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Padri separati dai figli, la protesta arriva a Montecitorio: «Liberateli»

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arba bianca hanno manifestato  dalle 14 alle 17 e fatto gli auguri di Buon Natale a tutti i  bambini «negati, sottratti e rapiti» nella speranza che tutta questa sofferenza abbia fine.  Al grido «Liberateli», scritto anche in caratteri cubitali, hanno preparato una lista di richieste per Babbo Natale e per il Parlamento Italiano.

«Chiediamo che sia inasprita la pena per chi sottrae un minore – dichiarano i papà  –  difendiamo il diritto del minore di avere due genitori e quattro nonni. Il Natale è un momento drammatico per i padri e le madri che non possono vedere i loro bambini. E’ una festa amara per tanti genitori, anche sempre più povera. E per questo motivo chiediamo sempre di più che venga rispettato il diritto alla bigenitorialità, il diritto del minore di mantenere il rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori poiché allo stato attuale è interpretato in modo singolare dalla magistratura e dagli operatori nel diritto familiare».

«Essere genitori – dichiarano i papà – è un impegno che si prende vita natural durante nei confronti dei figli, e non certo verso l’altro genitore.  I giudici, appena entrata in vigore la L. 54/2006 (affido condiviso), hanno subito restaurato l’affido monogenitoriale attraverso la figura del c.d. genitore collocatario o prevalente. Una decisione a dir poco vergognosa. Ad oggi l’Italia è classificata agli ultimi posti in Europa in quanto a tutela della bigenitorialità. Il Consiglio d’Europa ha adottato una risoluzione che promuove la pari responsabilità genitoriale e la shared residence. I tempi paritari dei genitori nella frequentazione dei figli dopo la separazione sono quindi la normalità in tutta Europa, non in Italia. Troppo spesso la Corte Europea dei diritti dell’uomo condanna l’Italia per non avere consentito lo sviluppo di una vita affettiva a padri separati, ed ha tassi di affido esclusivo al padre dello 0,7%, otto volte meno della Spagna, dieci volte meno della Francia e quasi venti volte in meno della Germania. In pratica nemmeno di fronte a gravi casi di inidoneità materna il giudice italiano ritiene di dover prendere in considerazione l’affido al padre», spiegano i papà. «Quella di oggi non è una guerra di genere ma un invito al rispetto di diritti civili incredibilmente negati».

Massimiliano Gobbi

https://www.facebook.com/giorgio.ceccarelli1/videos/1698291720241659/

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