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Cronaca di Roma

Martina Scialdone, il racconto straziante del fratello: ”Ho abbracciato Martina e ho sentito che era finita”

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La morte di Martina Scialdone e la fiaccolata in suo onore

Nelle carte processuali esaminate, Lorenzo Scialdone, il fratello di Martina Scialdone, uccisa della collera omicida dell’ex fidanzato, ha raccontato gli avvenimenti che si sono rapidamente susseguiti quella drammatica notte in cui si è consumata la tragedia a Via Amelia. Tutto corre veloce nelle sue parole: la telefonata della sorella, il suo arrivo concitato al ristorante Brado, l’incontro con Costantino Bonaiuti e l’ultimo abbraccio che sarà per sempre. Come lui stesso dichiara: ””Mia sorella quella sera mi ha detto che avrebbe incontrato Costantino perché voleva chiudere la relazione con lui. È andata via da casa insieme con mia madre alle ventidue. Martina frequentava da un po’ Francesco, Costantino si era insospettito, li aveva scoperti, e lei stava tentando di metterlo di fronte alla realtà. Alle ventitré mi ha chiamato, era agitata: “Per favore mi puoi venire a prendere? C’è un problema. Sono qui al Brado”. Parte così, il suo racconto, come riportato anche da Repubblica. 

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“Lorenzo, non serve che vieni, non ti preoccupare, torno a casa da sola”

Lorenzo, poi, prosegue: “Così sono uscito di casa, ma senza sbrigarmi. Poco dopo mi ha richiamato dicendomi: “Lorenzo, non serve che vieni, non ti preoccupare, torno a casa da sola”. Non mi sono fidato. L’ho richiamata per tre volte: nella prima conversazione mi aveva detto di non preoccuparmi, ma avevo riconosciuto la voce di Costantino che in sottofondo diceva “mi sta cornificando”. Le ho risposto che ormai ero uscito e quindi sarei andato lo stesso. Per strada non c’era nessuno, il locale e a poche centinaia di metri da casa mia e sono arrivato subito”.

“Quando sono arrivato Martina e Costantino stavano litigando”

Dunque, Lorenzo a quel punto raggiunge il Brado, a piedi. A via del Gubbio, a quell’ora non c’è quasi nessuno. Sono passate le ore 23.00 e la strada ospita solamente qualche sparuto lampione che illumina a fatica i suoi angoli. E poi, l’incontro con i due che erano alle prese con il litigio: “Quando sono arrivato Martina e Costantino stavano litigando. Erano fuori, sul marciapiede. Mia sorella cercava di allontanarsi e lui la incalzava. I toni della voce erano alti. Mi avvicino cercando di calmarli, ma non ci riesco. Martina gli diceva che voleva lasciarlo”.

“Ho cercato di dividerli, Costantino ha sparato”

Il clima della ”discussione” si fa sempre più violento, teso. Lorenzo è costretto ad intervenire: ”Ho sentito Costantino che diceva: “Oggi, mentre mi preoccupavo per la tua casa, tu dalle tre alle cinque tu mi stavi tradendo con quel tizio. A quel punto la situazione è degenerata. Loro si sono spostati vicino la Mercedes nera di lui, mia sorella è entrata in auto e ho immaginato cercasse le chiavi della casa nuova per togliergliele. Quando è uscita dalla macchina lui la tratteneva per un braccio e io mi sono messo in mezzo cercando di dividerli e portare via Martina. Quando finalmente ci sono riuscito Costantino ha tirato fuori la pistola e ha sparato”.

“Ho abbracciato Martina e ho sentito che era finita”

Il colpo era deflagrato. Martina a quel punto respira a fatica. Il sangue inizia a scorrere rapidamente. Lorenzo rimane pietrificato: “Lei era vicinissima a me e ho sentito che era stata colpita. L’ho presa di nuovo sotto braccio per non farla cadere e ho fatto in modo che scendesse lentamente a terra. La prima reazione che ho avuto è stata cercare di parlarle per mantenerla cosciente e di rientrare al Brado per chiedere aiuto. Ho abbracciato Martina e ho sentito che era finita. Ho alzato lo sguardo per cercare Costantino, ma era scappato. Sono rimasto lì, con mia sorella tra le braccia. Mi sono sentito morire con lei”.

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