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Coronavirus. Ardea, dubbi sulla raccolta differenziata. FdI: Regione faccia chiarezza sulla questione rifiuti

”A seguito dell’emergenza Coronavirus, è necessario affrontare la questione rifiuti, come indicano le nuove direttive dell’Istituto Superiore della Sanità. Infatti emergono alcuni dubbi che andrebbero chiariti, soprattuto da parte della Regione, visto che si tratta comunque di un aspetto molto delicato. Entriamo nello specifico: secondo i nuovi protocolli è sospeso l’obbligo della raccolta differenziata per chi è risultato positivo o in quarantena domiciliare, e l’immondizia prodotta deve essere messa nell’indifferenziata. Qui sorge la prima perplessità: l’indifferenziata dove viene trasferita, in quali impianti? 
A quanto sembra, alcuni siti non effettuerebbero il trattamento biologico ma solo quello meccanico, dunque chiediamo se gli impianti in cui vengono conferiti tali rifiuti hanno la tecnologia adeguata (come, appunto, il trattamento biologico) per smaltirli. Ci chiediamo poi se la Regione abbia divulgato in maniera adeguata e dettagliata ai Comuni, quindi ai cittadini, queste informazioni sulla raccolta, come indicate dall’Iss. È indispensabile una comunicazione precisa affinché tutti sappiano come agire e comportarsi soprattutto in una fase cosi complicata”.
 
Lo dichiarano in una nota i consiglieri di Fratelli d’Italia del Comune di Ardea Riccardo Iotti, Raffaella Neocliti, Maurice Montesi e Edelvais Ludovici, che aggiungono:
“Un’altra tematica da approfondire, sempre per quanto concerne le persone positive al Covid-19, riguarda l’organico: secondo quanto previsto dall’Iss, tale scarto va messo all’interno dell’indifferenziata, perché è materiale irrecuperabile. Vogliamo sapere se queste informazioni sono state date, in primis da parte della Regione, in modo specifico. Riteniamo che in un momento cosi difficile sia fondamentale fare assoluta chiarezza su ogni elemento, in modo da garantire i massimi standard di sicurezza per la cittadinanza, rispettando l’igiene e la salute pubblica. Anche perché si tratta di una realtà molto complessa e rilevante, dato che ci sono circa 154 persone positive in quarantena domiciliare nel Lazio dunque queste sono precisazioni di grandissima importanza”.