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Maxi operazione sui beni archeologici, individuate dai carabinieri 1.220.000 euro di opere contraffatte

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Nucleo Tutela Patrimonio Culturale

Dal 2022 a oggi, il Nucleo Tutela Patrimonio culturale ha scoperto 243 opere d’arte contraffatte, vendute soprattutto via e-commerce.

Nucleo Tutela Patrimonio Culturale
Maxi operazione sui beni archeologici, individuate dai carabinieri 1.220.000 euro di opere contraffatte – corrieredellacittà.com

 

Oltre 773 i beni recuperati e sequestrati dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dal 2022 a oggi. Molte di queste opere sono finite sui siti di e-commerce online, acquistati illecitamente da collezionisti privati o vendute come contraffatte. Un giro di affari che si attesta a 243 opere d’arte false rinvenute dai militari, per un valore di 1.220.000 euro di danni al patrimonio archeologico per la vendita di opere d’arte contraffatte.

È solo una parte della maxi operazione che ha notevolmente impegnato i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (Tpc) di Roma, soprattutto nel perseguimento di associazioni a delinquere attive nel campo della contraffazione di opere d’arte finalizzata al riciclaggio e al traffico illecito.

Danni al patrimonio: aumentano gli acquisti illeciti di opere d’arte via e-commerce

Rispetto all’anno 2022, oltre a rilevare un complessivo aumento dei fenomeni criminosi in danno del patrimonio culturale (furto, ricettazione, scavi clandestini, contraffazione di opere d’arte e danneggiamento), esponenziale il Nucleo Tpc ha evidenziato anche l’incremento delle compravendite tramite e-commerce di beni culturali con provenienza illecita.

Controlli serrati nelle aree archeologiche, in quelle tutelate da vincoli paesaggistici/monumentali. A questi si sono aggiunti i controlli ad esercizi antiquariali, commerciali e vari, a mercati e fiere antiquariali e, a verifica, anche tramite l’accertamento fotografico in Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti.

L’impegno del controllo sul territorio di propria competenza, costituito dalla regione del Lazio, ha visto il supporto e la collaborazione delle Soprintendenze competenti, delle direzioni delle strutture museali nonché l’ausilio delle componenti speciali dell’Arma dei carabinieri, in particolare il Raggruppamento Aeromobili carabinieri e l’Aliquota Subacquea, con i quali notevole incremento è stato dato al monitoraggio delle innumerevoli aree archeologiche (anche sommerse) presenti. Grazie ai sorvoli effettuati su vaste zone, si è potuto individuare e monitorare il fenomeno degli scavi clandestini, rinvenendone alcuni nella necropoli di Cerveteri. Fondamentale è stato il supporto fornito dal RAC per il monitoraggio delle aree laziali colpite dal sisma nell’agosto del 2016, in particolare le località di Accumoli e Amatrice, nel reatino, ove è in atto il processo di ricostruzione.

Denunciate 62 persone per reati contro il patrimonio culturale

Sul piano repressivo, i carabinieri del Nucleo Tpc di Roma hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria 62 persone, per delitti commessi contro il patrimonio culturale, in prevalenza ricettazione di opere di provenienza illecita e contraffazione di dipinti di arte moderna e contemporanea, oltre che per scavi clandestini. In particolare, i carabinieri sono stati impegnati nel perseguimento di 3 associazioni a delinquere per reati dello specifico settore, comprendenti un totale di 16 persone.

Recuperati 773 beni archeologici immessi sul mercato in modo illecito

Le attività di polizia giudiziaria hanno consentito di recuperare e sequestrare 773 beni, di cui 13 di tipo antiquariale, archivistico e librario, 517 reperti archeologici e 243 opere d’arte contraffatte, per un valore economico complessivo stimato in circa € 333.000 per i beni culturali e di € 1.220.000 per quelli contraffatti, qualora immessi sul mercato come autentici.

Tra i risultati più significativi dell’attività di polizia giudiziaria condotta, si segnalano il sequestro di 9 monete di interesse archeologico depredate dai siti archeologici del territorio croato, rivenute poi presso l’abitazione di un collezionista toscano.  Il recupero di un dipinto olio su tela raffigurante una Madonna, risalente al XVII/XVIII secolo, oggetto di furto in un convento delle Suore Clarisse di Ferentino (FR), denunciato nel 2001. Il sequestro, e la successiva restituzione, di tre importanti manoscritti antichi, individuati presso le abitazioni di un ex commerciante di libri antichi della capitale e di un privato cittadino residente in Firenze: quest’ultimo aveva acquistato uno dei tre volumi su un noto sito di e-commerce. Infine il recupero di un’antica collana composta da pietre semipreziose in vetro, pasta di cristallo e ambra, risalenti al I sec. a.C. – III sec. d.C., depredata dai siti archeologici ucraini e in particolare nelle necropoli ubicate in quel territorio, come il cimitero della tarda scita Chervonyi Maiak, individuato presso l’abitazione di un collezionista toscano.

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