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Lazio: carceri sovraffollate, covid e condizioni precarie. Sono 521 i detenuti oltre la soglia limite

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Carcere

Lazio. Le carceri sono strapiene, con conseguenze disastrose per le condizioni dei detenuti che vi soggiornano all’interno. Attualmente il sovraffollamento risulta essere, per la precisione, di 521 detenuti in surplus, considerato che n. 5.755  risultano essere i detenuti reclusi nei 14 Istituti del Lazio rispetto ad una capienza regolamentare di  detenuti prevista di n. 5.234.

Il dato in questione è stato pubblicato sul sito Ministero della Giustizia ed è aggiornato al 31 Luglio 2022. Nel dettaglio, nei carceri della Regione ci sarebbero 395 donne, 2.137 detenuti stranieri e 45 detenuti in stato di semilibertà, di cui 6 stranieri.

Il dato preoccupante delle carceri nel Lazio

Preoccupa in modo concreto il sovraffollamento dei detenuti soprattutto all’interno degli istituti di: CC Regina Coeli (+388)  previsti 615 presenti, 1.003 detenuti, NC CC Rebibbia (+ 234) previsti 1.155, presenti 1.389 detenuti.

Il covid tra detenuti e agenti

Per quanto riguarda la situazione nazionale, l’ultimo dato riportato nel sito del Ministero della Giustizia è quello relativo alla giornata di ieri, martedì 2 Agosto 2022. Tra le 54.283 persone detenute presenti negli istituti penitenziari italiani, risultano 696 persone positive  (tra cui 6 nuovi giunti), 695 le asintomatiche, un solo ricoverato.

Sono 110.900 le dosi di vaccino somministrate complessivamente. In riferimento allo stesso giorno, i positivi tra le 36.939 unità di Polizia penitenziaria sono 593, tra cui un ricoverato. Tra le 4.021 unità di personale amministrativo e dirigenziale, i positivi si attestano a 55.

I dati dei contagi

Negli istituti penitenziari del Lazio la curva dei casi di Covid-19 è ora discendente. Secondo i dati le persone positive al virus nei 14 istituti penitenziari del Lazio (5.667 presenti il 30/6/2022) sono 90, dato di lunedì 1 agosto: dieci casi a Regina Coeli; Rebibbia Nuovo complesso, 12;  Rebibbia casa di reclusione, 10; otto casi a Velletri; sei a Cassino; uno a Paliano; tre a Latina; 14 a Viterbo; 25 nella Casa circondariale di Civitavecchia; un caso a Rieti.

I decessi tra i detenuti

A far peggiore la situazione, poi, è il numero dei decessi: si sono verificati tre morti in soli due giorni nel sistema penitenziario del Lazio. In data 1 Agosto il suicidio a Rebibbia femminile, di una donna con problemi di dipendenza e che aveva manifestato insofferenza e aggressività nei confronti degli operatori penitenziari.

Il giorno prima, in data 31 Luglio, nel reparto di medicina protetta dell’Ospedale Pertini, è morto un uomo di cinquantasei anni, già detenuto a Velletri, a causa di una malattia, mentre a Viterbo è stato trovato morto un uomo di trentotto anni, probabilmente per un abuso di alcol e farmaci.  

Manca il personale

Poi, c’è il tema della carenza del personale. Mancano quasi 500 unità di Polizia Penitenziaria all’interno delle carceri. Nella Regione Lazio arriveranno entro il 15 settembre n. 112 uomini e n. 39 donne della Polizia Penitenziaria  per un totale di 151 unità aggiunte.

Fns Cisl Lazio chiede interventi straordinari

Per la Fns Cisl Lazio, dunque, servono interventi straordinari che, da un lato, potenzino le scarse dotazioni organiche di personale, dall’altro, riorganizzino il modello operativo del lavoro che – per fronteggiare il sovraffollamento detenuti rispetto agli spazi ristretti delle camere di detenzione che ci contesta l’Autorità Europea – ha visto introdurre sistemi di vigilanza dinamica con reparti aperti, dove la popolazione detenuta crea condizioni di pericolose aggregazioni.  

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