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Coronavirus nel Lazio, la mappa dei contagi Comune per Comune: cerca il tuo

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Nella ASL RM6, che comprende i Castelli Romani e la Litoranea, l’8 aprile il numero dei contagi è salito a 545, con altri 10 nuovi casi.

Sulla base delle nostre analisi, la curva dei nuovi contagi ha raggiunto il picco il 26 marzo e scende con difficoltà. Nei Castelli Romani e Litoranea, la curva dei nuovi contagi in 13 giorni è scesa del 38% rispetto al suo picco massimo

Dopo quasi un mese di quarantena forzata il numero di nuovi contagi dovrebbe essere nullo.

Invece, in alcuni comuni dei Castelli Romani e Litoranea (Albano, Frascati, Grottaferrata, Lariano, Marino, Nettuno, Velletri) si assiste ad una esplosione dei contagi dopo le prime due settimane di quarantena, prova evidente che le misure di distanziamento sociale non sono state correttamente applicate.  

I Sindaci di tali comuni, la ASL RM6 e la Regione Lazio dovrebbero valutare con la massima attenzione l’opportunità di aumentare le misure di distanziamento sociale, istituendo delle nuove zone rosse.

Una misura molto importante che i Sindaci dei Castelli Romani e Litoranea dovrebbero applicare da subito è quella relativa alla obbligatorietà dell’uso della mascherina in luoghi pubblici, evitando in questo modo che un soggetto positivo asintomatico possa contagiare altri cittadini. Sarebbe una forma di rispetto verso gli altri. Dobbiamo imparare dalla Corea del Sud, paese che ha vinto la guerra contro la diffusione del coronavirus: i cittadini indossano la mascherina anche se hanno un semplice raffreddore come forma di rispetto verso gli altri.

L’andamento dei contagi (linea rossa nel grafico) rimane molto più lento rispetto alla simulazione del numero di contagi ottenuta con il modello matematico (siamo scesi al 3% e siamo tra i migliori in Italia).

Quindi, nei Castelli Romani e Litoranea stiamo contenendo e sconfiggendo il coronavirus. Senza questo impegno straordinario dei cittadini i contagi sarebbero arrivati nei Castelli Romani e Litoranea a 16.350 positivi, con un impatto devastante sulle deboli strutture sanitarie pubbliche.

Questi risultati sono stati ottenuti anche con un eccezionale lavoro della ASL RM6 e dei soggetti positivi che sono riusciti a mettere in sorveglianza domiciliare nel nostro territorio migliaia di persone che hanno avuto rapporti con i soggetti positivi.

Di seguito la ripartizione dei contagi per singolo comune dei Castelli Romani e della Litoranea sulla base delle comunicazioni ufficiali delle autorità competenti: Grottaferrata (88 contagi, di cui 64 suore), Nettuno (50), Pomezia (38), Frascati (32), Velletri (30), Marino (31), Albano (23), Lariano (23), Ariccia (17), Anzio (15), Ardea (14), Ciampino (14), Castel Gandolfo (13), Genzano (12), Rocca Priora (9), Montecompatri (7), Rocca di Papa (7), Monte Porzio Catone (6), Lanuvio (5), Colonna (4), Nemi (1). Si precisa che i dati sono in continuo aggiornamento.

Per visualizzare la cartina per comune sulla diffusione del coronavirus nel Lazio, clicca qui.

E’ importante notare che ben 150 comuni del Lazio con una popolazione complessiva di 234.529 abitanti non presentano alcun contagio.

Ci sono le isole (Ponza, Ventotene) e altri 7 comuni della provincia di Latina, decine di comuni appartenenti alle comunità montane dell’Aniene, dei Monti Lepini, dei Monti Sabini, Tiburtini, Cornicolani e Prenestini, 32 comuni del frusinate, 23 comuni del viterbese e 47 comuni del reatino.  

Negli ultimi giorni è esploso il problema delle case di riposo. Il problema nella diffusione del coronavirus sono le comunità dei soggetti più deboli e più indifesi (i nostri anziani e i soggetti con handicap), comunità che andrebbero difese con maggiore impegno da parte di tutte le istituzioni.

Un ringraziamento particolare a tutti i lavoratori (personale sanitario, lavoratori impegnati nella filiera alimentare e nella raccolta dei rifiuti, vigili urbani e forze dell’ordine, ecc.) che stanno garantendo i servizi essenziali, lavoratori cui deve essere sempre assicurata la dotazione di sicurezza (mascherine, guanti, disinfettante e altro).

Purtroppo, anche ai Castelli Romani si stanno verificando quotidianamente e con sempre maggiore frequenza casi di positività tra il personale medico, le forze dell’ordine e i lavoratori dei supermercati a causa della mancanza o della inidoneità delle dotazioni di sicurezza. Ad esempio, in una importante struttura ospedaliera dei Castelli Romani sono stati fatti i tamponi a tappeto sul personale medico e sui pazienti, individuando ed isolando ben 11 casi positivi al covid-19.

Sul piano economico i piccoli commercianti, gli artigiani e i professionisti che non possono lavorare sono strangolati dal pagamento dei canoni di locazione dei locali per lo svolgimento dell’attività. In questa situazione di emergenza sanitaria, va immediatamente predisposta una norma per cancellare il pagamento dei canoni di locazione ai commercianti, agli artigiani e ai professionisti per tutto il periodo di emergenza sanitaria. Deve essere difeso il sistema produttivo delle nostre città, tagliando i profitti delle rendite immobiliari. E’ una piccola ma necessaria patrimoniale per difendere il sistema delle piccole imprese (piccoli commercianti ed artigiani) e delle attività professionali.     

Visto che ai Castelli Romani e Litoranea abbiamo raggiunto il picco e stiamo scendendo velocemente è opportuno organizzare la fase 2, a cominciare dall’organizzazione della sanità pubblica.

Come abbiamo già denunciato, è stato un errore clamoroso la scelta di distribuire i posti letto e i positivi covid-19 in 5 strutture (Ospedale dei Castelli Romani, posti letto di breve osservazione negli ospedali di Velletri, di Frascati e di Anzio, più l’ospedale Regina Apostolorum), non solo per il grandissimo rischio di aumentare la diffusione del coronavirus, replicando tragicamente uno dei più clamorosi errori commessi dalla Regione Lombardia, ma anche perché questa scelta ha praticamente bloccato tutte le altre prestazioni sanitarie, anche urgenti, di cui necessitano i cittadini.

Il Partito Comunista dei Castelli Romani rilancia la proposta di riaprire l’ospedale di Albano per realizzare una struttura completamente “dedicata, “specializzata” e “isolata” per il trattamento dei soggetti infetti da coronavirus e per le attività di monitoraggio della diffusione del coronavirus nella fase 2, in modo da non bloccare la fornitura delle altre prestazioni sanitarie da parte delle strutture ospedaliere dei Castelli Romani.  

 

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