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Cronaca

‘Non avete i requisiti fisici’: gruppo di ventenni respinte in discoteca perché non sono vestite in modo abbastanza succinto

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Ragazzi che si divertono in una discoteca di Ostia, lo Shilling

Volevano solo divertirsi, trascorrere il 1° maggio con gli amici, davanti al mare e a un aperitivo. Ma quei piani sono stati smontati in pochi istanti da un buttafuori di un locale di Ostia, lo Shilling, un noto stabilimento balneare. Qui, infatti, un gruppo di amiche, che voleva solo stare insieme, è stato ‘respinto’, a loro è stato negato l’acceso. E non perché il dress code non rispettava quello del locale o perché troppo piccole anagraficamente per la festa che era stata organizzata. Le tre ragazze, stando almeno a quanto hanno raccontato, non avrebbero rispettato i requisiti fisici, quasi come se fosse un casting per modelle. Peccato, però, che si trattava di uno stabilimento balneare, che dovrebbe essere accessibile a tutti. 

La denuncia della mamma sui social 

Sui social la mamma di una delle ragazze si è lasciata andare ad uno sfogo e in un lungo post ha puntato il dito contro il locale, proprio quello che non avrebbe fatto entrare le giovani, che non erano vestite in modo ‘provocante’, secondo il buttafuori. Quasi come se fosse necessario mostrare il fisico, indossare una maglietta attillata, una gonna corta. 

“Sono molto indignata per quello che è successo nel pomeriggio del primo maggio presso l’entrata di un noto locale sul lungomare di Ostia. Un gruppo di ragazzi tra i 21 e 23 anni, alcuni del luogo, altri provenienti da altri quartieri romani, si sono trovati respinti perché non avevano i requisiti fisici?”. E la domanda della donna sorge spontanea: quali sono le qualità fisiche per fare un aperitivo in riva al mare?  

“Trovo vergognoso, umiliante e discriminante da parte del gestore di questo locale un tale comportamento! Solo perché non sei alta abbastanza, non hai una taglia di reggiseno notevole o perché non ti vesti succinta non puoi accedere, per giunta pagando per consumare!!!”. Poche, pochissime dichiarazioni, che hanno indignato e lasciato senza parole le protagoniste di questa storia.

“Come possono arrogarsi il diritto di esercitare una tale discriminazione e farlo tranquillamente pubblicamente?! Sentirsi dire da un troglodita rivestito in giacca e cravatta non puoi entrare perché non hai i requisiti fisici??? Locali come questo andrebbero chiusi”. La donna in quel post, che ha fatto accetta di like, condivisioni ed è stato inondato di commenti di sdegno, ci ha tenuto a specificare che le ragazze non erano ubriache o in uno stato di alterazione, ma volevano solo divertirsi. Semplici studentesse universitarie, che sono state rifiutate perché vestite, a quanto pare, in modo poco ‘succinto’. Come se l’abbigliamento ‘sexy’ fosse un requisito imprescindibile. In un mondo che guarda sempre più alla perfezione ‘finta’ dei social, dei corpi perfetti messi in bella mostra su Instagram.

La posizione del locale

Ora resta da capire qual è la posizione del locale, se fosse o meno a conoscenza della situazione degli ingressi: è stata una decisione del buttafuori o dell’organizzatore della serata? Il gestore ne era a conoscenza? Quello che fa discutere resta il criterio della ‘selezione’, ancora di più perché questa volta è stata basata su dei ‘requisiti fisici’, letti in una chiave quasi discriminatoria. 

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