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Dillo alla Crinzi: i miei genitori non accettano il mio compagno

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CIAO ALE!
Ho un problema enorme con la mia famiglia: non accettano il mio compagno. Sembrerà banale, ma non riesco ad uscirne. Io e lui stiamo assieme da tre anni, io ho 30 anni, lui 35. Ci son stati due momenti di pausa iniziali in cui io ho provato a rifarmi una vita ma niente, cercavo negli altri lui e alla fine tornavo. Le cose nell’ultimo anno sono diventate stabili al punto che abbiamo iniziato a parlare di casa e tra pochissimi mesi questa casa ci sarà. Il nostro è un rapporto sano, bello e puro: ciò che non avevo mai sperimentato nelle mie mille relazioni fallimentari precedenti. Mi chiederai quindi quale sia il problema. Te lo dico subito: è separato e papà di due bambini. I figli li ho conosciuti e abbiamo un rapporto sereno, poi lui è un padre fantastico. 
I miei non lo hanno voluto conoscere, non accettano questa relazione e della casa non sanno nulla. Mi hanno messa alla porta un paio di volte nell’ultimo anno, tant’è che a casa loro non ho nemmeno più un paio di mutande! Abbiamo un rapporto civile, però non parliamo della mia vita privata, solo della me donna in carriera. Io però inizio a star male, a soffrire di attacchi di panico, non riesco a gestire la situazione. 
I miei sono importanti, ma mi sono resa conto (grazie all’aiuto di una specialista) che la mia vita è stata tutta un accontentarli ed essere per loro la figlia perfetta. Non so se affrontare con loro il discorso casa o rispettare la loro decisione di non saperne nulla.
Scusa il messaggio prolisso, ma sono in crisi e non avrei mai pensato di trovarmi in una simile situazione!
Grazie zì!
A.
 
 
Ciao A
 
solitamente, quando i genitori s’impuntano sulle relazioni dei figli, tendo quasi sempre ad essere dalla loro parte e a comprendere cosa li spinga a ciò, e questo perché in passato ho vissuto un qualcosa di molto simile, con mia madre e mio padre sul piede di guerra nei confronti di quello che per me era l’uomo della mia vita. Abbiamo passato quasi 4 anni terribili; io, ai tempi, scappai anche di casa, persi la mia identità, mi ammalai di DCA. Quello che per me era un principe in realtà, nel tempo, si dimostrò una persona non solo problematica, ma anche pericolosa, e io, completamente plagiata da lui e da quel rapporto malato, non riuscivo a distinguere quale fosse il bene e il male. 
 
Il tuo caso però lo percepisco in modo completamente differente, e sinceramente non riesco a comprendere l’atteggiamento della tua mamma e del tuo papà. Pare che il loro problema sia causato dal passato del tuo compagno, ma dato che viviamo nel 2019 e non nel 1632 – ricordalo ad entrambi, magari si ripigliano – direi che il tutto risulta a dir poco surreale.
 
Magari mi sbaglio, ma ho come la sensazione che i tuoi genitori facciamo parte di quella categoria di persone che basano la loro esistenza sull’apparenza, ed è proprio per questo che non riescono ad accettare che il tuo candido curriculum di figlia perfetta venga macchiato da figli procreati da un’altra donna e da un uomo che alle sue spalle ha un matrimonio – e mentre scrivo, ogni tanto mi pizzico la faccia perché tutta questa storia sembra una specie di incubo ambientato negli anni 20. 
 
Cosa devi fare? Parlare, smettere di subire e pure di fingere che vada tutto bene, perché stai somatizzando, ed è chiaro che questa situazione ti porterà a stare sempre più male. Non possono pensare di dialogare con te solo di lavoro o del più e del meno, come tu non puoi fare quella che finge di non avere un compagno. Mettili davanti ad una reazione forte, spiegagli che il loro modo di fare ti sta causando problemi, prova a fargli comprendere che la separazione e il divorzio non intaccano la fedina penale – magari lo pensano davvero – dagli modi di capire quanto questa relazione ti renda felice, che uomo meraviglioso sia quello che hai al tuo fianco e, soprattutto, quanto per te sia fondamentale condividere con loro questa parte così importante della tua vita. 
Mi hai scritto d’esserti resa conto, insieme alla tua psicologa, che hai passato tutta la tua vita ad accontentarli. Ecco, è arrivato il momento di tirar fuori gli attributi facendogli capire che la festa è finita: questa volta non vuoi e non puoi. 
Questa volta sono loro, ignoranza permettendo, che devono cercare di accontentare te.
 
In bocca al lupo.
 
La Crinzi 
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