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Latina, spiagge senza passerelle per i disabili. Il dispiacere di un papà: ”Non possiamo portare la nostra bimba al mare”

“Quest’estate non potremo portare la nostra bimba al mare, non possiamo permettercelo.” A parlare è papà Tiziano, dispiaciuto per non poter più portare sua figlia Aida in spiaggia. 

Aida è una dolcissima bambina di quasi 7 anni che va pazza per il mare. Le piace tantissimo farsi il bagno, le piace ridere e giocare in acqua. C’è solo un problema. Aida, fin dalla nascita, ha una grave disabilità motoria che le impedisce di muovere il 90% dei muscoli.

La piccola, infatti, non solo non può camminare, ma non può nemmeno sforzare i muscoli per compiere quelli che sembrano piccoli gesti, come ad esempio muovere la bocca per parlare o anche semplicemente sforzare il collo per sostenere il peso della testa.

La storia di Aida

“Aida, alla nascita, ha avuto una grave asfissia perinatale che le ha compromesso il sistema motorio. La sua è una disabilità grave, che le permette a malapena di ruotare leggermente la testa e di muovere appena appena le gambe.” Ci racconta papà Tiziano.

“Come tutti i bambini con questo tipo di disabilità – prosegue il papà – Aida si sente più libera e leggera solamente in acqua. In acqua, infatti, il peso del corpo agisce molto meno sui suoi muscoli e lei riesce a muoversi molto di più, divertendosi tantissimo.”

Purtroppo però Aida quest’anno non potrà giocare tra le onde del mare con i suoi genitori.

Spese e difficoltà

La sua mamma e il suo papà negli ultimi mesi hanno dovuto affrontare ingenti spese per via della sua disabilità e non possono permettersi di portarla in una spiaggia attrezzata per disabili, ovviamente privata e a pagamento.

Papà Tiziano e sua moglie da poco hanno dovuto sostenere l’acquisto di un’auto attrezzata per i disabili, con la pedana di accesso per consentire ad Aida la salita e la discesa direttamente con il suo seggiolone.

“Solo la macchina attrezzata è costata 40mila euro. Io e la mamma di Aida abbiamo dovuto fare un mutuo per poterla pagare”. 

Dovranno inoltre ristrutturare i bagni di casa, abbattendo le barriere architettoniche interne, per poter permettere alla piccola Aida di usufruire dei servizi igienici. 

“E’ diventato veramente difficile anche lavarla, non ci riusciamo più. Prima, quando era più piccola, la lavavamo tenendola in braccio, ma ora Aida è cresciuta. Pesa quasi 30 chili e le nostre schiene ormai sono a pezzi, non ce la facciamo più a sollevarla”.

“Prima la portavamo in braccio anche al mare. Sollevandola dalla sua sedia a rotelle riuscivamo a portarla in spiaggia fino alla sdraio e poi, da lì anche in acqua. Ora però è troppo pesante per affrontare tutto il tragitto portandola in braccio. E quest’anno, con tutte queste spese, non potremo di certo permetterci uno stabilimento balneare privato”.

La soluzione c’è

Il problema potrebbe essere risolto con poco. Semplicemente con delle passerelle installate sulle spiagge libere del Comune che permettano ad Aida, così come a tutti i disabili, di arrivare al bagnasciuga restando seduta sulla propria sedia.

Peccato però che le spiagge di Latina ne siano (quasi completamente) sprovviste. Le poche spiagge attrezzate per i disabili, provviste anche di passerelle, sono private e non tutti possono permettersele.

La richiesta di papà Tiziano è proprio questa: rendere le spiagge del Comune sicure e accessibili a tutti i bambini e a tutte le persone con disabilità.

Il mare e la spiaggia sono di tutti. Non è giusto privare nessuno della libertà di poter respirare l’aria pulita in riva mare, di poter giocare e passeggiare sulla spiaggia.

Negli ultimi tempi sembra che il Comune di Latina se ne stia rendendo conto, e sembra che stia provvedendo ad istallare alcune passerelle per disabili. Purtroppo però queste non saranno pronte prima di qualche mese, cioè quando l’estate sarà ormai verso il termine.

Disabili “sfrattati dai parcheggi”

Oltre al problema delle passerelle c’è un altra grande difficoltà che i disabili devono affrontare per recarsi al mare: il parcheggio.

Esistono davvero pochissimi parcheggi riservati ai disabili ed ora alcuni di questi sono stati occupati dai bagni chimici appena istallati propio dal Comune.

Possibile che le persone con disabilità, oltre che dalla spiaggia debbano essere “sfrattati” anche dai parcheggi a loro riservati?