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Nuovo DPCM, stavolta c’è la ribellione: si preparano le proteste dei gestori di palestre, bar e ristoranti

Le parole di Conte stavolta non sono state accolte solo da cuoricini e “mi piace” come le precedenti. Oltre ai complimenti dei “fedelissimi”, la maggior parte dei commenti che hanno sottolineato la conferenza stampa delle ore 13:30 sono invece stati negativi. In pochi, in percentuale, hanno apprezzato le misure prese con il nuovo DPCM: le scelte fatte dal Presidente del Consiglio e dal direttivo – peraltro non condivise dalle Regioni, che spingevano per un’apertura maggiore della ristorazione – non sono state accettate non solo dalle categorie coinvolte, ma neanche dai comuni cittadini. “Le palestre sono forse luoghi in cui ci si contagia più dei bus o delle scuole?”, commenta qualcuno, spiegando che all’interno delle palestre vengono rispettati i protocolli di sicurezza come le distanze, la pulizia dei macchinari ad ogni uso individuale, l’uso delle mascherine nei luoghi comuni, senza contare che non si creano mai assembramenti perché gli ingressi sono contingentati. E, sempre restando nell’ambito dello sport: per quale motivo si deve fermare tutto tranne quello professionale? Forse il lavoro di di un “semplice” istruttore o personal trainer non vale come quello di un calciatore che viene pagato milioni di euro? Certo, economicamente questo è vero, ma umanamente? Anzi, il calciatore se si ferma non ha di sicuro problemi ad arrivare alla fine del mese, ma il personal trainer probabilmente sì.

Tornando ai commenti, ce ne sono stati di feroci, tanto che è scattata la voglia – tra le varie categorie – di organizzarsi in fretta per protestare contro quello che, più che un decreto, è sembrato per loro una condanna a morte. Ed ecco quindi quali saranno le prime proteste.

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Ostia scende in piazza

Oggi alle 18 commercianti e partite iva di Ostia, hanno deciso di protestare. “Commercianti, lavoratori, partite iva, e tutti quelli che stanno pagando di più le scelte scellerate del governo dicono BASTA! Scendiamo in piazza in modo pacifico ma determinato per far sentire la nostra voce in un territorio come Ostia già affossato da anni”. Su questa manifestazione, però, ci sono molte ombre: per “invitare” la stampa è stata utilizzato un indirizzo e-mail appartenente a un comitato che ne aveva dismesso l’utilizzo da 4 anni (pur non cessandone la registrazione dello stesso). Il titolare della mail, da noi sentito al telefono, ha negato di aver inviato la mail con il testo riportato sopra e spedita a tutti i giornali nazionali e locali.

Ristoratori in protesta lanciano l’hashtag #siamoaterra: manifestazione il 28

I ristoratori, tra i più colpiti dal DPCM, hanno deciso di scendere in piazza e di protestare pacificamente contro le scelte del governo. L’appuntamento è per mercoledì 28 ottobre: appuntamento in 10 città (Roma, Firenze, Milano, Verona, Trento, Torino, Bologna, Napoli, Cagliari, Catanzaro e Bergamo), per una mobilitazione nazionale lanciata con l’hashtag #siamoaterra. Si tratta di una manifestazione organizzata dalla Federazione Italiana Pubblici Esercizi, che ha spiegato le ragioni in una nota stampa.
“Il piatto piange e la musica è finita. Gli ultimi provvedimenti presi da governo e alcune Regioni per il contenimento della seconda ondata di Covid-19 stanno mettendo definitivamente in ginocchio i pubblici esercizi. Mercoledì 28 ottobre alle 11.30 i gestori dei Pubblici esercizi occuperanno le piazze di 10 città. Un’iniziativa per ricordare il valore economico e sociale del settore e chiedere alla politica un aiuto per non morire. Le misure annunciate dal governo costeranno altri 2,7 miliardi di euro alle imprese della ristorazione. Se non accompagnate da contemporanee e proporzionate compensazioni di natura economica, sarebbero il colpo di grazia per i pubblici esercizi italiani, che già sono in una situazione di profonda crisi, con conseguenze economiche e sociali gravissime. I ripetuti annunci di chiusure anticipate hanno già prodotto la desertificazione dei locali”.

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I gestori delle palestre in protesta

Anche i gestori delle palestre, insieme a istruttori e personal trainer – ma c’è da scommettere che anche molti frequentatori saranno presenti – protesteranno pacificamente a piazza Montecitorio martedì 27 ottobre. “Il danno lo avete fatto a tutto il tessuto sociale”, scrive Fabio Damiani, direttore tecnico della palestra Heaven Group di Roma, “Lo sport è salute! Le palestre, oltre a fornire un metodo di tracciamento per la diffusione del contagio, hanno seguito i protocolli più rigidi di questo periodo”. Chi risarcirà queste persone per le spese affrontate? Perché dire, una settimana fa, “vi diamo 7 giorni di tempo per far adeguare chi ancora non lo ha fatto” e poi chiudere lo stesso? Sono domande a cui i titolari dei centri sportivi vogliono risposta, così come vogliono sapere perché si debba invece continuare – se proprio lo sport non si deve fare – a giocare a calcio e contagiarsi in sere A e serie B, dove (là sì, non in palestra) il contatto fisico tra atleti avviene.