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Deroga al secondo mandato, Fucci contro il Movimento 5 Stelle: «E’ solo un modo di restare arroccati al potere anche se le cose vanno male»

L'EX SINDACO DI POMEZIA NON LA MANDA A DIRE A DI MAIO E AL MOVIMENTO 5 STELLE, CHE 2 ANNI FA RIFIUTO' LA SUA PROPOSTA DI MODIFICARE LA REGOLA DEI DUE MANDATI

“Sulla questione due mandati, partirei da una considerazione: il Movimento 5 Stelle avrebbe dovuto gestite in questi anni la transizione dallo slogan ‘I politici sono tutti ladri’, che ha fatto guadagnare loro molto velocemente diversi consensi, a ‘Noi siamo bravi politici’: questa transizione secondo me non è avvenuta nel modo corretto, perché affermare che i politici del Movmento 5 Stelle siano buoni politici si può fare solo con i risultati. Due anni fa io proponevo a loro di non considerare il mandato da consigliere comunale come un mandato che dà seguito a chissà quali privilegi, perché, soprattutto nei piccoli Comuni, la mansione si svolge con un gettone di presenza. Questo significa che lo svolgono persone che hanno un lavoro, quindi è un’esperienza interessante ma di sacrificio e non di privilegio. A maggior ragione chiedevo di non considerare i mandati interrotti”.

MOVIMENTO 5 STELLE, DEROGA AI DUE MANDATI: L’EX SINDACO DI POMEZIA L’AVEVA CHIESTA DUE ANNI FA, MA FU CACCIATO

Fucci aveva fatto questa proposta in un periodo – due anni fa – in cui il Movimento 5 Stelle  era in grande crescita.

“Lo chiedevo per un motivo ben specifico: Pomezia aveva dato già dimostrazione di buon governo, tanto da essere portata a modello in tutte le piazze d’Italia. C’era quindi il motivo e tutti i presupposti per modificare quella regola, in modo che l’esperienza maturata e i risultati ottenuti potessero avere una continuità”.

La proposta dell’allora sindaco di Pomezia non solo non fu accettata, ma sollevò un polverone a livello nazionale, mentre a livello locale ci fu una spaccatura, con esponenti del Movimento che decisero di lasciare per seguire Fucci.

“Mi sono sentito dire frasi del tipo ‘Non dobbiamo vincere per forza, da derogare i due mandati a diventare come Fassino è un attimo‘: questo me lo disse l’attuale ministro della Giustizia Bonafede“.

Cosa pensa del fatto che invece oggi si vuole derogare a quella che ai “suoi tempi” era una regola ferrea?

“Mettere in discussione oggi le regole che il Movimento considerava intoccabili solamente per una grave crisi di consensi, a me sa tanto di opportunismo. Se questo aveva senso due anni fa, perché il Movimento aveva tutti i motivi per consolidare la crescita che stava ottenendo, oggi sembra il goffo tentativo di chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati”.

E’ quindi un errore?

“Sì, l’errore di fondo sta nel fatto che solo oggi Luigi Di Maio sembra essersi accorto che la politica è assimilabile a un lavoro e quindi ha bisogno di esperienza che può essere fatta solo sul campo. Quando questa tesi la proposi io a Di Maio, chiedendo di potermi candidare ancora, lui rispose che mi stavo autoescludendo dal Movimento. Allora io adesso mi chiedo: lui che adesso la sta proponendo, in che posizione si sta mettendo rispetto agli elettori del M5S e rispetto agli italiani? Alla fine io ho chiesto la modifica del regolamento forte dei risultati ottenuti sul campo in 5 anni di governo a Pomezia. 5 anni da sindaco complicati, impegnativi ma bellissimi, che hanno portato a dei risultati. Oggi Di Maio e il Movimento a cui fa riferimento sulla base di quali risultati sta chiedendo questa modifica? Al contrario di me, la sta chiedendo proprio perché non ci sono risultati. Gli elettori hanno punito i 10 mesi di governo 5 Stelle. Le elezioni in Abruzzo e in Sardegna, così come quelle locali che ci sono state finora, hanno punito l’evanescenza del governo a 5 Stelle e soprattutto il fatto che il M5S venga riconosciuto come una nuova forza politica che dice sempre di no, come avviene qui a Pomezia. Tutte le proposte che io e il gruppo consiliare di Essere Pomezia abbiamo fatto da 8 mesi a questa parte sono state bocciate, tranne rare eccezioni, con motivazioni pretestuose, anche se abbiamo proposto solo temi interessanti, come l’istituzione di una nuova linea di trasporto urbano da Pomezia alla stazione Laurentina o come tante tematiche relative alla sicurezza. Eppure la risposta è stata sempre no”.

E lei cosa ne pensa?

“Credo che dire sempre no sia l’elemento che più viene punito dagli elettori, che stanno abbandonando velocemente il M5S. Il Movimento ha avuto una grande chance ma l’ha sprecata e oggi si copre di ridicolo nel tentativo di restare nei posti di potere anche quando le cose vanno male”.