori. Ovviamente, c’è bisogno di manutenzione, e molti dei lavori sono già effettivamente iniziati, come conferma anche Repubblica

Al di là della raccolta e dello stoccaggio del carbone, infatti, c’è bisogno di rimettere in sesto tutto il meccanismo perché in passato si è lavorato molto e il tutto faceva pensare ad una imminente dimissione della stessa. Ma i piani sono cambiati a tal punto che diverrà un nodo principale nel Paese. 

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Gli obiettivi Enel e la ripartenza

Ricordiamo, a tal proposito, che Enel, il colosso energetico che controlla la centrale, ne aveva infatti programmato la chiusura definitiva nell’ambito di un piano più ampio che prevedeva l’addio al carbone entro il 2025, obiettivo che l’azienda conferma ancora oggi nonostante le richieste del governo e le crisi internazionali.

In tal senso, proprio per venire incontro alle richieste di riattivare la produzione da parte del governo, ecco che Enel è intervenuta per riattivare la centrale da un lato affidando le attività di manutenzione alle aziende locali e dall’altro richiamando personale da La Spezia, che è già arrivato a Civitavecchia ed è operativo.

In pericolo la salute dei cittadini

Tutto è pronto per ripartire con il carbone, quindi, e mentre si attende il provvedimento del governo, comune e cittadini studiano le contromisure per assicurarsi che la salute di tutti venga protetta. A tal fine, dall’Arpa, l’agenzia regionale che monitora la qualità dell’aria, sta compiendo i suoi rilevamenti. A oggi, la paura di tutti però è che le cose cambieranno una volta che il comignolo della centrale tornerà a sbuffare a pieno regime con conseguente crollo della qualità di vita e della salute stessa.

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