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L’aquilone, il nuovo racconto di Nicola Genovese

Eccoci al nuovo appuntamento settimanale con i racconti di Nicola Genovese, autore dei romanzi “Il figlio del prete e la zammara”,  “Il nipote del prete” e “Lipari-La Rinascita”.

Questa volta si tratta di un racconto che affonda nelle radici dei ricordi dell’autore e più precisamente nella sua infanzia in Sicilia, quando, da bambino, bastava poco per essere felici. 

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Questa estate me ne stavo sotto l’ombrellone, in riva al mare, lambito da una piacevole brezza marina.

Non molto distante, c’erano molti bambini che gareggiavano per far volare più in alto possibile i loro variopinti aquiloni.

In quel momento, il mio ricordo è andato lontano, in quell’angolo di Sicilia dove sono nato e dove da piccolo trascorrevo il tempo dell’estate.

Avevo dieci anni e, insieme ai miei coetanei, cercavamo di costruire un aquilone. Lo avevamo visto raffigurato in una rivista e volevamo riprodurlo. Dalle nostre parti, a quei tempi, non si trovavano di certo, e bisognava arrangiarsi.

Impastammo farina e acqua per ottenere della colla. Ci eravamo procurati della carta paglia, quella usata dai macellai, e delle canne, dalle quali avevamo ricavato dei listelli molto fini.

La carta l’avevamo ritagliata in modo da formare una losanga. 

Il listello più lungo l’avevamo incollato lungo la parte perpendicolare, e quello più corto trasversalmente.

Sulla coda avevamo incollato delle strisce di carta ritagliate a cerchietti. 

Finalmente l’aquilone era pronto per prendere il volo!

Uno di noi lo reggeva con due dita all’incrocio dei listelli, mentre l’altro teneva in mano un rocchetto con avvolto dello spago, da srotolare man mano che l’aquilone si alzava.

Pronti per il decollo… via…!

Purtroppo, dopo un goffo tentativo di librarsi in aria, l’aquilone da noi costruito precipitò a picco sulla spiaggia, frantumandosi in mille pezzi. 

Sconsolati, tornammo a casa e ci consultammo per capire le modifiche da apportare:

 

  • carta meno pesante
  • listelli più fini
  • colla più adesiva  

 

Un nostro amico, che aveva la mamma sarta, procurò la carta da modelli, più leggera e resistente. 

I listelli di canna di bambù, tramite un falegname, papà di un altro nostro amico, furono assottigliati, e sempre lui ci fornì una colla speciale più adatta.

Componemmo meticolosamente il nuovo aquilone con tre code: due poste lateralmente e una in fondo.

Tornammo, stavolta armeggiato di tutto punto e pronti, sulla spiaggia: trepidanti e con un piccolo pubblico di amici di scuola. 

Colui che lo teneva saldamente in posizione di “contro vento”, al via liberò l’aquilone, e pian piano si alzò in cielo, mentre l’altro gli dava costantemente “spago”.

Seguì un lungo applauso da parte di tutti i presenti.

Il battesimo dell’aria era stato fatto, con grande soddisfazione di noi che lo avevamo realizzato!

Che tempi! Bastava poco per renderci felici!

Purtroppo, pian piano anche l’aquilone sta andando nella “soffitta dei ricordi”, sostituito dai moderni “droni”.

 

Nicola Genovese

I romanzI di Nicola Genovese sono reperibili su Ibs libri, oppure richiedendolo direttamente all’editore Aulino Tel.3284793977 oppure via e-mail:info@Aulinoeditore.it