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Maturità 2023, date, prove scritte e colloquio: ecco chi sono i commissari, tutte le info

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Per gli studenti del liceo all’ultimo anno, si avvicina il giorno della Maturità 2023. Come sempre e ogni anno, i ragazzi proveranno a preparare nella maniera più scrupolosa le prove d’esame, che sono i famosi scritti e il colloquio orale su tutto il programma scolastico. Notti insonni, paura ma soprattutto quel gradino che divide un ragazzo dal mondo degli adulti, accompagnandosi a questo traguardo sulle note di “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti.

Come si svolgerà la Maturità 2023?

La prova di fine anno, che si svolgerà a Giugno 2023, vedrà due prove scritte: una legata al famoso tema o saggio breve d’italiano, l’altra sulla materia d’indirizzo scolastico. Come accade ogni anno, la commissione d’esame vedrà una composizione mista: per mista intendiamo docenti provenienti sia da quel plesso scolastico (e che quindi vi hanno seguito durante l’anno) che esterni, ovvero di provenienza da altre scuole dello stesso comune o addirittura dalla stessa provincia. La prima prova d’italiano, secondo i calendari del Ministero dell’Istruzione, è prevista il 21 giugno dalle 8.30. Qui, dovranno scegliere tra le 7 tracce lanciate dal ministero, scegliendo quella in cui sono più affini. 

La seconda prova: la più complessa

La seconda prova di Maturità compete sull’indirizzo del proprio corso di studio. A differenza dell’anno scorso, le prove torneranno a essere scelte dal Ministero dell’Istruzione. È la classica prova che mette letteralmente in difficoltà tutti gli studenti, considerato come spesso questo scritto si dimostri come una lotteria ai calci di rigori. Per chi viene dallo scientifico, certo il problema di matematica e geometria, considerate le tematiche più difficili da trattare durante le prove di fine anno. 

La prova orale

L’orale non è mai scontato che sia un percorso in discesa, neanche per gli studenti più bravi e precisi. La tesina ormai da anni è stata bandita, con i ragazzi che dovranno destreggiarsi su tutto il programma scolastico senza apparenti appigli per “rompere il ghiaccio” durante il colloquio con la commissione d’esame. Sangue freddo, preparazione e tanta fortuna sono le armi migliori, specie per quei ragazzi che dovranno parlare di competenze specifiche negli istituti tecnici. 

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